Ancora una volta…

Ancora una volta la cronaca lega violenza assurda e gratuita al calcio. Nessuno al momento sa cosa sia esattamente successo nell’area di servizio sulla A1 tra due tifoserie. Si registra solo la morte di un tifoso che non viaggiava sui classici pullman organizzati, si ipotizza l’abuso di potere da parte della polizia. E pur nella mancanza di informazioni, ecco che altre tifoserie organizzate e non coinvolte direttamente attaccano le forze dell’ordine.

E nonostante tutto ciò, la macchina che bolla il mondo del calcio come violento si è già messa in moto, sospendendo una partita, e farneticando su altre ipotetiche misure preventive da attuare, come succede tutte le volte in cui a causa di queste violenze si verifica la morte di qualcuno, misure che poi vengono regolarmente disattese prima di tutto per salvaguardare il giro d’affari delle società multimiliardarie del calcio italiano (che sono le prime a lanciarsi contro questi provvedimenti) e dall’altra per evitare l’esacerbarsi della violenza stessa dei tifosi a cui viene negato il diritto di vedere la propria squadra.

Quello che non si dice è però la cosa più importante: questa violenza fuori e dentro gli stadi, mascherata dalla lotta per la bandiera di una squadra di calcio, è solo la valvola di sfogo di gente esacerbata dai problemi quotidiani, dalla lotta per la sopravvivenza in una società sempre più povera, da chi si sente minacciato dall’insicurezza e dalla presenza della criminalità spicciola, dagli immigrati, e chi più ne ha più ne metta.

Non è lo sport, in questo caso il calcio, a creare violenza. E’  l’uomo che non riuscendo ad arrivare a quei modelli di vita che gli vengono mostrati sui media, a quel mondo dorato e patinato che va dal Grande Fratello ai reality, dalle veline ai tronisti, deluso dalla giustizia, precario nel lavoro, sfruttato e senza prospettive di futuro, che sfoga la sua rabbia in questo modo e non si rende nemmeno conto di essere solo manovrato.

E’ solo un uomo sempre più povero dentro…

 

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17 risposte a “Ancora una volta…

  1. Di solito sono sempre molto critico verso le tifoserie organizzate, di qualsiasi squadra siano,  che, ultime ma non ultime, sono quasi sempre fonte di violenza gratuita atta solo a reprimere tutto quello che di sacrosanto hai scritto te. Ma questa volta no!!! Questa volta è forse peggio di tutto ed è la dimostrazione di come proprio i media, le Istituzioni Sportive vogliano criminalizzare lo sport del calcio, in questo caso, per nascondere quella che è una verità nuda e cruda: OMICIDIO COLPOSO, VOLONTARIO E GRATUITO.!!!
    Le ultime notizie dicono che il colpo verso il poveretto che "era seduto comodamente in macchina!!!" è stato colpito a 200 metri di distanza…..DALLA CORSIA OPPOSTA DELLO STESSO AUTOGRILL. Cioè fatemi capire…. il proiettile ha attraversato 5 corsie 5, compresa quella di emergenza, dove alle 9.00 del mattino circa….lo immaginate quante macchine passano??? E’ UNA COSA INAUDITA.
    E comunque sia….due gruppi di persone, di idee calcistiche diverse, si affrontano, si insultano, mettiamoci pure si menano….in un lasso di tempo talmente breve che nessuno all’interno dell’autogrill si accorge di nulla…. e questo EROE DELLE FORZE DELL’ORDINE….spara ad altezza uomo? Ma siamo fuori dal mondo!!!
    Tutto questo con il calcio non c’entra!!! Quà si tratta di un episodio di, putroppo, normale "violenza" quotidiana finito in tragedia. Ha detto giustamente l’avvocato della famiglia della vittima: "Ora voglio vedere se voi giornalisti e le Istituzioni sportive avranno il coraggio di mettersi contro le forze dell’ordine"
    Ha ragione….ha tremendamente ragione!!!
    Ma subito tutti contro il gioco del calcio e la violenza che lo stesso genera per dare la colpa alle tifoserie etc etc.. Mi spiace cari Signori, ma questa volta la violenza l’avete generata proprio voi.
    Il calcio in questo caso……non c’entra proprio nulla!!!
    P.S! Peccato che la stessa solerzia le forze dell’ordine non l’abbiano avuta, parlo per noi genovesi, anche durante il G8!!!

  2. la cultura della violenza e l’esistenza di leggi inapplicate in ogni settore: la ricetta è servita!

  3. @GianFranco & Capitan Gattock
    Ho l’impressione che ci sia stia limitando – come in molti altri casi – a vedere solo la reazione, che non si voglia affrontare la causa di questa violenza, violenza che va oltre ad un attacco alla polizia (e per noi che abbiamo i capelli bianchi … ricordare le cariche dei celerini di Scelba è troppo facile)…
    Perchè i giovani sono sempre più violenti? le gang cittadine, i ragazzini di buona famiglia che taglieggiano i compagni di classe per un cellulare…
    Non vi rendete conto di come tutto sia riconducibile ad un carattere di prepotenza?
    I vicini che ammazzano per non essere disturbati..
     
    Fermate il mondo… io voglio scendere!

  4. Certo che è tutto vero, e sai perchè? perchè tanto pui fare tutto.che te lo lasciano fare.
    You undestand baby?
    GianFranco

  5. @GianFranco
    Quindi tu dici che tutto sta nella non certezza della pena? forse… Ma io credo anche che stia dilagando la cultura dell’opportunismo e vedo la mancanza totale di trasmissione di valori ‘sani’, a cui contribuisce anche la tv trash che ci viene proprinata, e, last but not least, in molti casi, o  un disinteresse totale da parte dei genitori o della famiglia. Vale sempre il principio che l’albero deve essere tirato su dritto.
    Ma questa è la mia opinione personale e qualcuno potrà obiettare che non essendo madre non posso giudicare…

  6. Sto cercando il tempo per scriverne a proposito.
    Mi fa piacere trovare idee simili alle mie in questo post.
    Spero per stasera di poter confezionare il tutto e postare.
     
    Il problema è quello di uno Stato che si dice civile, quando in realtà non sa ancora cos’è la certezza della pena.

  7. @Michele
    Come vedrai dall’ora del post, ho scritto queste righe di getto quando non c’erano ancora notizie certe, ma la rabbia e la nausea per come ‘ancora una volta’ viene affrontato il problema sono state la molla che mi ha spinto a farlo…
    Il mio post non vuole essere la cronaca di una situazione tout court… è cercare di allargare la visione di ciò che tutti i giorni si verifica, sia per una partita, per la strage dei vicini di casa, lo stupro di gruppo o altro.
     
    Ripeto: se il mondo è questo… voglio scendere.
     

  8. hai obiettato molto bene, pur non essendo madrea, ma ti assicuro che hai centrato bene!
    Qui hanno vinto e stravinto i delinquenti di Bergamo e i vandali della capitale. E un Paese che alimenta simili mostri e non riesce a garantire la sicurezza delle maggioranze normali, non può dirsi civile. Siamo malati. Potremo fermarci mille volte, e varare centomila decreti, ma se non cambiamo Stato e senso dello Stato dovremo sempre affidarci agli umori del destino.

  9. @Capitan Gattock
    Non cerchiamo uno Stato che ci confezioni soluzioni su misura! Ho capito benissimo il tuo discorso, come quello di Gianfranco. Uno stato di Polizia non credo riuscirebbe ad evitare simili episodi. Siete mai stati allo stadio? avete mai visto come i gruppi arrivino già ‘carichi’ di rabbia e di odio? avete mai sentito cori razzisti e scurrili e il rumore sordo dei tamburi che cresce? il problema non è SOLO quello della non certezza della pena, il problema è tutto quello che viene propinato come violenza, videogiochi compresi, ragazzi allo sbando e genitori che quando scoprono veramente come sono i propri figli rimangono stupiti!
     

  10. Quando smisi di frequentare lo stadio (a Napoli) il tifo non era ancora così incattivito. C’erano anche allora le rivalità tra tifoserie però difficilmente si arrivava allo scontro fisico così sistematico come oggi. Molto più spesso c’era lo sfottò e l’insulto. Parlo di quindici anni fa, circa.
    Oggi frequento i palazzetti dello sport per seguire la pallacanestro: non manca partita dove gli ultras (di qualsiasi parte d’Italia) non lancino almeno un coro contro… le forze dell’ordine!?!?!?!  invocando la libertà per gli ultras e onorando coloro colpiti da diffida.
    Il fatto è che la società tutta si è incattivita ogni oltre limite: ogni occasione è buona per sfogare odio represso, per sopraffare gli altri (leggevo oggi sul corriere del fenomeno delle baby-gang, che pestano e rubano tanto per farsi vedere). Ci siamo davvero così rincoglioniti?
    Se soltanto la gente (chiunque, pesci grandi e piccoli) finisse davvero a scontare la propria pena quando compie un reato, forse si vivrebbe un po’ meglio. Invece si tende a depenalizzare, a comprendere, a "indultare", a prendersela con gli stranieri. Mah!… di solito sono ottimista, ma di fronte a queste cose non riesco.
    Ti auguro buona settimana (se si può)
    Un abbraccio

  11. certo, stato allo stadio, quando andare allo stadio era andare a vedere 22 signori che rincorrono la palla da una parte all’altra per infilarla dentro una rete, quando andare allo stadio era passare una domenica diversa dal solito, quando andare allo stadio ci potevi portare i bambini….
    che significa andare allo stadio oggi?
    significa andare lì per sfogare la mia rabbia, la mia repressione, il mio odio e magari pestare qualcuno?
    no, grazie, non ho bisogno di questo!
    e molti se ne allontanano…
    e solo pochi continuano ad andarci con questa intenzione..
    il resto ci va per quello che sappiamo, ed anche il moscino che ti si infila in un occhio è occasione per scatenare l’inferno..
    che dobbiamo fare?
    evitiamo allora che la polizia sia coinvolta in scontri e pestata, evitiamo quello che è successo ieri sera nelle strade di roma: vandalismi, incendi, distruzioni…
    erano ultras quelli?
    non credo: erano i soliti che oggi sono sotto una bandiera calcistica, ieri erano quelli che a Genova hanno combinato quello che hanno combinato durante i g 8…
    allora?
    poichè lo stato non è in grado di rimediare, cominci allora lo sport a dare una forte risposta: partite giocate in campi chiusi, senza spettatori, tanto per iniziare, e poi altre misure più dure se la cosa dovesse continuare
     

  12. Sono io che ho fatto deragliare la tua storia, non tenendo conto degli indizi o delle metonimie narrative che avevi seminato.Ti rispondo nel blog di Bruno. A presto.Filippo.

  13. @Filippo
    Sì, stamattina, prima del mio commento ho letto e ho visto ;-))
    Poco male… ho preso un’altra strada ahahah

  14. :-)……contro le brutture del mondo…..
    bacio…tvb

  15. Questo triste evento è stato gestito malissimo dalle tv e dalle radio, è stato creato un clima di tensione, quasi volutamente, era immaginabile che qualcuno approfittasse della situazione per creare disordini. Quelli che giocano allo sfascio non sono nè sportivi nè tifosi. Sono solo delinquenti che approfittano della situazione per dare sfogo alle loro frustrazioni. Ross, tu dici che i ragazzi mancano di educazione…sono pienamente d’accordo, la maggior parte dei genitori lascia che i propri figli crescano da soli, rimbambiti dalla tv, così non rompono le scatole. Delegano la scuola, la tv, la palestra ed attività varie ad occuparsi di loro. Io ci provo ad impartire alle mie figlie un educazione diversa ma, meglio seguire le amiche, fortunate ad avere mamme più accondiscendenti. Questi ragazzi pensano di aver diritto ad avere tutto, senza doverselo guadagnare, e che tutto gli sia concesso. Per me è una lotta quotidiana.
    Ciao Ross, un baciotto….

  16. ODIO I REALITY ,I TRONISTI E LE TELENOVELAS ,MI PIACE LEGGERE ED AI MIEI FIGLI A CUI NON HO POTUTO NEGARE LA STRAMALEDDETTISSIMA PLAY STATION ,NEGO PERO’ I VIDEOGIOCHI VIOLENTI…
    LI SELEZIONO TUTTI ,
    PERCHE’ SONO CONVINTA CHE E’ DA LI CHE I NEURONI DELL’UOMO DI DOMANI,
    COMINCIANO A METTERSI IN FILA …
     
     
    TU SEI UNA DONNA MOLTO MOLTO PERSPICACE …
     MI PIACI MOLTO …CIAO LINA
     

  17. Ciao Ross.
    Condivino e sottoscrivo quanto dici.
    pensi che sia attuabile una "rivoluzione di pensiero e di vita?"
    Fab

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