Tempus fugit

Corre veramente. Un anno fa. Oggi. Ricordo benissimo questa serata.

La solita telefonata fiume. Tu che ti raccontavi, che cercavi di convincermi che eri introverso e non ti aprivi con nessuno. Io che ascoltavo e ti dicevo ‘senti, se tu fossi veramente quello che dici non saresti qui’. E tu che rispondevi ‘ma no, sai con te è diverso.’

‘Perchè’ ti chiesi e tu non mi hai mai risposto. Nè quella sera, nè altre volte… Io sono quella speciale, quella che comprende, che ti lascia parlare e che non ti rompe…

E cosi andammo avanti fino alle 4 del mattino… e quando dicesti che odi le lunghe chiamate… fu solo la nostra risata ad echeggiare sulle linee… Poi, vidi quella notizia e te la dissi ‘vai a leggere… guarda un po”… e cominciammo insieme a ragionarci su, a pensare a come rispondere… ad architettare un lavoro a 4 mani… di cui ti lasciai tutto il merito.

Ero felice. Ero felice la mattina dopo quando mi chiamasti per farmi vedere il risultato finale e volevi la mia approvazione.
E poi, più tardi… mi facesti un bellissimo regalo…

…Ma nelle notti di maggio non può bastare
la voce di una canzone per lasciarsi andare
nelle notti come questa che ci si può aspettare
se non una canzone per farsi ricordare da te
per farsi ricordare da te…

Non serviva una canzone per ricordarmi di te…
E dopo un anno… credo di essere sempre speciale per te…
così come tu rimani il mio amico speciale…

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