Kafè parakalo?

"Volo AZ3504 – gate A2 – imbarco ore 7.05. – decollo ore 7.30.
Le auguriamo un buon viaggio, signora".
Come sempre non vedo l’ora di salire a bordo. Amo volare, vedere il mare che si allontana e raggiungere con lo sguardo il Colle di Cadibona mentre l’aereo sta virando di 180° e punta a Sud. Oggi ho anche un altro ottimo motivo: durante la sosta di oltre due ore per il cambio di volo, a Fiumicino ho un appuntamento per colazione . Passo il controllo bagagli con tutte le noie dovute alle nuove disposizioni, sulle quali premetto non ho nulla in contrario, ma non capisco perchè il sacchetto trasparente da me preparato non fosse ‘a norme’ e ho dovuto richiederne uno al check-in (praticamente identico), rifacendomi tutta la coda, cosi come non comprendo perchè non si possa salire a bordo con due accendini usa e getta BIC (dei quali uno praticamente finito e l’altro di scorta, e chi è fumatore mi capisce), ma con uno si...
Le 7.10 e del presunto imbarco nemmeno l’ombra. Alle 7.25, su richiesta di un passeggero straniero, le hostess si degnano di comunicare che ci sono problemi di nebbia a Fiumicino (?!?! e non si avevano notizie sull’autorizzazione al decollo.
Confesso che dopo un viaggio Roma-Istanbul nel 1997 con la compagnia di bandiera, non ero molto felice di viaggiare nuovamente con Alitalia, anche se solo per il volo nazionale. Evidentemente avevo le mie buone ragioni .
Alle 8, per evitare il rumoreggiare dei passeggeri presenti nella sala di imbarco, aprono il boarding, ma una volta preso posto, il comandante ci informa che non si hanno notizie circa la presunta ora di decollo a causa della ridotta visibilità su Fiumicino e che saremmo stati tempestivamente informati. In compenso ci sarebbe stata servita la colazione durante l’attesa . Alle 8.45, a causa del peggioramento delle condizioni a destino, con temporanea chiusura del Leonardo da Vinci, il comandante annuncia che il decollo non sarebbe avvenuto prima delle 10.30. Le 10.30??? Noooooo!! E io perdo il mio volo per Atene!!!
Chiamo il ‘mio appuntamento’ a Fiumicino per accertarmi che quello che ci stanno propinando sia la verità (malfidata? sì, un po’...) e lei mi dice che in effetti è proprio vero. Allora rassegnata attendo. Alle 9.10 un annuncio ‘sembra che la nebbia si sia alzata. Chiudiamo le porte e partiamo a razzo!’
E il sole attraverso il finestrino illumina il mio volto. Ci siamo… il viaggio inizia.

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45 minuti dopo ecco il terminal A.
"Dove sei?"
"Qui all’entrata principale!"
E dopo esserci rincorse, la vedo: Elisa, la nostra nonnina corre felice ad abbracciarmi, ma solo perchè io non posso, sembro un albero di Natale tra mini trolley, borsa e 24 ore! Tra chiacchere, scale, ascensori, check-in per Atene e colazione, vola il tempo ed io scappo, l’altro volo mi attende.
Nei voli brevi in genere sono incollata al finestrino a spiare la posizione dell’aereo, identificare le coste che si intravvedono: in quelli più lunghi sonnecchio, ma con un orecchio al cambio di velocità che fa presagire l’inizio della discesa. Intravedo un pezzo di mare e una distesa apparentemente bianca: sono le case di Atene, una metropoli di case con tetto a terrazza in varie sfumature di bianco.

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Atterraggio da manuale e avvicinamento al terminal, vedo il finger che si aggancia. Sono ad Atene. Sensazioni di ricordi che vengono immediatamente scacciati, il passato (almeno questo) è passato e sepolto.
All’uscita una persona mi attende e ci inoltriamo in città: il mio sguardo è oltre il finestrino dell’auto, mentre distrattamente racconto di essere già stata ad Atene, ma in un’altra vita . Vedo lo sguardo interrogativo della mia guida, ma non ho voglia di dare spiegazioni, non ora. E inizio ad osservare, riconosco la superstrada, vedo i cartelli bilingue e mi convinco sempre di più che i miei ‘brutti’ ricordi sono sepolti. Adesso sono certa di poter passare tre giorni alla scoperta di una città che non ho avuto l’opportunità di conoscere. Senza pregiudizi. Senza presenze accanto a me.
Non sono in vacanza, e questo mi distrae un po’ dai miei pensieri: un primo appuntamento di lavoro, la visita ad una società e infine l’albergo. Una doccia e la cena.
Questa volta a farmi da guida è la moglie del mio contatto, Maria.
"Cosa vuoi mangiare stasera?"
Risposta ovvia:
"Specialità greche"
In piena città, seminascosta tra un maneggio e un campo di volley, ecco una tipica "KUZINA", caratteristica e ancora semivuota alle nove di sera.

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Dimenticavo che qui siamo vicini alla porta d’Oriente, quella Istanbul affascinante e misteriosa che adoro, e quindi gli orari canonici di pranzo e cena sono molto più ‘allungati’. Grazie a Maria inizia la saga di alcuni piatti tipici con relativa spiegazione: melanzana-salat, tzatziki, feta, bifteka… il tutto innaffiato da un robusto vino bianco. Sarà che sono una persona predisposta per l’assaggio dei piatti tipici, sarà che non sono difficile per il cibo (e adesso non ridete... grazie!) ma era tutto stupendo.
Caffè greco (simile a quello turco) e Dracumelo a completare una cena squisita, allietata anche dalla compagnia di una persona aperta, gentile e simpatica.
La mattina successiva altro trasferimento: Dimitri mi viene a prendere per andare in fiera. Riconosco la direzione della superstrada e lui mi dice:
“Vedo che conosci già Atene!”
“Sì… ci sono stata solo 3 giorni, ma molto tempo fa, nel 1989. A dire il vero fu proprio Atene-Roma il mio battesimo dell’aria.”
“Beh ma allora l’aereoporto non era a Markopoulo. Era a Glyfada”
“Sì infatti, me lo ricordo bene”
“Sai cosa c’è adesso al posto dell’aereoporto?”
“No, cosa?”
“Negli hangar e nelle strutture del terminal c’è proprio il Salone Nautico!”
Per la serie… se c’era un posto che dovevo esorcizzare era proprio quello !!
Verso sera, dopo contatti, visite in incognito a stand della concorrenza, training tecnico ai nuovi rappresentanti, Dimitri mi dice che il giorno successivo avrebbe fatto piacere a Maria farmi conoscere la città, tanto la maggior parte dei clienti sarebbero venuti in settimana.
Perfetto! La mia mezza giornata da turista-viaggiatrice dentro il sapore della città era assicurata .
E domenica mattina alle 9, Maria mi passa a prendere. Lasciamo i miei bagagli in macchina e via con la Metro verso la città vecchia. Usciamo in piazza Università, sotto il palazzo del Parlamento, e poi in una Atene ancora semi vuota di domenica mattina, ecco la strada dello shopping, Ermu Avenue e la piccola chiesa ortodossa nascosta tra le stradine.

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Iniziamo una salita dolce. Saliamo all’Acropoli dalla Plaka. Il sole primaverile mi fa maledire il maglione pesante… Si intravedono i resti dei primi templi e le terme. Ora siamo quasi in cima all’Agorà. Sopra di noi solo il Partenone, perennemente ingabbiato da impalcature. Sotto di noi tutta la città. Acropoli: fine della città, questo l’antico significato.
Devo dire che già la prima volta ero stata all’Agorà e come allora un pensiero: tra queste pietre ora consunte dal tempo ebbe inizio la civiltà della democrazia. Vado con i ricordi ai miei studi di storia antica. Pericle e Demostene. La piazza dell’Agorà dove si svolgeva la vita pubblica. Sembra retorica, ma vi assicuro che sono sensazioni che io ho provato.
E per stemperare la seriosità, dopo una foto di rito, ecco una Kafeteria dove prendere un caffè dal colore della cioccolata.
Chiedo alla mia guida:
“Ora dove andiamo?”
“Piazza Monistiriou e il Flea Market” un mercato all’aperto tra botteghe e i soliti empori cinesi , il mercato della frutta e dei dolci tipici, e il colore delle case, delle insegne, la musica di violini, i sirtaki che si sentono aleggiare dai bar, gli uomini seduti ai tavoli a giocare a backgammon.

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Ed io che tranquillamente osservo, guardo e sorrido.

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‘Ma prima che tu parta, devi ancora assaggiare altre specialità per pranzo!’ e Maria mi spinge in una viuzza laterale che sfocia su una piazzetta.
“Vedi questo è un locale molto rinomato, che è rimasto come una vecchia trattoria e a conduzione familiare. Ci vengono spesso anche personaggi importanti e politici.”
Ed entriamo.
Maria ordina per due: “souvlaki e moussaka”. Inutile dire che mi sono piaciuti . Conoscevo già i souvlaki ed ero curiosa di assaggiare questo pasticcio di carne patate melanzane e pomodori con una salsa tipo bechamelle che è la moussaka. E Maria felice per il fatto che io abbia ‘gradito’ la cucina greca, mi sorprende e mi dice
“Grazie per essere qui. Sì, perchè grazie a te, anche io sono riuscita a ritrovare un po’ della mia Atene. E tu devi tornare, ma per le tue vacanze e con più tempo. Ti porto a vedere il Peloponneso e ti faccio gustare i sapori della mia terra.”
Ed ho promesso di tornare. Lo devo a questa terra da me ‘dimenticata’ volutamente, così vicina al nostro sapore mediterraneo, lo devo alla mia testa da viaggiatrice.
Efaristo Maria. Grazie.
Alle 18.15 è già buio ad Atene. Saluto la città illuminata. Mi attende di nuovo una bella corsa dal terminal B al terminal A di Fiumicino .
E tra 4 ore sarò di nuovo a Genova.
‘L’agenzia ROSS-TOUR vi ringrazia e spera
di avervi nuovamente a bordo… al prossimo viaggio "
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19 risposte a “Kafè parakalo?

  1. Cronaca minuziosa ed esauriente.
    Così è come se fossimo stati un po’ tutti con te.
    Ho letto con piacere che non ti sei fatta mancare niente, ma non ne dubitavo… eheheh
    Posso credere che non ti sei portata a Genova qualche dolce tipico greco?

  2. Niente dolci nè liquori!!
    Con le nuove regole per la dogana… uffa… mi hanno tarpato le aliiiiiiiii :-(((

  3. e cosi torni adesso dall’ Helleniki.Che bel posto Atene.Sono contento tu l’abbia trovata appetitosa.Un abbraccio.gionata

  4. buongiorno bella signora….ci hai fatto credere che erano tre giorni di lavoro …non sembra ….di la verita’ hai fatto la turista …sempre bellissima la tua descrizione del viaggio e della sosta ad Atene …belle anche le foto …..ok baciotto e pizzicotto per tutto il giorno …ciao Elisa

  5. Ciao Ross, ben tornata, che meraviglioso racconto, così minuzioso, ci fai sognare alla grande.  Ok adesso ti tocca lavorare.
    ciao Giovanni

  6. bellissiama Atene, grazie per il viaggio Ross…dove andiamo la prossima volta???!!!!….ahahahahha
    baci

  7. penso che viaggiare con te deve essere un’esperienza davvero entusiasmante.
    chissà forse un giorno..intanto mi candido come portatrice di borse, possibilmente non pesanti, tu sai ho problemi con i pesi..
    Ciao ross, a presto
     

  8. Grazie di averci resi partecipi del tuo viaggio!!!
    Devono essere posti splendidi… almeno stando alle tue descrizioni… ammetto che non hanno mai esercitato un grosso fascino su di me… vai a capire il perchè ma sono sempre attratta dal grande nord…
     
    Un sorriso e bentornata…
     
    Paola

  9. spettacolo Ross! sono convinta che saresti un’ottima compagna di viaggio per la sottoscritta: girovaghe e buongustaie  :-)

  10. Sei bravissima in questi appunti di viaggio… e non solo.
    Leggerli è come essere stata con te.
    Ha ragione Rò… dove ci porterai la prossima volta?
    Un bacione

  11. Bentornata Ross! :-)Bellissimo questo resoconto della tua trasferta ellenica!Certo che una fetta di moussaka e un po’ di tzatziki me li potevi portare! ;-)Hai visto che la Samp ti ha fatto una bella sorpresa? (vero e’ che giocavamo contro il Chievo, pero’…..)Un bacione super-mega-galattico! SMACK!

  12. Come di consueto è un piacere leggerti!!!
    Un abbraccio!
     

  13. Eccomi quiiiiiiiii prima di approdare nel tuo post ci eravamo gia letti……………………..  bentornata vagabonda un sorriso

  14. Grazie per la bella gita a uffo….descrivi talmente bene il viaggio che è come esserci stato…..
    Un sorriso ed una cordiale stretta di mano
    Nemo

  15. ciao ross,
    non potrò mai dimenticare i souvlaki mangiati davanti al canale di corinto, leggendo il tuo racconto mi sono venuti in mente tantissimi ricordi del mio viaggio in grecia e un velo di malinconia è sceso nel mio cuore pensando a mio cugino che era con noi e ora ci guarda dall’alto….
    un sorriso
    monica

  16. E brava Ross che gironzola, mangia e si diverte lavorando ;-))
    Rò mi ha fregato il commento  :-( son pasata tardi
    Presentaci il prossimo itinerario con il day by day così ci si organizza e al prossimo viaggio veniamo con te :-))))
    ciao Rossinaaa
    un bacio
    Valentina

  17. @ValeE cosa c’è di meglio secondo te se non lavorare divertendosi?? ;-))OK ora penso al prossimo itinerario e tu tieniti pronta… sai che ho "il piede lungo"….

  18. Viaggio fantastico, Cucciola!
    Mi hai fatto scordare un pò del grigiore weekendifero in quel di Hamburg, e sicuramente a quest’ora mi hai messo addosso un certo languorino…hihihihi.
    Fino alle 14 non riusciamo a pranzare, belandi non vedo l’ora che giunga stasera x sganciarmi dagli "ospiti" ed andare a farmi l’ennesimo "arrastre con voleo", ho proprio bisogno di staccare!
    Ti abbraccio superstramegaforte con saltello e strufuggio!
    Le foto sono splendide, guardare fuori dalla finestra e vedere ancora grigiore mi fa anguscia dopo questi paesaggi meravigliosi.
    Ti voglio beneeeee!
    Sò-che-avverte-un-certo-languorino
     
    P.s. Te pareva che la nostra compagnia di bandiera non facesse una delle sue tolle storiche? Argh!

  19. ciao
    Come va? spero tutto ok,,,,,, è da un po che non passavo ,sono stato poco al pc per vari motivi ma ti assicuro che non mi sono scordato di te !!!!!!
    ciauuuuuuuuuuuuuuuuu e buonissima GIORNATA

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