Quando le favole erano solo… favole

Domenica scorsa, approffittando della visita di un’amica, per fale visitare un po’ Genova, sono incappata in uno di quei Mercatini dell’Antiquariato che da qualche anno catturano la curiosità di turisti e popolazione locale nei centri storici di molte città. 
Tra bancarelle con  pezzi originali, lini e argenti provenienti dagli arredamenti navali, vecchi servizi di Limoges e piatti danesi, molte avevano invece in bella mostra  oggetti kitch e di recente fattura (almeno per me), che mi hanno fatto sorridere al ricordo di parte della mia infanzia, quel senso del ‘the way we were’ che ti fa pensare ‘sì… eppure si usavano’…
 
Ma tra tutte, il mio interesse era diretto alle esposizioni di stampe e libri. Ed è cosi che mi sono ritrovata per le mani un volume, recente, edito da una casa editrice locale, dal titolo ‘Favole e leggende di Liguria’. Volume apparentemente da collezione, con belle illustrazioni, che ricordano nella fattura quelle dei vecchi libri di storia o letteratura.
 

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Avida come sempre, ho dovuto acquistarlo . Essendo io ligure di nascita ma non di origini, manca infatti alla mia cultura questa conoscenza delle tradizioni orali, tramandate e modificate nel corso dei secoli, in cui si mescolano detti contadini e marinari e influenze storiche, soprattutto riferite agli sbarchi dei Saraceni.
 
Ad una delle più conosciute rimane infatti legata l’origine del detto
 
 ‘genovesi dall’anima persa
che portan il Cristo alla reversa’
 
e che trova la sua spiegazione proprio ai tempi delle incursioni degli Infedeli. La Liguria, piccola striscia di terreno addossata alle Alpi e agli Appennini, aveva come tradizione quello di costruire chiese e cimiteri a livello del mare. E proprio lì furono costruite le famose ‘tours genoises’ che ancora oggi campeggiano sul litorale ligure e in Corsica: servivano da avvistamento per le navi moresche che tentavano lo sbarco sulle nostre coste. Non appena veniva avvistata una nave, i sacrestani provvedevano a girare le immagini sacre, e soprattutto i crocefissi, per impedire che gli infedeli vedessero il Cristo.
E ancora oggi, nelle processioni, il Cristo guarda la processione e non avanti…
 
A questo punto non mi resta altro che leggermi queste ‘favole’ , dove gli stessi personaggi cambiano nomi a seconda della zona, dove ci sono ‘aggiustamenti’ fatti a seconda che provengano dallo spezzino o dal ponente.
 
Ma sono rimasta esterefatta nel leggere la prefazione. Che le favole, a partire da Pinocchio ad Andersen o ai Fratelli Grimm siano state re-interpretate in chiave storico-sociale e psicologico o addirittura erotico è noto.  Ma qui ho trovato una nuova teoria: il relatore sostiene infatti che in tutte le favole vi sia una specie di rivalsa dell‘orgoglio femminile’. Le protagoniste, nel bene e nel male, sono femmine, streghe, fate, contadinelle, e al maschio è relegato il ruolo di cattivo o di comprimario o di conquista finale (il famoso principe azzurro…) e le donne sono sempre ‘più astute’… anche tra gli animali, come per esempio nella favola della volpe e il lupo.  E’ come se le donne di un tempo cercassero di sollevarsi tramite la favola dal giogo maschile, ribellandosi ad una posizione di servilismo totale.
 
 
E io che credevo che fosse stato il Novecento il secolo di ribellione della donna…  … e poi… scusate, ma questo mi turba alquanto, perchè mi deruba della semplicità della favoletta, con la sua morale banale ma comprensibile…
 
Rivoglio le mie favoleeeee… con il loro ‘e vissero felici e contenti’… senza tanti giri di parole, senza significati reconditi, senza forzature psicoanalitiche…

16 risposte a “Quando le favole erano solo… favole

  1. non credo che mia nipote Elena ci veda tutte queste interpretazioni nelle favolette.. i complicati NOI siamo :D
    lei alla fine conclude sempre con: "e vissero tutti felici e contenti ..e noi ci laviamo i denti" :P

  2. Ma ciao Ross! Che bello trovare un tuo commento nel mio blog! :-)Guarda il tempo per il caffe’ e’ sacro! ;-)Avro’ sicuramente molto meno tempo per stare attaccato al computer e avro’ anche meno tempo per postare nuovi interventi….tutto li’! :-)L’intervento che sto commentando mi piace tantissimo…"Favole e leggende di Liguria"… :-)Un bacione.

  3. @fabio
     
     
    no sangò…la favola finiva: e vissero felici e contenti…..e ora va lavati i denti….( un modo carino da parte dei nostri genitori ad esortarci a curare l’igiene dentale)ahahahhahahh…COME AMMAZZARE UN BELLISSIMO POST COME QUESTO EH?!
    vergognati sangò…:-PPPPPPPP

  4. sango’…….   PRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRR!!!!! di cuore.. ^__^

  5. @FABIO & RO’
    Miii… stamatina …. n’aviti chiffari??? vi rugno lignati a tutti rui….;-)))

  6. e cumincia a scinniri…. prrrrrrrrr!!!!!

  7. @Fabio
    Nu… tu avi a saliri! :PPPPPPPP

  8. CA  CALMA…. hai primura??

  9. @Fabio
    Si… si raffreddano le lasagne ;-)) e poi ho voglia di prenderti a legnate… ovviamente :XD

  10. mm..preferisco che si rafreddano le legnate e che mi prendi a colpi di lasagne.. prrrrrrrrrrrr!!!

  11. Non so come si possa riscontrare questa rivalsa dell’orgoglio femminile, specialmente in favole scritte da uomini.  Non vorranno mica farci credere che Collodi, Andersen ecc…. erano tutte donne mancate in cerca di rivalsa!!!!!!!!! E come uomini della loro epoca non credo si ponessero il problema.
    Siiiiiiiiiiiiiiiiiiii voglio continuare a credere nelle favole a lieto fine!!!!!!! 
    Ciao Ross…mi dispiace di aver cancellato il tuo commento sul mio blog….ma ogni tanto ne combino una sbagliata…..è un piacere leggere il tuo….

  12. a sangò a colpi di lasagne a me a colpi di strudel……sbav sbav sbav….:-)

  13. ciao, sono tornata, giusto in tempo per la tua protesta sulla mania di leggere dietro le parole, (anche nelle favole!?!?!?) ma per piacere non complichiamo sempre di più quello che può essere semplice, non creiamo problemi solo per far vedere che sappiamo risolverli, mettiamo al bando lo psicanalista e torniamo dalla vicina di casa….. questi esperti cominciano a rompere…..
    P.S. ciao Rox, in questi giorni ho mangiato troppo!!!!!

  14. dolce notte Ross…e buon inizio settimana…un bacio

  15. molte volte leggendo "le spiegazioni" psicologiche delle fiabe mi sono chiesta : "ma se lo scrittore invece voleva dire proprio quel che ha scritto senza girarci in tondo intorno?"…
    pensieri e domande comuni …anche io le mie fiabe le leggo senza "analisi"…
    ciao fab

  16. …ogni volta che passo a trovarti,trovo sempre roba buona! :) a sta storia delle donne come protagoniste non ci avevo mai pensato…
    ah che belle le favole!!!…chissà se esisteranno ancora tra le generazioni future…o se andando al mercato dell’antiquariato troveranno magari soltanto qualche album fotografico rubato alle veline…oppure,se ci saranno le fiabe  inizieranno tipo: c’era una volta un paese incantato che si chiamava Vallettopoli…
    un bacio Ross!!!

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