Sola me ne vo’ …

La musica si sentiva da due isolati di distanza. Le luci stroboscopiche del Pirata si stagliavano nel cielo come dardi. Sembravano danzare col buio della notte e guidavano i miei passi. All’ingresso una intelaiatura reggeva le luci multicolori che  illuminavano la grande scritta ‘LUNA PARK’. Con il naso all’insù guardavo quella folla variopinta dove gli operatori delle giostre si mescolavano agli imbonitori dai vestiti sgargianti.
 

La pesca fortunata con le vaschette di pesci rossi, la coppia che gestiva il tiro a segno, vestiti come Buffalo Bill e Calamity Jane richiamavano il pubblico maschile venite ragazzi, fate vedere come siete bravi e regalate un bel pelouche alle vostre donne!!! Venite forza, non abbiate paura!!!’. La terra battuta era solcata dai segni del passaggio di tanta gente: orme piccole di bambino, suole larghe da uomo, punti dei tacchi a spillo delle signorine…
Ecco il solito ‘castello delle Streghe’ con lo scivolo di uscita che le ragazze, imbarazzate,  percorrevano tirandosi giù quel fazzoletto che avevano per gonna. Le piccole montagne russe con il coro di urla dei passeggeri dei vagoni.
Gli autoscontri e accanto la piccola pista in legno da go-kart. Sono indecisa. Un giro su tutte e due?? Ma sì!
E come sempre, i ragazzi nelle macchinine, vedendo una ragazza da sola partono all’attacco: sembra una guerra tra i sessi, quello forte e mascolino, e quello femminile che vuole dimostrare di essere in grado di reggere l’attacco. Un giro a 360* del volantino ed esco dall’imboscata. Uno a zero per me… cercano di mandarmi verso il bordo, ma non cedo… punto dritto al centro della pista. Sembra la sfida all’Ok Corral. Suspence. E provvidenziale suona la campanella: giro finito. Abbandono la vetturetta e mi avvicino alla coda dei go-kart. Il ragazzo alla cassa mi guarda ma non favella. Credo abbia visto la mia esibizione precedente; però sorride e sicuramente pensa ‘qui ti faranno fare una figuraccia e se il go-kart ti si ferma torni a piedi’.  Attendo dal cancelletto che si fermino le vetture. Un omino mi indica il go-kart blu, quasi al punto di corda della curva.

Gli faccio segno di no: prendo quello rosso a centro pista. Salgo e nello spazio angusto piego le ginocchia e mi allaccio la cintura. Sono pronta. Una sgasata sull’acceleratore. Si parte. Lascio strada per saggiare la tenuta della macchina. Dopo il primo giro so il limite a cui mi posso spingere. E schiaccio sull’acceleratore. E inizio a sorpassare, schivando i tentativi di mandarmi larga e continua il giro. Sembra un vorticoso giro di walzer, ma non mi gira la testa. Sono quasi arrivata alla testa della corsa. Siamo rimasti in due: anche qui un duello. Non mi interessa… e lascio strada. Giro finito. Scendo e mi si avvicina il ragazzino del go-kart che ho lasciato vincere. Mi guarda e sorride, forse vorrebbe ringraziarmi, ma i suoi amici stanno arrivando e allora, per darsi un contegno mi urla ‘è proprio vero che voi donne non sapete guidare’. Sono tentata di rispondergli, ma lo guardo solo con tanta compassione. Non mi interessa togliere il latte dalla bocca di un ragazzotto viziato. Lui sa che l’ho battuto e prima o poi farà pace con la sua rabbia. E poi devo andare.

Prima di rientrare giro per gli stand gastronomici che spandono nell’aria odori che solo in queste occasioni puoi sentire, i wurstel con krauti e salsiccia, la porchetta arrosto, lo zucchero filato, i krapfen che saltellano e friggono nell’olio caldo.
Sto per varcare l’uscita del Luna Park quando mi si para davanti una zingara: capelli lunghi neri, cerchioni d’oro alle orecchie, gonna lunga a balze e maglioncino nero scollato, che mette in risalto il suo seno prosperoso. E’ una giovane donna, molto bella, profilo greco, ma dall’accento mi pare spagnola.
“ola bella signora… dammi la mano che ti leggo il futuro’”
“non so se voglio sapere il mio futuro”
“sei sicura? Tutti sono curiosi di sapere cosa li attende”
“anche io sono curiosa, ma non così tanto”
“stai tranquilla, non ti dirò cose brutte”
“allora vuol dire che non mi dirai la verità?”
“no, ti dirò quello che vedrò, ma proprio perché le conoscerai prima potrai fare qualcosa per cambiare il tuo destino”
Sono tentata.
“va bene. Allora che devo fare?”
“dammi la mano del cuore… Hai linee decise e marcate. Una M quasi perfetta. E questa linea che la interseca vuol dire che sei una donna testarda”
Non serviva la zingara per dirmi chi ero. Naturalmente ha anche visto un incontro con l’uomo della mia vita e tanta fortuna. Le sorrido e la ringrazio comunque e le porgo i soldi.
Ok, ho avuto la mia serata di libertà e di illusione. Ora posso tornare a casa. E’ solo mezzanotte. Forse riesco ancora a parlare con lui…
 
********************************
‘…vi lascio un bacio,
vi mando un fiore…’ 
parafrasando la canzone degli Stadio, lascio i miei saluti e parto. Attenzione: il cartello stradale indica
‘piede lungo in movimento’
 
Salvo piccole incursioni estemporanee, ci si rilegge domenica!!! Non vado in vacanza, ma… l’importante è andare…

 
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10 risposte a “Sola me ne vo’ …

  1. Buona andata e buon ritorno !

  2. Meglio una volta "andare" che cento volte "andiamo", soleva ripetere il mio babbo.
    Qualunque sia la tua meta…buon tutto. :)
    E….che le donne non sappiano guidare…tséééé!!!
    Classico commento da uomo "tutto chiacchiere e distintivo" eheheheh.
    Un bacione.

  3. tu mi preoccupi: stai diventando troppo riflessiva e troppo profondamente incisiva!

  4. beata te:-)))
    smack

  5. Vorrei non avvertire nei tuoi racconti  quel sottile velo di tristezza…, ti saprei finalmente più serena.
    Comunque è sempre piacevolissimo leggerti.
    Un saluto affettuoso

  6. ciao signora!!!aplendide le tue frasi per non parlare delle immagini…bellissimo averti scoperta..un bacio da Viola:-)

  7. Ciao Ross,
    eri in competizione con te stessa fin da piccola, vedo.
    La zingara, uno specchio.
    Vedo poi che Sandro è un po’ biricchino, rivela cose nascoste.
    Noi ragazzi siamo cosi, prendere o lasciare.
    Un bacio.
    Fabrizio
     

  8. @Fabriziio
    Sì… hai ragione… voi ragazzi siete tutti un po’ birichini… ma per questa volta prendo e non lascio ;-)))
    In competizione io?? ma cosa dici? ho sempre vinto ..

  9. @Sandro
    Quel velo di ‘tristezza’ come tu dici è parte di noi… sempre.
    A volte esce fuori da solo, ma tranquillizzati, sono serena e sto bene.

  10. a sto punto ben tornata…
                         un sorriso

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