Una giornata uggiosa

Un altro giorno. La luce filtra dalla tapparella mezza alzata. Hai ancora sonno: erano le 4 stanotte ed il sonno era ancora lungi dall’arrivare.  Ma questa luce ti disturba… ti alzi con un leggero cerchio alla testa e non capisci il perchè … Poi uno spiraglio nella mente: è il pensiero con cui ti sei finalmente addormentata che prepotente ritorna… e ti senti sempre lì, sospesa, come in un limbo.

Quante volte in questi ultimi 4 mesi ti sei chiesta ‘perchè?’
Perchè tutto quello che avevi faticosamente costruito in quasi 5 anni è volato via in un attimo?
Perchè senti che la tua vita è stata invasa da un’orda di conquistadores,
che ti sta portando via tutto?
Perchè non riesci più a sentirti ‘a casa’?

Credevi non sarebbe successo: tu sei forte, volitiva, indipendente e sai farti valere. Invece no. Sei caduta. Caduta sul campo di battaglia peggiore. Quello dei sentimenti.

Scuotiti ora. Va’ a farti un caffè e dopo una sigaretta, forse riuscirai a vedere le cose sotto un’altra prospettiva. Balle! Lo spettacolo è sempre quello. Desolante. Deprimente. Sconsolato. Senza soluzione. Un pianto liberatorio forse aiuta.

E come per inerzia, inizi a raccattare le cose in giro per la camera, apri la finestra, metti su il bucato… ecco…  un altro sabato da cancellare…

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