Archivio Mensile: maggio 2011

Piccoli gesti

Alzarsi senza fretta, prepararsi il caffè e, mentre i cereali si ammorbidiscono nel latte, uscire in terrazza  a controllare se il vento di questa notte ha fatto qualche danno. Rientrare in cucina, accendere la radio giusto in tempo per il giornale radio delle 8, fare colazione con il gatto sulle ginocchia che cerca di convincerti che anche a lui piacciono tanto i cereali…

Lavare ciotola e tazza e poi uscire nuovamente nell’aria fresca del mattino a controllare il sole che sta per inondare il cielo, e più distante, vedere le barche ormeggiate (sempre loro nella mia vita… e non sarà un caso) che dondolano cullate dal mare ancora un po’ increspato.  Annaffiatoio alla mano, curare le piante che attendono questi rari momenti di calma, visto che ormai, la sera arrivo troppo tardi per dedicarmi a loro.

Gesti lenti di un sabato mattina. Gesti solitari che mi riappacificano con la mia casa, in queste ore, ed ancora per poco, solo mia.

Rifare la camera, una doccia e via nel sole.

E’ solo un sabato, ma per me vale molto. E’ come tirare un respiro di sollievo in una vita piena di corse, affanni e arrabbiature giornaliere.

Forse solo un’altra pagina scritta di una vita che a volte amo ed a volte odio, guardando gli errori fatti. Ma mi dico che a questo non c’è rimedio. Il tempo va e non ti aspetta, non ha un tasto rewind per poter tornare indietro.

Quindi si va avanti, anche accontentandosi di questi piccoli e lenti gesti.

Ed il pensiero vola già a lunedì mattina. Forse un altro sollievo.

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A volte ritornano

Quando ti rendi conto che, nonostante tutti gli incroci possibili,  la tua vita ha preso un’altra strada, quando hai smesso di guardare al passato e soprattutto di domandarti se e come avresti potuto indirizzare la tua e la sua vita, quando ti accorgi che è finito il tempo di fantasticare, anche se per tua natura, continui a sognare, ecco che la vita ti riserva ancora delle sorprese.

Un pomeriggio in centro, in mezzo alla gente, mano nella mano come fosse la cosa più naturale del mondo. Trovarsi sotto il porticato e salutarsi con un bacio, poi seduti ad un caffè a raccontarsi le nostre vite, scaldati dal sole primaverile e dai sorrisi. Come due parti di una conchiglia che per respirare si allontanano e poi si richiudono. Come essersi visti solo ieri. Senza sapere quando ci rivedremo.

E leggere sul suo volto una domanda inespressa: ci sarà ancora una prossima volta?

Non ne parliamo. Viviamo l’oggi. Come abbiamo fatto per gli ultimi 32 anni…

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