Quasi fantascienza

Non so perchè, forse solo per assonanza, ma questo nome mi fa venire in mente le avventure di Star Trek. Ricordate i nomi di quelle civiltà extraterrestri… beh a me ricorda quello dei Klingon Sorriso.  E forse è proprio fantascienza..
 
Stamattina, apro il ‘giornale’ (ehm.. leggo i blogs… ) e vedo un post di amico di Splinder che mi ha fatto riflettere.
 
Di cosa sto parlando? del KNOL
 
E’ l’ultima novità in fatto di conoscenza in rete, in corso di beta test da parte di Google. Non contento di essere il principale motore di ricerca mondiale, ora Google amplierà il suo raggio di azione e diventerà una sorta di enciclopedia. E questa sarà formata da tante unità (i knols appunto…)  Il nome altro non è che l’abbreviazione di ‘knowledge’ – conoscenza – e non solo. Identificherà un singolo articolo scritto da persona autorevole in materia, che andrà a formare con tanti altri una nuova enciclopedia. E sarà firmato dall’autore.
Oltre a  competere con wikipedia, in funzione proprio della firma dell’autore, verrebbe a posizionarsi ad un livello  superiore, proprio perchè scritto da una persona ‘titolata’ in merito.
 
E ciò mi fa pensare:
– fino ad oggi, collegarsi a wikipedia, era come sfogliare le vecchie enciclopedie, una ricerca di nomi, date e fatti, si trovava l’informazione o la spiegazione e tutto terminava lì
– gli utenti che hanno creato e fatto crescere a dismisura Wikipedia hanno fatto un lavoro non indifferente nel reperire a loro volta le informazioni ed inserirle gratuitamente on line, quasi da certosini
– la firma sui knol è un voler ribadire la propria autorevolezza in materia, è pubblicità per il proprio titolo accademico (e non solo… visto che ogni knol conterrà gli Ads e quindi vi sarà anche un ritorno in denaro)
– non ci saranno più ‘fatti’ negli enunciati, ma ‘opinioni’
 
Ho l’impressione che si stia andando nella direzione indicata da Andrew Keen nel suo discusso libro "The Cult of the Amateur: How Today’s Internet is Killing Our Culture", che ha già sviluppato diatribe tra bloggers ed intellettuali/giornalisti…
 
Non so se essere rassicurata dal poter accedere a queste informazioni, nell’ottica del pluralismo, o se subodorare una sorta di tranello…
 
Forse con un sapore un po’ nostalgico, ricordo le giornate passate in biblioteca, a sfogliare la carta patinata di un volume
 
 
 

libreria

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14 risposte a “Quasi fantascienza

  1. io terrei sempre ben distanti e distinti la biblioteca vera e propria dai vari motori di ricerca o Knol. Nel senso che l’una non esclude gli altri. Il ricercatore e il bibliofilo non faranno mai a meno di tenere un libro in mano perchè il piacere tattile e visivo di un testo è insostituibile. Ma la ricerca veloce nel web è senza dubbio comoda e ha il pregio di non fare perdere tempo.
    Buona domenica giuiuzza.

  2. @Marilù
    Anche io. Ma le ‘giovani leve’ non credo aspirino a provare questo piacere ‘tattile’ e la ricerca, lunga e difficoltosa ma insostituibile nell’appagamento. E i ‘knol’ saranno quello che avranno a disposizione…

  3. Spesso le cose sono preannunciate in una maniera e realizzate in un’altra.
     
    Se questa cosa sarà utile, la utilizzeremo.
     
    Se sarà inutile, la "inutilizzeremo" !
     
    Mi farnno scrivere il knll di "inutilizzzare" ?

  4. Ross?!?
    Concordo con il tuo punto di vista. Desidero aggiungere un fattore non secondario che negli ultimi 10 anni è stato studiato molto bene. Se la conoscenza esplicita aumenta (ovvere cresce la disponibilità di fonti) non è altrettanto vero che cresca la capacità di combinare l’esplicita appresa in una nuova forma più evuluta di altra c. esplicita. Può sembrare uno strano giro ma il problema maggiore consiste nel passaggio fra esplicito (codice del linguaggio scritto) – interiorizzazione (ciò che abbiamo in ingresso come informazione e che poi viene "assimilato" divenendo cononscenza – combinazione (overo il passaggio fra conoscenza esplicita ed altra conoscenza esplicita: non è sbagliato pensare, per esempio ad un riassunto o messa in prosa, tanto per fare un esempio). Ritengo che la questione non sia tanto sulla autorevolezza della conoscenza generata quanto sul fatto che WP si è sviluppata in maniera non articolata, ovvero scriveva e migliorava contenuti chi era in grado di farlo. La dimensione logica di questo contenuto non poteva essere sottoposta a regole e questo per un verso ha decretato un enorme successo e dall’altro una gigantesca minaccia. E’ un tema che mi sta assai a cuore per le implicazioni che ha nel campo dello sviluppo di nuove architture per la comunicazione. I nostri ragazzi non sanno creare più una bibliografia. Punto. Sanno ravanare in rete, per lo più copiare ed incollare. La conoscenza è un’altra cosa.
    Se la materia di intriga ti lascio il titolo di 2 saggi molto interessanti e che prefigurano una rivoluzione nei sistemi di gestione della conoscenza legata alle organizzazioni variamente complesse. Donna curiosa come sei troverai un vero oceano di spunti e riflessioni, ne sono sicuro.
    Nonaka I., Takeuichi H.: The knowledge creating company; Guerrini e Associati, 1997, Pag. 370; ISBN: 86802816; Mella P; La rivoluzione olonica. Oloni, olarchie e reti oloniche. Il fantasma nel kosmos produttivo; Franco Angeli, 2005, Pag. 128; ISBN: 8846463692
    Caramente,
    Tullio

  5. Tralasciando quella che è la ricerca di una informazione di superficiale interesse, credo che chi sia  interessato a conoscere e ad approfondire un determinato argomento, non si limiti ad accedere ad una sola fonte e forma di informazione, ma al contrario, vada a ricercarne diverse proprio per il desiderio di apprendere quanto più possibile al riguardo e verificarne la validità e l’esattezza attraverso il confronto e l’esame dei conenuti dei vari testi consultati. Apertura mentale, molteplicità di fonti, confronto, dubbio e discernimento, consento di ricordare che "qualsiasi convinzione, è un’opinione" . L’autorevolezza di un’opinione, non la renderà vangelo…

  6. @Donna
    Sono d’accordo con te pienamente! L’autorevolezza non la rende tale… ma questo è proprio il sunto del libro di Keen… troppa blog-spazzatura xkè ci sono persone non titolate che sembrano fare informazione… e io ci andrei molto piano nel definire i blogs ‘informazione’ e nel puntare solo sulle lobbies… ma da un americano nn potevo attendere altro.

  7. non ci resta che attendere, leggere e poi valutare

  8. Per chi conserverà la voglia di "saperne di più" potrà essere una delle tante fonti di informazione…
    per chi sarà disposto a farsi condizionare dall’ennesimo strumento studiato appositamente sarà sicuramente molto indicato… ma FORTUNATAMENTE ci resta ancora la possibilità di scegliere…
     
    Un sorriso…
     
    Paola

  9. Torno ancora con un qualche riga sul tema.
    A mio parere la questione è più delicata. Sappiamo tutti assai bene che la "certificazione" sull’informazione è spesso assai legata alla fonte. Sappiamo tutti assai bene che la costruzione dell’informazione di qualità richiede molte energie e moltissimo lavoro di verifica. In 20 anni la qualità media dell’informazione (come rapporto fra contenuto e qualità) è sceso per un fattore che quì non è stato considerato: il tempo. Le persone pongono questa variabile come "fattore discriminante" e spesso si "accontentano" di una livello x – n. Il tempo che si "perde" e non si "investe" allora?! Ci deve essere una profonda motivazione ad esplorare per approfondire ed elevare la completezza dell’informazione. Umberto Eco ricorda che la nascita degli ipertesti (da essi il web e tutto il resto che vediamo) è una forza per chi sa cosa e come cercare, mentre è un minaccia per chi non ha questa consapevolezza. Esitste, a mio avviso, una dimensione cognitiva del tutto personale che questi strumenti stanno bellamente ignorando. La dimensione tempo / contenuto cosa che Nonaka e Takeuchi hanno intuito assai bene. La cosa quindi non si pone più unicamente dalla parte della fonte ma oggi, la responsabilità del contenuto è troppo spesso del ricevitore che domina con il fattore tempo la dinamica del contenuto stesso.
    Un saluto a Ross che con pazienza ospita le mie divagazioni e a tutti i partecipanti.
    Tullio

  10. Le informazioni sono importanti. E’ essenziale che provengano da diverse fonti – per avere i diversi punti di vista – e che queste fonti siano siano affidabili. Fondamentale è anche la capacità di discernere tra le varie informazioni che vengono proposte e cercare di verificarne l’autenticità. Internet è una lama a doppio taglio: mette a disposizione miliardi di informazioni provenienti dalle fonti più disparate; proprio per questo bisogna essere in grado di fare una cernita e una verifica accurata. L’utente medio di internet è in grado di farlo? Ha voglia di perdere tempo a farlo? Purtroppo, spesso capita, che una informazione viene presa per oro colato solo perché la si è letta su Internet. Qualsiasi sia il mezzo scelto, mai rinunciare al proprio cervello (o mononeurone) 😉
    Buona giornata Ross

  11. @Donatella
    Mai prendere nulla per oro colato ;-))  e non solo ciò che proviene dalla Rete, ma anche dalla carta stampata e dai telegiornali.

  12. Ma noi lo sappiamo 😉
    Il fatto è che ogga più di internet può fare la televisione, mentre i giornali (

  13. è partito un colpo a salve!
     

    Ma noi lo sappiamo 😉
    Il fatto è che oggi più di internet può fare la televisione, facendoti vedere o sentire una parte del tutto, mentre i giornali (quelli di carta) accusano un calo di lettori. Cerchiamo di fare del nostro meglio tenendo gli occhi bene aperti!

  14. e gli occhi si tengono ben aperti non limitandosi ad una o poche fonti di informazione

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