Lo jodio… questo elemento misterioso..

Si sa che è uno degli elementi basilari del nostro corpo, molto dannoso solo per gli ipertiroidei. Gli sfortunati che invece ne sono deficitari lo assumono con il sale.
Io amo lo jodio. E la mia pelle ne è intrisa. [Non ho detto che ho il colore della tintura di jodio… (ti ho visto che stavi ridendo…prr), al contrario ho la pelle bianco latte (mica vengo dal Nord Africa … io) con tutte le .. sigh… controindicazioni del caso…, eppure  lo jodio scorre nelle mie vene e nei vasi sanguigni, da bravo lupo di mare!!!]
Però lo jodio ha una controindicazione.
Fa sognare.
Non mi credete? Allora fate la prova: ecco la ricetta.
 
Prendete una giornata di metà febbraio, tiepida al punto giusto (10-15°), una leggera brezza che scompare al riparo del Golfo Paradiso, l’erta scoscesa della Ruta con la sua macchia mediterranea ed i pini marittimi che ti inebriano con l’odore della resina, un antico borgo medievale adagiato sul mare, togliete i turisti del weekend, soprattutto milanesi , con maxi passeggini al seguito e grandi VAN/SUV che fanno tanto tendenza, ed occupano tutti i parcheggi [e ti fanno girare le palle…], abbigliamento sportivo [la sciarpina da dandy … is accepted Sorriso], scarpe comode, passo allegro, e voglia di respirare a pieni polmoni.
Verificate di avere a portata di mano la fotocamera digitale (ma anche telefonino con fotocamera, se siete pignoli o non avete altro disponibile al momento).
Aggiungete una buona dose di naso all’aria e dotatevi di occhi con vista sufficiente a resistere ai colori sgargianti delle case di pescatori.
Girate i caruggi che si aprono sulle corti interne, punteggiati da edicole con Madonnine fatte di conchiglie, portici nascosti con mercatini di antiquariato, artigiani dell’ardesia, pittori naif e in erba.
Aggiungete anche un pizzico  di  vecchie librerie.
Se siete atletici potete pure aggiungere un tentativo di salto dello scoglio (ma lo consiglio solo ai cuochi più esperti).
Condite con qualche nozione storica che vi fa fare un figurone, ma assicuratevi di conoscere bene le date, le origini etimologiche e soprattutto le liaisons antropo-geografiche del posto.
Mescolate bene il tutto, fino allo sfinimento del pubblico [a questo proposito usate lo stesso accorgimento della maionese… non fatelo impazzire]
Fate quindi riposare per una buona mezz’ora di fronte al tramonto, con un bicchiere di ottimo rhum, mentre venite ipnotizzati dal dondolio dei leudi ancorati nel porticciolo di pescatori.

E ora ditemi se non vi sentite un marinaio, un pirata alla Jack Sparrow o un novello Corto Maltese!!! Sognate spiagge lontane, mari color smeraldo, palme e mangrovie che prendono linfa dal mare, messaggi in bottiglia, brigantini con le vele spiegate, e un Capitano alto, bruno, con il viso bruciato dal sole.
 
Avete visto che avevo ragione?? Lo jodio fa sognare…
 
PS. E se volete rinfrescare la ricetta, secondo me ci sta molto bene una canzone un po’ datata… la storia dello straniero mediterraneo che gira i porti… con la sua faccia cotta dal sole, che parla tutte le lingue e mille dialetti diversi, e vive en plein air et à coeur ouvert!
 
…Avec ma gueule de métèque
De Juif errant, de pâtre grec
Et mes cheveux aux quatre vents
Avec mes yeux tout délavés
Qui me donnent l’air de rêver
Moi qui ne rêve plus souvent
Avec mes mains de maraudeur
De musicien et de rôdeur
Qui ont pillé tant de jardins
Avec ma bouche qui a bu
Qui a embrassé et mordu
Sans jamais assouvir sa faim
 
Avec ma gueule de métèque
De Juif errant, de pâtre grec
De voleur et de vagabond
Avec ma peau qui s’est frottée
Au soleil de tous les étés
Et tout ce qui portait jupon
Avec mon cœur qui a su faire
Souffrir autant qu’il a souffert
Sans pour cela faire d’histoires
Avec mon âme qui n’a plus
La moindre chance de salut
Pour éviter le purgatoire…
 
(Le métèque – Georges Moustaki)

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11 risposte a “Lo jodio… questo elemento misterioso..

  1. Credo di avere anche io lo iodio oltre i livelli medi. 

  2. Eccome se fa sognare…oggi la mia location era differente, ma il denominatore…comune.
    Sempre Lui, il mare protagonista indiscusso.
    E poi quando ricevi un sms che ti annuncia della vittoria della Samp, altro che sognare…non si tocca più terra!!!!
    Un abbraccio blucerchiato.

  3. ah, come comprendo i drogati di iodio. non faccio altro da quando sono nata!!
    (sono in un paese di mare anch’io)
     
    felice per la tua adesione!

  4. se ank’io a 23 anni ho lo iodio alle stelle….è grave????….i ragazzi della mia età escono da casa x andare a ballare…io …tra amici e divertimenti vari…preferisco di gran lunga passare la domenica pomeriggio a passeggiare guardando il mare…è come se rimanessi ipnotizzata dai suoi colori…dalle varie sfumature che assume con le diverse posizioni del sole….fino al tramonto….è un’emozione inspiegabile….e sono veramente fiera di avere lo iodio nel sangue…e nel cuore…..
    rosso come sempre leggendo le tue parole è come se mi trovassi realmente di fronte a quella scena…lo iodio fa sognare…ma anke tu nn skerzi!!! adoro come scrivi!!!!
    un bacio ross…sxo di sentirti presto…
    Debby alias NICA

  5. uhmmm…
    non fa per me….
    preferisco fare il pirata nel web

  6. @Mizius
    Guarda che anche io come ‘topo della Rete’ non scherzo e ne ho data una dimostrazione proprio sabato… ma quando riesco a togliere le mani da questa tastiera, non dico di essere più viva xkè sarebbe una frottola bella e buona, ma diversa sì!

  7. "Io amo lo jodio"… è un po’ come dire "Io odio lo jamo"…
    Terribile… vabbè passamela, è lunedì mattina…
     
    :)

  8. e tu dici che sia "colpa" dello iodio? uhm…

  9. ☆ ℓαυяα ☆

    Abito a due passi dal mare ma, a differenza tua, il mare mi "rende nervosa" Forse troppo iodio?…

  10. Iodio….mi piace molto questa parola,
    probabilmente per il suo duplice significato:
    – iodio come cura per le ferite
    – io odio el vero senso della voce verbale.
    Peccato che spesso si abbia bisogno del primo
    e che si provi il secondo.
    Un saluto.

  11. per "non fa per me" intendevo camminare e camminare e camminare….
    se poi c’è qualcuno che mi vuole portare a spinta, allora se ne può parlare

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