Schegge di storia

La morte della più discussa scrittrice italiana degli ultimi anni, ha ovviamente occupato le prime pagine dei quotidiani e dei telegiornali, e non voglio di certo riproporre in questo contesto il suo curriculum o il sunto delle sue opere, che sono conosciutissime, nè tanto meno fare una recensione socio-culturale-politica del suo pensiero. Non ne ho i titoli e in fondo preferisco che ognuno abbia le proprie idee . Vorrei invece soffermarmi su ciò che ha significato la  lettura di alcuni dei suoi libri per la mia diciamo ‘crescita intellettuale’.  Il nome di Oriana Fallaci, per me oggi cinquantenne, è strettamente legato a quel recente passato, vissuto ovviamente non da protagonista, ma da spettatrice, quel dire ‘io c’ero’ che molto spesso mi viene alle labbra.
 
  • Pensare a lei è ricordare la guerra del Viet-Nam (come correttamente precisava nel suo primo grande libro) e le sue atrocità
  • Pensare a lei è vedere una delle prime ‘donne’ (e per di più italiana), che ha vestito i panni del reporter di guerra, antesignana non del femminismo, ma di quella volontà di dimostrare le capacità del singolo, indipendentemente dal proprio sesso
  • Pensare a lei è ricordare la morte di Giorgio Panagulis, ed evocare alla mente il colpo di stato dei colonnelli in Grecia ed il massacro del Politecnico di Atene
  • Pensare a lei è ricordare come la società di oggi sia il frutto, forse non troppo ben riuscito, di un periodo che alcuni definiscono della ‘Contestazione giovanile’, più comunemente chiamato e a volte bollato come ‘il sessantotto’! 
Già… il ’68… le barricate di Parigi, i carri armati a Praga, l’assassinio di Robert Kennedy … tutte immagini viste su una televisione in bianco e nero, da una ragazzina allora di 13 anni, che aveva conquistato il diritto di invitare gli amici per le prime feste in casa, con il suo mangiadischi, che non vedeva l’ora di finire la terza media e studiare per conquistare i suoi sogni, che amava tanto scrivere di fantasia da vincere una borsa di studio nei primi mesi del ’69,  con un tema il cui titolo era:
 
"Immagina di essere il primo uomo a scendere sulla Luna: .
cosa pensi di trovare e di provare"
 
… e tre mesi dopo, nel luglio del ’69, la stessa ragazzina  stava incollata alla TV per vedere quello sbarco che oggi definirei ‘dalla scenografia hollywoodiana’….ma che allora aveva il sapore di una conquista dell’uomo, una nuova scoperta dei moderni esploratori.
 
E tu eri lì, tu c’eri.
 
E oggi,  ho occhi diversi, però ho ancora il sorriso sulle labbra nel parlare di queste cose.  E’ un buon segno? Non lo so. Forse sorrido ironicamente, o forse inconsciamente ricordo un periodo felice della mia vita, ma nello stesso tempo mi rendo conto di quanto e soprattutto di ciò che ho conosciuto.
 
E non volendo, immodestamente forse,  mi rendo conto di essere in vantaggio sulle nuove generazioni.. perchè mi accorgo di essere passata –  senza saperlo – 
 
attraverso schegge di storia moderna…
 
 
Cercando il significato della vita, solo questo si può dire: essa è un guscio, una scatola vuota che a noi tocca riempire nel modo migliore. E se questo significasse combattere per quello in cui si crede, come evitarlo? È l’uomo che, per essere tale, non può che cercare continuamente di superare se stesso e gli altri scatenando conflitti per la sua sete di potere. Un morto in una guerra è, così, come Gesù: un innocente che muore per gli errori di tutta l’umanità.
Cercare la religione dell’uomo, mettere l’uomo al posto di Dio per giudicarlo, salvarlo e compatirlo su questa terra e non nel Regno dei Cieli: non si può sperare in così tanto dopo aver visto che si è pronti a trasformare i propri simili in bestie da macello. Eppure, prima di avere gli occhi pieni di orrori, rincorrere il sogno di un simile "credo" pareva essere la soluzione dei nostri mali.
 
"Io volevo soltanto raccontare la guerra a chi non la conosce –  scrive la Fallaci. Il fascino dell’esasperazione, l’aprire campi inesplorati, gli eroismi, scoprire se stessi esplorando i propri limiti: essere in un conflitto porta a tutto questo. E se la risposta data su cosa sia la vita può essere insoddisfacente, al termine della lettura resta un senso di nausea verso qualunque tipo di violenza e l’amara consapevolezza che il Vietnam (Viet-Nam) è in tutto il mondo: una guerra che finisce solo per ricominciare dopo qualche tempo. Dietro il pessimismo di una storia fatta solo dagli assassini sta l’obbligo per tutti noi di attraversare il palcoscenico della vita nel migliore modo possibile. Ed è l’unica cosa che possiamo fare visto che la nostra esistenza, una volta cessata, non serve più a niente.
Niente e così sia.”
 
(parte della recensione è tratta da http://www.italialibri.net/opere/nienteecosisia.html)
 

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17 risposte a “Schegge di storia

  1. Anche se ultimamente non condividevo pienamente il suo pensiero, i suoi libri mi hanno tenuto compagnia per un bel pò di tempo e mi hanno fatto riflettere. Mancherà molto nel panorama letterario internazionale. Ti lascio un caro saluto

  2. @Angela
    Sono d’accordo con te. In effetti la maturazione del suo pensiero è quella su cui si basano la maggior parte delle critiche odierne, e non solo.  E non è in discussione in questo contesto.

  3. Non sempre ho condiviso il suo pensiero ma sempre ho ammirato il suo coraggionell’esprimerlo ostinatamente, in barba a tutto e a tutti.
    Non ho letto tutto della Fallaci ma amo ricordare e rileggere ogni tanto quel piccolo libretto che poteva essere scritto solo da una donna, consapevole del suo essere donna e potenzialmente madre "Letterea ad un bambino mai nato".
    Un sorriso
    Claudia

  4. Mi piace che tu l’abbia ricordata per quello che ha significato per te. In questi giorni si è detto praticamente tutto sulla vita e sul coraggio della Fallaci di fare un certo tipo di giornalismo, schietto fino alla brutalità.
    Brava!

  5. Confesso che faccio molta fatica a conservare solo i ricordi belli, più o meno analoghi ai tuoi, di buona parte della sua vita perchè la durezza, il rancore, l’intolleranza dei sui articoli, delle sue interviste di questi ultimi anni sono stati come una spugna che ha tolto splendore al passato…
    Ma devo riconoscerle un merito, involontario, perchè le sue dichiarazioni subito dopo l’11 settembre mi hanno consentito di conoscere un personaggio, anch’egli giornalista e scrittore, anch’egli scomparso e stroncato dalla stessa malattia (i casi della vita!!!) che è spesso compagno delle mie serate… e la cui lettura mi permetto di consigliare a tutti… Tiziano Terzani…
     
    Un sorriso…
     
    Paola

  6. ALT!!! FERMA!!
    fatti almeno dare un bacio volante….per fortuna che ogni tanto claudio mi fornisce il suo pc :-D
    un abbraccio enorme alla mia Ross dalla sua Ross 

  7. Fatina mia, oggi ti devo dire doppiamente grazie.
    In primis, xk hai avuto il potere stamattina di tirarmi su il morale e dare una svolta alla mia domenica un pò…"così".
    E poi, xk con questo post hai omaggiato una grande donna del nostro tempo senza la retorica delle recensioni che si sono sentite in tv e lette sui giornali, intrecciando importanti eventi della ns epoca vissuti da te come spettatrice e da lei "dentro la notizia".
    Sai, mi sarebbe piaciuto un cortometraggio fatto di immagini significative e commentato dal tuo scritto con appropriata voce fuori campo.
    Della Fallaci mi sono x così dire appassionata leggendo "Insciallah" ed "Un uomo".
    Ed ho apprezzato ed ammirato la sua determinazione ed il coraggio: quello di dire sempre la verità anche quando può essere scomoda. Dopo di lei un grande vuoto.
    Ti stringo forte forte, mega baciottero.
    So

  8. Si Ross, c’eravamo anche noi, noi che pensavamo di capire.
    Il 68, gli anni 70, e oltre, ma è troppo presto, e i nostri ricordi non sempre sono obiettivi, c’è chi ha vissuto ed anche guidicato.
    Ed ha agito, …… , si.
    Tu dici di essere in vantaggio.
    Io condivido.
    Ma quanto è costato ?
     
    Da Guccini: C’era il mio cuore al sommo d’ogni cosa, c’era l’anima mia che è contadina.
     
    Un dolce saluto.
    Fabrizio.

  9. Sono contento di sentirti più tranquilla e serena.
    Io il ’68 l’ho vissuto intensamente, ho condiviso  la cultura giovanile dell’epoca, il desiderio di costruire un mondo diverso e perfetto, senza disuguaglianze, senza ingiustizie, senza costrizioni.
    Poi…poi…poi…
    Felice notte
             Sandro
     
     
     

  10. una grande donna come te nn poteva non ricordare una gran donna come lei…una che nn esitava mai a dire cio’ che pensava…una con un gran bel coraggio….
     
    sono piu’ serena della tua ritrovata "serenita’"
    allora caro abbraccio coccoloso…ti lascio un bacio e la buona notte…domani torno al lavoro…e spero di riprendermi la mia vita…TUTTA…
    emanu e’ partita…e mi ha fatto bene averla qui…
    e’ dolcissima…
    vado….a domani

  11. Hai detto tutto tu.
    Una donna testimone del mondo…nel bene o nel male, la Fallaci.
    Delle sue opere , ricordo in maniera particolare Lettera ad un bambino mai nato…storia del travaglio e del dolore di una donna.
    Ciao Ross

  12. ciao ross,
     
    è vero non bisogna mai perdere la speranza, alla fine nel noi esseri umani siamo tutti diversi e purtroppo la maggior parte di noi non riesce ad accettare il prossimo e volergli bene per quel che è e non per quel che vogliamo che diventi, e questo vale in tutti i tipi di rapporti …
    è tanto difficile comprendere che la diversità è quella che ci permette di confrontarci e di migliorare…solo attraverso il confronto con gli altri che ci arrichiamo come persone e il confronto è conseguenza della consapevolezza di chi siamo e di chi abbiamo davanti …
     
    un bacione e buona giornata

  13. Non ho vissuto quegli anni … ci sono nata…ma mi rimane l’esperienza tramandata da chi c’era davvero…attraverso anche i tuoi racconti cara Ross….!!!
    ….La Fallaci era una gran donna…coraggiosa e apparentemente indistruttibile…..! in verità non la conoscevo molto, ho letto pochissimo di lei….ma quel poco mi è rimasto dentro.!
    un bacione cara

  14. cara Ross…le vacanze son terminate…sistemo il borsone e si va via..
    con un pò di tristezza e di malinconia, ma piena di nuove emozioni e con la voglia di tornare al più presto
    i miei ultimi messaggi "romani" li lascio alle persone a cui tengo di più
    ti abbraccio
    un bacio sempre alla mia Ross dalla sua Ross

  15. ovviamente chiedo scusa per il fatto di avcer "sporcato" un intervento del genere, che merita ben altra attenzione, ma mi farò perdonare vero?  :-D

  16. Era una donna troppo dura …
    Qualcuno diceva che non fosse neanche donna …
     
    Mi faceva innervosire …
    era così piena di se stessa e delle sue idee …
    ma credo che fosse il suo PERSONAGGIO …
    perchè, indubbiamente, lei sapeva già di far parte della storia …
    in ogni suo ambito …
     
    Lei era la donna della guerra …
    lei era la donna della religione …
    lei era la donna della moda …
    della musica …
     
    Una delle migliori giornaliste che il mondo della carta stampata potrà mai conoscere!
     
     
    Amata e Criticata!
    Odiata ed Elogiata!
     
    Piango il suo fervore in silenzio …
    così come lei avrebbe voluto … credo …
    LEI … sempre sull’occhio del ciclone, ma con umile e semplice mise …
     
     
    Addio Oriana!

  17. mi sarebbe piaciuto vivere il ’68 …tanta voglia di lottare x gli ideali a cui si credeva…
    …io sono nato poco dopo, nel ’72… e ormai quegli ideali sono stati trafitti da troppe schegge di memoria…
    resta un mito…
    :-(

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