Per ricordare e … applicare

Credo che la semplice celebrazione non serva a molto. E’ solo una manifestazione esteriore, limitata nel tempo e negli effetti. Non voglio avere la bacchetta magica per sanare i mali del mondo, nè tanto meno fare sterile retorica.  Faccio solo mio il pensiero di un grande uomo, che nel mio piccolo cerco di applicare, del quale ricorre quest’anno il 60° anniversario della morte, e come tale ve lo propongo.
 
«Sono le azioni che contano. I nostri pensieri, per quanto buoni possano essere, sono perle false fintanto che non vengono trasformati in azioni. Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo»
(Mohandas Gandhi)
 

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Ciò che vedo mi dice che molti non lo applichino. O addirittura lo facciano solo in senso negativo… Comunque è un dato di fatto che sia sempre e solo l’UOMO al centro del proprio destino, con le sue azioni o il suo immobilismo.

 

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7 risposte a “Per ricordare e … applicare

  1. L’ho ricordato proprio ieri su un forum che frequento… ti dirò, la cosa è stata abbastanza snobbata dal resto dei forumisti (nonostante ci siano molti tra loro che si professano paladini della povera gente)… mah!
    Forse Gandhi non si riuscirà mai ad apprezzarlo veramente, perché ha fatto sue delle istanze che nel nostro mondo moderno non fanno seguaci.
    Buona giornata

  2. Come dire: fra il dire ed il fare, c’è di mezzo…

  3. purtroppo chi professa la verità rimane inascoltato

  4. Riflessioni delle 4 del mattino, le mie, e senza birra. In realtà, io bevo molto poco bevande alcoliche. Diciamo che già ho del mio e l’alcol mi porterebbe a divergere dopo poche iterazioni. Temo che l’idea di Vico sia molto più popolare di quanto possiamo credere, ma, adesso come adesso, sono ancora pochi in percentuale sul totale quelli che non riescono ad arrivare a fine mese. Quando la maggioranza degli italiani non potranno più comprarsi la tv, allora cominceranno i casini. Anche se poi, una casta rimarrà sempre in piedi, mi chiedo a fare cosa se non ci sono più limoni da spremere. Quando questo altro margine sarà eroso potrebbe crearsi un’atmosfera esplosiva in cui una scintilla potrebbe far scoppiare il caos. Nel frattempo, spero di essermi trasferito in Libia, nel deserto. Tra qualche giorno dovrei sapere se mi arruolano nella legione straniera :D e speriamo bene.

  5. Rileggere queste parole
    e vedere quello che sta succedendo in Italia
    è a dir poco avvilente…
     
    Buon weekend…
     
    Paola

  6. Per quanto riguarda Gandhi, avevo letto del suo anniversario e del suo secondo funerale, nel quale i parenti hanno sparso le sue ceneri. Poco ricordato da tutti sembra, persino dagli indiani, i quali saranno impegnati col nuovo boom economico e saranno pronti ad abbracciare la nuova fede del capitalismo da far west tipico della globalizzazione. Dopo la non violenza, sinceramente, aprirei dei Fight Club un po’ ovunque, l’etica è stata messa un po’ in archivio in questo periodo storico e la gente è stata quasi convinta che non possa essere usata come leva per smuovere gli animi dalla corruzione dei beni materiali e dallo shock immobilista dovuto alle continue iniezioni di marketing nelle vene, il quale ci fa credere che sia tutto intorno a noi, ma dove in verità siamo solo mucche da latte che dopo tre cicli di mungitura possono essere avviate alla macellazione. Cosa farebbe il povero Gandhi nel mondo di oggi? Lui non comprò più il sale dagli Inglesi, portando il popolo indiano alla disobbedienza civile (ma pacifica): c’era una legge che impediva agli indiani di prodursi da soli il sale, nonostante i chilometri e chilometri di costa delle spiagge indiane, lui disse che prodursi il sale per non pagarlo a prezzi astronomici dalla corona inglese era giusto e invitò tutti a farlo. Cominciò una rivoluzione che portò all’indipendenza dell’India.Oggi per vincere la battaglia si deve fare leva sugli stessi messi che usano per gestire le nostre vite. Liberarsi dai bisogni inutili, dalle migliaia di cavolate che compriamo per diventare rifiuti che poi non sappiamo dove mettere, vivere in maniera più equilibrata e ridurre per quanto possibile in nostro impatto ambientale su questo pianeta. Combattere la concorrenza sleale dei cartelli con gli acquisti sleali, in cui i consumatori comprano a turno solo una marca, anche se pagano di più, per influire sul mercato, in primis i carburanti, poi gli alimentari. Magari tutelando quelli che danno lavoro maggiormente alle famiglie, piuttosto che importare formaggio dalla Nuova Guinea a discapito dei nostri. Coscienza civile e comunicazione. Il secondo è risolvibile con internet. Il primo limita tutto e ci rende oltre che schiavi anche impotenti.

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