Archivio delle Categorie: …tra le mie canzoni…

Anche questo è un Natale…

Tempo grigio e piovoso…
Voci di bambini che salgono per le scale…
Ricordi che arrivano a frotte e che scacci con un gesto della mano…
Le risate con un’amica al telefono…
Le risate dissacranti con tanti amici…
Tanti messaggini a dimostrazione - se ce ne fosse bisogno – che il pensiero c’è …
Una mail inattesa e gradita…
 

 

 

Un ottimo bicchiere di Porto…  e il Natale passa e va…

 

 

E voi  beccatevi questa dedica :-)
 
ps. mi scuso se WordPress vi rimanda a Youtube… evidentemente è un po’ bacchettone? o solo troppo politically correct? mah…

Oggi mi sento un… ‘dinosauro’

Colpita nonostante tutto dalle critiche positive, ieri sera ho assistito al secondo round del fenomeno televisivo – finalmente questo termine usato in senso positivo – degli ultimi anni.  E come avevo previsto [di secondo nome forse faccio Cassandra] oggi mi gira male.

Non mi piace la finta allegria
non sopporto neanche le cene in compagnia
e coi giovani sono intransigente
di certe mode, canzoni e trasgressioni
non me ne frega niente.
E sono anche un po’ annoiato da chi ci fa la morale
ed esalta come sacra la vita coniugale
e poi ci sono i gay che han tutte le ragioni
ma io non riesco a tollerare le loro esibizioni.

Non mi piace chi è troppo solidale
e fa il professionista del sociale
ma chi specula su chi è malato
su disabili, tossici e anziani, è un vero criminale.
Ma non vedo più nessuno che s’incazza
fra tutti gli assuefatti della nuova razza
e chi si inventa un bel partito per il nostro bene
sembra proprio destinato a diventare un buffone.

Ma forse sono io che faccio parte
di una razza in estinzione.

La mia generazione ha visto
le strade, le piazze gremite di gente appassionata
sicura di ridare un senso alla propria vita
ma ormai son tutte cose del secolo scorso
la mia generazione ha perso.

Non mi piace la troppa informazione
odio anche i giornali e la televisione
la cultura per le masse è un’idiozia
la fila coi panini davanti ai musei mi fa malinconia.
E la tecnologia ci porterà lontano
ma non c’è più nessuno che sappia l’italiano
c’è di buono che la scuola si aggiorna con urgenza
e con tutti i nuovi quiz ci garantisce l’ignoranza.

Non mi piace nessuna ideologia
non faccio neanche il tifo per la democrazia
di gente che ha da dire ce n’è tanta
la qualità non è richiesta, è il numero che conta.
E anche il mio paese mi piace sempre meno
non credo più all’ingegno del popolo italiano
dove ogni intellettuale fa opinione
ma se lo guardi bene è il solito coglione.

Ma forse sono io che faccio parte
di una razza in estinzione.

La mia generazione ha visto
migliaia di ragazzi pronti a tutto
che stavano cercando
magari con un po’ di presunzione
di cambiare il mondo
possiamo raccontarlo ai figli senza alcun rimorso
ma la mia generazione ha perso.

Non mi piace il mercato globale
che è il paradiso di ogni multinazionale
e un domani state pur tranquilli
ci saranno sempre più poveri e più ricchi
ma tutti più imbecilli.
E immagino un futuro senza alcun rimedio
una specie di massa senza più un individuo
e vedo il nostro stato che è pavido e impotente
è sempre più allo sfascio e non gliene frega niente
e vedo anche una Chiesa che incalza più che mai
io vorrei che sprofondasse con tutti i Papi e i Giubilei.

Ma questa è un’astrazione
è un’idea di chi appartiene
a una razza in estinzione. 

(Gaber – Luporini – LA RAZZA IN ESTINZIONE – 2001)

Se nel 2001, il Signor G si sentiva in via di estinzione… allora io oggi sono già un essere totalmente estinto come i dinosauri… ma spero di essere in buona compagnia :-)

 

(carine le mie unghiette rosse vero?…)

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Per non dimenticare

Anche se il nostro maggio
ha fatto a meno del vostro coraggio
se la paura di guardare
vi ha fatto chinare il mento
se il fuoco ha risparmiato
le vostre Millecento
anche se voi vi credete assolti
siete lo stesso coinvolti.

E se vi siete detti
non sta succedendo niente,
le fabbriche riapriranno,
arresteranno qualche studente
convinti che fosse un gioco
a cui avremmo giocato poco
provate pure a credervi assolti
siete lo stesso coinvolti.

Anche se avete chiuso
le vostre porte sul nostro muso
la notte che le "pantere"
ci mordevano il sedere
lasciandoci in buonafede
massacrare sui marciapiedi
anche se ora ve ne fregate,
voi quella notte voi c’eravate.

E se nei vostri quartieri
tutto è rimasto come ieri,
senza le barricate
senza feriti, senza granate,
se avete preso per buone
le "verità" della televisione
anche se allora vi siete assolti
siete lo stesso coinvolti.

E se credete ora
che tutto sia come prima
perché avete votato ancora
la sicurezza, la disciplina,
convinti di allontanare
la paura di cambiare
verremo ancora alle vostre porte
e grideremo ancora più forte
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti,
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti.

 
Canzone del Maggio – Fabrizio de André
 
[da 'Storia di un impiegato' - 1973]
 
 
 

Cosa aggiungere a queste parole? nulla… un religioso silenzio, e per chi "c’era" ci saranno momenti di riflessione, forse malinconica, per chi  non c’era la curiosità per un mondo che viene solo raccontato…

Avevo postato questa canzone tre anni fa, e sento il bisogno di rifarlo oggi.

Tra teorie evoluzioniste, creazioniste e superstizione!

Una canzone molto più… più seria e più impegnata, oserei dire impegnatissima,
una canzone che mi è stata ispirata, a me succede poche volte, però questa canzone mi è stata ispirata direttamente dall’alto. Ero lì, nel mio candido lettino… e ho sentito una voce che diceva "Francesco", dico "socc…, chi è?"… dico "eh?", diceeeeee "svegliati sono il tuo Dio." E allora così, in questo modo sollecitato, ho pensato di, di… fare un’ opera musicale colossale e mettere in musica l’Antico Testamento. Per ora sono riuscito a fare soltanto la Genesi…
che è la vera storia della creazione del mondo…

Per capire la nostra storia bisogna farsi ad un tempo remoto:
c’era un vecchio con la barba bianca, lui, la sua barba, ed il resto era vuoto.
Voi capirete che in tale frangente quel vecchio solo lassù si annoiava,
si aggiunga a questo che, inspiegabilmente, nessuno aveva la T.V. inventata…

Beh, poco male, pensò il vecchio un giorno, a questo affare ci penserò io:
sembra impossibil, ma in roba del genere, modestia a parte, ci so far da Dio!
"Dixit", ma poi toccò un filo scoperto, prese la scossa, ci fu un gran boato:
come T.V. non valeva un bel niente, ma l’ Universo era stato creato…

Come son bravo che, a tempo perso, ti ho creato l’Universo!
Non mi sembra per niente male, sono davvero un tipo geniale!
"Zitto, Lucifero, non disturbare, non stare sempre qui a criticare!
Beh sì, lo ammetto, sarà un po’ buio, ma non dir più che non si vede un tubo!"

"Che sono parolacce che non sopporto!", disse il vecchio a Lucifero. "E poi se c’è una cosa e un’altra che non posso sopportare sono i criticoni: fattelo te l’ Universo se sei capace! Che me at dig un quel… disse il ve…" Era d’ antica origine modenese da parte di madre il ve… "Io parlo chiaro: pane al pane, vino al vino, anzi vin santo al vin santo. Sono buono e bravo, ma se mi prendono i cinque secoli me at sbat a l’ inferen, com’è vero Dio!"

Ma poi volando sull’ acqua stagnante e sopra i mari di quell’ Universo,
mentre pensava se stesso pensante in mezzo a quel buio si sentì un po’ perso.
Sbattè le gambe su un mucchio di ghiaia dopo una tragica caduta in mare,
quando andò a sbattere sull’ Himalaya il colpo gli fece persino un po’ male…

Fece crollare anche un gran continente soltanto urtandolo un poco col piede:
si consolò che non c’era ancor gente e che non gli era venuto poi bene.
Ma quando il buio gli fece impressione, disse, facendosi in viso un po’ truce:
"diavol d’ un angelo, avevi ragione! Si chiami l’ Enel, sia fatta la luce!"

Commutatori, trasformatori, dighe idroelettriche e isolatori,
turbine, dinamo e transistori per mille impianti di riflettori,
albe ed aurore fin boreali, giorni e tramonti fin tropicali.
"Fate mo’ bene che non bado a spese, tanto ho lo sconto alla fine del mese…"

"Te Lucifero non ti devi interessare come faccio ad avere io lo sconto alla fine del mese. Ma cosa vuol dire corruzione, una mano lava l’ altra, come si dice; vuoi che uno nella mia posizione non conosca nessuno? Però intanto, ragazzi, andateci piano perchè la bolletta la portano a me. M’ avete lasciato accesa la luce al polo sei mesi, sei mesi, no, sei mesi! Grazie, c’era freddo, i surgelati li debbo pur tenere da qualche parte! Adesso la tenete spenta sei mesi come … e poi quei ragazzi lì, come si chiamano quei ragazzini che vanno in giro con quella cosa? Aureola si chiama? No no, am pies menga, no no no, ragazzi quelle cose li, io vi invento il peccato di superbia e vi frego tutti eh, adesso ve lo dico, bisogna guadagnarsele… a parte il fatto che non mi adorate abbastanza… no no no Lucifero, è inutile che tu mi chiedi scusa: adorare significa non dovere mai dire mi dispiace! Tientelo in mente… Voi, ecco, io vi do ogni dieci atti di adorazione vi do un buono, ogni dieci buoni voi mandate la cartolina che il 6 gennaio… che poi ci ho tutta un’altra idea in testa per la… facciamo Aureolissima che è una festa che mi sembra molto bella. Piuttosto Lucifero, non sgamare, vieni qua ragazzo… Com’ è, mi hanno detto che hai stampato un libro… Il Libretto Rosso dei Pensieri di… oh, bella roba il libretto rosso dei pensieri di Lucifero! Ragazzi mi spiace… ma cosa vuol dire di sinistra, di sinistra… non sono un socialdemocratico anch’ io? avanti al centro contro gli opposti estremismi! …eh ma, …no no no, non ci siamo mica qua: se c’ è uno che può pensare anzitutto sono io … e non tirare mica in ballo mio figlio, quel capellone, con tutti i sacrifici che ho fatto… per me lui lì finisce male… ah me, me a tal deg … finisce male. E attento che te e lui, io ho delle soluzioni per voi che non vi piaceranno, per Dio! E non guardarmi male che qui dentro "per Dio" lo dico come e quando mi pare!"

Ma fatta la luce ci vide più chiaro: là nello spazio girava una palla.
Restò pensoso e gli parve un po’ strano, ma scosse il capo: chi non fa non falla.
Rise Lucifero stringendo l’ occhio quando lui e gli angeli furon da soli:
"Guarda che roba! Si vede che è vecchio: l’ha fatto tutto schiacciato sui poli!"

Per riempire ‘sto bell’ambiente voglio metterci tante piante.
"Forza, Lucifero, datti da fare, ordina semi, concime e trattore,
voglio un giardino senza uguali, voglio riempirlo con degli animali!
Ma cosa fa ‘sto cane che ho appena creato? Boia d’un Giuda, m’ ha morsicato!

"Piuttosto fallo vedere da un veterinario, che non vorrei aver creato anche la rabbia, già così…cos’è che non ho creato? Lo sapevo: l’uomo non ho creato! Grazie, mi fate sempre fare tutto a me, mi tocca sempre fare! Qua se non ci sono io che penso a tutto.. va beh, nessuno è perfetto… sì, lo so che sono l’Essere Perfettissimo Creatore e Signore. Grazie! Adesso ti trasformo in serpente così impari, striscia mo’ lì! Viuscia via!"
E portarono al vecchio quello che c’ era rimasto … c’era un po’ di formaggio e due scatolette di Simmenthal, cioè lui li mise assieme e poi…

Prese un poco di argilla rossa, fece la carne, fece le ossa,
ci sputò sopra, ci fu un gran tuono ed è in quel modo che è nato l’uomo…

Era un venerdì 13 dell’anno zero del Paradiso!

Francesco Guccini – LA GENESI (da ‘Opera Buffa’ – 1973)

[in parte ispirata dal 200 anniversario della nascita di Sir Charles Darwin, e in parte... dal venerdì 13 A bocca aperta]

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Genova per noi… è anche Faber

Genova e De Andrè sono due entità inscindibili. Eppure Faber non ha mai fatto una bandiera di questa sua genovesità, pur non avendola mai negata, al contrario, respirandola a pieni polmoni in ogni sua canzone. E solo chi ha calcato i vicoli della città vecchia, chi ha sentito nelle narici il salmastro salire dal porto Antico a De Ferrari, ve lo può confermare. Oggi, dieci anni dopo,  lo voglio ricordare con una canzone che lui ha dedicato, come spesso nella sua carriera, alle minoranze: i rom. Il titolo infatti è il nome di una tribù rom di provenienza serbo-montenegrina.

 
Khorakhanè (a forza di essere vento)
Il cuore rallenta la testa cammina
in quel pozzo di piscio e cemento
a quel campo strappato dal vento
a forza di essere vento
porto il nome di tutti i battesimi
ogni nome il sigillo di un lasciapassare
per un guado una terra una nuvola un canto
un diamante nascosto nel pane
per un solo dolcissimo umore del sangue
per la stessa ragione del viaggio viaggiare
Il cuore rallenta e la testa cammina
in un buio di giostre in disuso

qualche rom si è fermato italiano
come un rame a imbrunire su un muro
saper leggere il libro del mondo
con parole cangianti e nessuna scrittura

nei sentieri costretti in un palmo di mano
i segreti che fanno paura
finché un uomo ti incontra e non si riconosce
e ogni terra si accende e si arrende la pace

i figli cadevano dal calendario
Yugoslavia Polonia Ungheria
i soldati prendevano tutti
e tutti buttavano via

e poi Mirka a San Giorgio di maggio
tra le fiamme dei fiori a ridere a bere
e un sollievo di lacrime a invadere gli occhi
e dagli occhi cadere

ora alzatevi spose bambine
che è venuto il tempo di andare
con le vene celesti dei polsi
anche oggi si va a caritare

e se questo vuol dire rubare
questo filo di pane tra miseria e sfortuna
allo specchio di questa kampina
ai miei occhi limpidi come un addio

lo può dire soltanto chi sa di raccogliere in bocca
il punto di vista di Dio

Cvava sero po tute
i kerava
jek sano ot mori
i taha jek jak kon kasta

vasu ti baro nebo
avi ker
kon ovla so mutavia
kon ovla
ovla kon ascovi
me gava palan ladi
me gava
palan bura ot croiuti

[Poserò la testa sulla tua spalla
e farò un sogno di mare
e domani un fuoco di legna
perché l'aria azzurra
diventi casa
chi sarà a raccontare, chi sarà?
sarà chi rimane.
Io seguirò questo migrare,
seguirò questa corrente di ali]

 
[da ANIME SALVE - 1996]
 
E l’occasione per rispolverare questo pezzo di Faber, tratto da un album particolare, scritto a quattro mani con Ivano Fossati, mi è stata regalata da alcuni cari amici, che da tempo interpretano le sue canzoni.
Eccoli nel corso del tributo a De Andrè dello scorso settembre, nel quale interpretano questo pezzo, e, sempre dallo stesso album, ‘Dolcenera’..
 
 
 
  
Grazie a Fabio, Pier, Francesco & Marika, ovvero
‘Gotti, bricchi e lambicchi’
 
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