Comunicazione e informazione

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Non  vorrei disquisire sul significato intrinseco che la semantica attribuisce a certe parole. Purtroppo, credo che al giorno d’oggi poco ci si sforzi per comprendere esattamente il significato delle parole che pronunciamo, che scriviamo, che leggiamo. Anzi si verifica quel fenomeno – che io, a dispetto dei linguisti, chiamo di ‘trasmutazione’ – in cui l’uso ripetuto ed errato di una parola diventa poi il nuovo significato attribuito alla parola stessa, e che viene invece ufficialmente definito come  neologismo’Ma il significato originale della parola che fine fa? Vuoto assoluto.
 
E non parliamo poi dei nuovi termini derivati dalle lingue straniere e che sono entrati di ‘diritto’ nel nostro linguaggio e persino inclusi nel nostro vocabolario.
 
E’ un pensiero che sovente ho nel leggere articoli su riviste, in Internet, soprattutto quando mi accorgo che vengono utilizzati neologismi al posto delle parole che esistono nella nostra lingua. Forse per pigrizia, per praticità oppure intenzionalmente per non porsi di fronte ai lettori con un linguaggio che potrebbe essere definito ricercato.
 
E secondo me da qui si originano tre eventi che ritengo negativi: il primo è la quasi sparizione dal linguaggio della parola originaria, che esisteva ma nessuno conosce più, ed il secondo, a mio parere più grave, si tende ad ‘alleggerire’ la lettura. Perché più grave? Perché una maggiore concentrazione sulla lettura e sul senso delle parole, e di riflesso sull’uso proprio che si fa dei termini e sulla loro sintattica,  secondo me aiuterebbe la comunicazione.
 
E il terzo?  Beh… il terzo è l’abuso di alcune parole, che perdono via via il loro significato.
 
COMUNICAZIONE: la scienza del domani (che poi è già oggi) e spesso confusa con l’informazione stessa, anche se a volte con essa interagente. A mio avviso si trasmettono informazioni, si comunicano impressioni, esperienze, sentimenti.
 
Comunicare E’ dialogare.
 
Siamo tutti convinti che oggi nella nostra società ci sia mancanza di comunicazione. Questi stessi spazi che noi ‘gestiamo’ senza titoli, sono un esempio della nostra ricerca di un rapporto con il prossimo. Non riusciamo molte volte a svilupparli dal vivo per atteggiamento, timidezza, o altro, e quindi ci affidiamo a questo mezzo per far arrivare ad altri il nostro pensiero le nostre immagini, ma sempre ben riparati da questo monitor.
Diciamo che con questo ‘stratagemma’ abbiamo fatto il primo passo, perché la comunicazione, in questo modo è sterile, non è socializzazione.
 
Anche io ho scelto questa strada, forse per curiosità, per vedere questo famoso ‘mondo virtuale’ dal di dentro, o forse per sfida, non voglio dilungarmi sui motivi che mi hanno spinto ad entrarci, ma solo sul fatto che quando si cade in qualche errore di valutazione o di espressione, siamo tutti pronti ad incolpare il mondo virtuale.
 
Forse sarà come la scoperta dell’acqua calda, ma ritengo che molto debba essere fatto per socializzare veramente: non servono bellissimi post e commenti inneggianti per  avere un rapporto vero, di apporto e  di confronto con gli altri.  Non è la gratificazione con il numero dei commenti di un blog che fanno del  ‘blogger’ una persona ‘di successo’.
 
Sono come sempre i contenuti, il modo di porsi agli altri, gli argomenti trattati e le proprie considerazioni, l’accettazione di eventuali  critiche da esso derivanti, e quanto e come la persona sia in grado di comunicare al di là del virtuale.  
 
Certo non si può farlo con tutti, si fa una selezione naturale delle personalità affini, ma il passo dal virtuale al reale è in questi casi molto breve.  E qui entra in gioco, per fortuna, la soggettività delle persone: la loro cultura, il loro modo di essere, il loro modo di comprendere. L’individuo nella sua interezza e realtà.
 
E se si dovessero verificare ‘incomprensioni’ a questo punto del rapporto, si deve sentire  la necessità della comunicazione diretta, quello ‘spiegarsi a viva voce’ che può fugare o a volte accentuare certe situazioni, ma alle quali nessuno di noi può sottrarsi. Perchè questo è il mondo reale.
 
 
 
E non incolpare il mondo virtuale…

 

 

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20 risposte a “Comunicazione e informazione

  1. bè ci siamo sentite ieri stesso, cosa aggiungere se non un grande abbraccio e un enorme bacio?
    Torniamo ai nostri bei tempi…e ricomincia la saga “alla mia Ross dalla sua Ross”
    A presto

  2. Hai toccato un tema delicato e importante non solo per il mondo virtuale ma anche per il reale: l’uso delle parole.
    Dico sempre che le parole possono essere leggere come piume o pesanti come pietre  e dobbiamo essere accorti quando le le facciamo uscire dalla nostra bocca. Ma ancora di più quando le scriviamo nei post, nei commenti o anche sul messenger perchè verba volant ma scripta manent.
    Ed è per questo che la comunicazione è un’arte. Ma a differenza delle arti superiori quale la poesia o la capacità narrativa, che il più delle volte sono doni innati, la comunicazione si impara e si affina attraverso il rispetto per gli altri.

  3. analisi lucida e razionale.
    Condivido appieno il tuo pensiero tanto…da riportarlo pari pari nel mio blog.
    vero quanto dice Marilù, le parole possono essere macigni,  ma esiste sempre una componente razionale che permette, prima di soccobere al peso, di spiegare…almeno credo..
     
    Fab

  4. Non credo che nella società ci sia mancanza di comunicazione.
    Credo esattamente l’opposto.
    La comunicazione, intesa come il mettersi in relazione verbale o scritta con qualcuno, facilitata dall’uso delle nuove tecnologie, è divenuta globale,  sicuramante eccessiva.
    Altro discorso, più importante, è quello della qualità, delle finalità; aspetti sui quali esprimo, per molteplici ragioni, un giudizio del tutto negativo.
    Cordialità
             Sandro
     
     

  5. ..credo che il tutto possa essere sintetizzato in una sola parola.."rispetto"…!
    non c’è differenza per quanto mi riguarda avere un rapporto reale o virtuale con una persona…credo che si debba essere sempre e solo se stessi e rispettare il nostro prossimo anche se il rapporto avviene soltanto attraverso uno strumento come questo…!
    può succedere come nelle parole dette a viva voce di essere mal interpretati e di non essere sufficientemente compresi..beh allora in questi casi basta mettersi a nudo e cercare di farsi capire o scusare a seconda delle situazioni…perchè non è solo virtuale tutto quello che impariamo o doniamo di noi stessi atrtraverso questo metodo di comunicazione…!
    un bacio Ross…sono a casa ..fatti viva…!

  6. @Rò e per Marilù
    Chiedo umilmente venia… ho omesso questo aspetto, il rispetto,  insieme a tanti altri quali la tolleranza nei confronti di idee diverse dalle proprie, il non eccedere i limiti della propria libertà a scapito degli altri, ma l’ho fatto di proposito in quanto li ritengo complementari ed obbligatori dell’educazione.
    Ricordare di accendere il cervello prima di aprire la bocca… beh mi sembra scontato….
     
    La mia è stata solo l’esternazione di una persona che vede un linguaggio sempre più impoverito, sfibrato, snaturato dal suo significato originario, che quando non conosce a fondo il significato di una parola, o teme a causa di essa di essere fraintesa, opta per la soluzione più chiara possibile, e nell’eventualità si verificassero comunque delle  incomprensioni è la prima ad accettare o chiedere un chiarimento. Lo faccio qui in rete con persone ‘quasi’ sconosciute, lo faccio a maggior ragione con le persone con le quali il mio rapporto è più stretto e personale.  E tra le cose che maggiormente odio c’è l’abuso di parole che nella realtà non sono mai seguite dai fatti.
     
    Ma, e ripeto MA, quando queste incomprensioni accadono sento solo dire : E’ COLPA DI QUESTO MONDO VIRTUALE!
      

  7. @SANDRO
    Credo che abbiamo due modi diversi di intendere la comunicazione. Non è solo entrare in relazione con altre persone, come ho detto nel mio post è dialogare e socializzare. E in questo le nuove tecnologie DEVONO essere solo un mezzo e come tali vanno considerate. Incolpare il mondo virtuale dei propri ‘errori’ o dell’incapacità di farsi comprendere è secondo me un pretesto per non affrontare le proprie responsabilità.

  8. Colpa di questo mondo virtuale quando non si vogliono assumere le proprie responsabilità.
    In realtà la colpa è solo nostra e della nostre improvvide parole.
    Hai detto bene mia cara: "accendere il cervello prima di aprire la bocca" e non viceversa… eheheh

  9. Fatina mia adorata, buona sera.
    Il tuo post é impeccabile, in quanto hai reso perfettamente il desolante spettacolo che quotidianamente ci viene propinato leggendo su supporti cartacei, o attraverso un monitor. Quando nei primi anni ’80 ero una fanatica della corrispondenza amorevolmente manoscritta, quella che comportava l’acquisto di un francobollo e le giastemme tirate al portalettere di turno se non indugiava innanzi alla mia cassettina postale; beh…ricordo che se io o l’amica piazzavamo nello scritto un neologismo, o considerato tale….ci sentivamo quasi all’avanguardia, come se avessimo fatto chissà quale scoperta. Ebbene sì…erano altri tempi….ed i dizionari venivano aggiornati in tempi mooolto dilatati.
    Adesso….mi fa specie, quando scrivo qualcosa di serio e c’é chi ha il coraggio di dirmi che utilizzo troppi "paroloni", che sono troppo "seria" e che certe terminologie non le capiscono….
    Belandi, ma sono le parole di uso comune che abbiamo imparato a scuola, che fanno parte della ns quotidianità da quando abbiamo imparato a leggere e scrivere!
    A me certe volte servirebbe sì un traduttore simultaneo, ma x interpretare tutte le declinazioni lessicali di cui buona parte dei ns interlocutori ne fa grande sfoggio everywhere….
    Un dubbio mi sorge, cara Amica mia….ma siamo sicure che conoscano sempre il significato effettivo di quello che vanno dicendo, o spesso ne fanno grande spolvero x essere più….trendy?
    Secondo me…é tutto da rifare. Altrimenti prima o poi ci troveremo ad assistere a dialoghi fra sordi.
    Il mondo virtuale in questo caso c’entra ben poco….ognuno nella giusta misura si dovrebbe assumere le proprie colpe.
    Abbraccio strizzosissimo  e baciotteri a gò gò.
    So
     

  10. C’è gente che fa bla bla bla e gente che comunica.
    C’è gente che non ascolta ma parla e gente che non parla ma ascolta.
    C’è gente convinta che la bocca sia solo una porta attraverso cui fare entrare cibo e fare uscire parole in libertà.
    Parte di tutta questa gente affolla il mondo virtuale usando gli stessi criteri della comunicazione reale.
     
    P.S.
    senti un po’…. bla bla bla bla bla bla bla….
     

  11. Ci sono parole che offendono, che feriscono, altre che rilassano
     o emozionano ed è incredibile come l’utilizzo costante di alcuni
    tipi di parole possa riuscire a far cambiare il nostro stato d’animo.Perchè?Perchè fanno focalizzare la nostra attenzione su un concetto, sono un mezzo potentissimo.
    Qualcuno le sa usare in modo geniale… fanno corsi di specializzazione… :))
    perchè in questo mondo di "Immagine e arrivismo" non conta più il "rispetto" ma…
    l’obiettivo finale….. costi quel che costi.
    Buon fine settimana anche a te Rossana…
    Un abbraccio
    Laurissima
     
     

  12. Penso alle parole aocme alle medicine con pochi farmaci si cura tutto, con parole semplici si riesce a cominicare con tutti…. essere intelletuali a tutti costi vuol dire non voler comunicare con tutti..
                  un sorriso da un pastorello sardo

  13. Mi chiedo sempre come noi italici dovremmo dire "masterizzare"…E soprattutto se dovremmo fare come quegli spocchiosi dei francesi che chiamano il computer "ordinateur"…A me fa ridere.E poi sebbene ogni popolo porti con se sue proprie caratteristiche positive, l’unificazione sociale conserverà nel ricordo linguistico le differenze, permettendo però a tutti di comunicare.Così come già ora abbiamo più di 21 italiani differenti, anzi quasi uno per provincia.E lo stesso vale per ogni nazione, inclusi gli stati uniti.Noi non lo sappiamo (o almeno pochi ci si soffermano su), ma esattamente come da noi ogni stato, e ogni provincia, ha il suo "dialetto".Quindi perchè spaventarsi, e soprattutto di cosa?Già noi non parliamo più la lingua di Dante, nè tantomeno egli parlava più quella di Cesare…Quindi a che pro rodersi i gomiti?Aspetto trepidante il poster delle troffie al pesto, e abbasso l’abbacchio che me fa abbastanza schifo ;)CiaoCla

  14. @Cla
    E se fosse solo  una  questione di ‘dialetti’ ti assicuro che non me la prenderei tanto… cosi come per i termini di importazione dall’inglese, che, a voler essere pignola, usiamo ogni tanto anche impropriamente.. …
     
    Poster in process…. copy to be mailed to you ;-))))

  15. de retour ?!!!
           tu touches un sujet dont on pourrait en écrire un roman. le monde virtuel c’est comme un refuge et ou l’on peut s’exprimer plus facilement et bien sur connaitre des personnes mais, je pense que c’est aussi DANGER… il y a de quoi écrire un roman sur ce sujet.
          gros bisou ma belle et un bisou à Capo. jespaire que tu as profité de tes vacances
               super la chanson je l’avais oublié j’aime.
                                  Ophélie 

  16. Ciao Ross…
    …hai molta raggione…, adesso sono davero pigro in aggiornare il blog…
    Ma sono n’un periodo nell che ho da prendere difficile decisione ed ho tante cose nella testa..
    …che non posso dedicarmi al blog…
    A presto amica. Mi rallegro da sapere su te…
    -David- 

  17. Concordo assolutamente sulla tua analisi sul linguaggio, e ringrazio di appartenere a quella generazione a cui maestri ed insegnanti hanno insegnato l’analisi grammaticale ed i congiuntivi ma che sopratutto non si è fatta contagiare dal linguaggio degli sms.
    Sarà capitato anche a te di curiosare nel blog dei "più giovani" e di faticare anche solo a capire il senso di quello che stavi leggendo confusa tra i per diventati X ed i chi/che diventati K… l’italiano è una lingua complessa ma molto bella, ed allora, usiamola!!!
     
    Qualcuno ha scritto che questo non sarebbe un periodo con una notevole mancanza di comunicazione, purtroppo dissento… mi pare che la maggior parte di noi abbia perso non la capità di parlare e raccontare di se ma piuttosto quella di ascoltare gli altri, è solo l’ennesima dimostrazione dell’egoismo che spesso ci assale… purtroppo… e la rete od il mondo reale non differiscono di molto tra loro in questo.
     
    Un sorriso e buona domenica…
     
    Paola

  18. Ciao Ross! Come stai?
    Perdona la mia assenza, ma ho avuto un periodo di movimento assoluto… a partire da giugno, tra impegni di lavoro di canto università ecc stavo scoppiando e morendo dentro, così ho staccato la spina e sono andato in Belgio… dovevo uscire dalla mia routine quotidiana per ritrovare un filo di luce, ma nuova sta volta… e mi è servito, per uscire da me stesso e vedere la mia vita dal di fuori, per vedere che un’alternativa ci può essere se ce la creiamo. Nessuno ti da nulla per nulla e talvolta il migliore aiuto x molte cose può arrivare da noi e dal nostro reagire, agire in seguito a una azione che ne crea un’altra… Sto cambiando, anche grazie a una nuova insegnante di canto, 24 anni, ma con un cuore e un’esperienza notevoli… e una gran voce! 😉
    Spero di rivederti presto tra le mie nuove pagine aggiornate…
     
    Un bacione!!
     
    Ale 

  19. ciao Ross, mamma mia quante parolone…
    cerchiamo di essere (come siamo dentro)  e non di apparire.
    Un abbraccio ed a presto. Giovanni
     

  20. Sono d’accordo con te nel dire che nel mondo attuale la comunicazione latita un po’. Si ci sono i blog, ci sono gli sms, ma io credo che a volte non rendano o meglio non diano il giusto effttoche noi vorremmo dargli. Prendi ad esempio una rispota come "SI" oppure "NO". detta a voce assume significati diversi a seconda di come la dici, scritta su un sms è quella e non lascio spazio a niente, tu che la ricevi non riuscirai mai a capire se ti è stato detto in modo ironico, gentile, scocciato o quant’altro. Io ho una corrispondenza …….. di penna con una mia amica. E’ vero, la risposta non è immediata come su messenger o sul blog, ma quando finalmente la lettera arriva e tu leggi quello che ti scrive, rigorosamente a mano, credimi è un vero piacere.  Io faccio parte della categoria "timide" e a volte penso che la gente mi giudichi persino scontrosa, tanto la mia timidezza mi impedisce in prima battuta di partecipare a qualsiasi tipo di discorso senon vengo direttamente interpellata; ma così come sono timida all’inizio poi parto in quarta non appena faccio amicizia e allora ……. chi mi ferma più!!!!! In questa mia avventura in rete con i blog e con messenger ho incontrato tanti amici/e e non l’avrei mai immaginato.
    Buona serata un bacine ed un abbraccio
    Carla

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