Baricco & Insalata

Le 19.25. Se mi sbrigo e non c’è coda faccio in tempo a passare al supermercato. ‘Devo comprare qualcosa per cena?’ ‘No. Anche se… ho finito l’insalata e pensavo di scendere ora a comprare. Ho già preparato il pollo in fusione. Ma se ci passi tu… allora potresti comprare anche un litro di latte?’

Ok.. Tanto per stasera niente piscina. Non sono in vena. A quest’ora il parcheggio dell’ipermercato è semideserto e di sicuro non faccio code. L’unico svantaggio sono i banchi semivuoti, specialmente quelli della verdura. Il ‘percorso guidato’ è come d’uso studiato in base alle esigenze di vendita della grande distribuzione: dalle cose totalmente inutili all’ingresso fino a quelle di quasi prima necessità vicino alle casse. E’ anche conveniente a pensarci bene, così non ti porti il peso del cestello per troppo tempo! Ecco, insalata… e già che ci sono pane, ah e poi i peperoni, e anche dei pomodori. Ora cerco il latte e vado. Tutto cronometrato per arrivare ad un’ora ancora decente che mi permetta di parcheggiare agevolmente [e possibilmente, vista la spesa da trasportare] sotto casa. Ma ecco un ostacolo imprevisto. Non avevo fatto i conti con la nuova disposizione che ha sfruttato anche il corridoio normalmente dedicato all’edicola. Hanno ridotto le pubblicazioni, e ora tutto un lato è occupato da una maxi libreria, con edizioni finemente rilegate, degli ultimi best-sellers, messi in ordine sparso, dalla saggistica alla satira politica, dai romanzi ai libri per ragazzi. E’ più forte di me soffermarmi sempre e guardare tutta questa ‘carta’. Ricordo che da ragazzina, quando mia madre insisteva perchè uscissi di casa, le dicevo che avrei raggiunto alcune compagne di classe per farla contenta, e invece passavo i pomeriggi in giro per le librerie del quartiere che, per fortuna, a quei tempi erano numerose, data anche la presenza in zona di diversi istituti superiori, dal Tecnico per Ragioneria, al Chimico, al Liceo Classico e allo Scientifico. Leggo distrattamente i titoli, e noto che quel libro di Odifreddi che volevo acquistare un paio di settimane fa è già sparito… misteri dell’editoria voi direte… no, penso che qui si tratti solo di puro marketing: studio del  livello medio dell’acquirente, poche copie per titolo e una volta ultimate, subito sotto i nuovi titoli recensiti dalle testate specializzate. D’altra parte, non è certo una libreria nel senso classico, e qui nessuno si sognerebbe di andare alla cassa a chiedere ‘Scusi, ma il libro di Pinco Pallino… non è sullo scaffale. Vi arriva? e quando?’

Passo oltre per raggiungere il banco frigo quando mi accorgo che nell’angolo è sistemato un espositore con altri libri. Quasi tutte edizioni economiche della Feltrinelli. Altra sosta. Scorro i titoli, alcuni li ho letti, da Erri de Luca a Isabel Allende, e non potevano mancare Benni e Pennac. Poi tutto un ripiano dedicato a Baricco: Novecento, Seta, Castelli di rabbia. E poi lui. Lo vedo. E mi faccio quasi un obbligo di rigirarlo tra le mani. E’ un libro che ho cercato di leggere tre volte. Iniziato, non capito, chiuso, e restituito in biblioteca: confesso che la terza volta.. quasi mi vergognavo con la bibliotecaria. Faccio finta di nulla e lo rimetto a posto. Poi trovo un volumetto di Gino Strada, i cui proventi andranno a Emergency. E finisce nel cestello. Dietro di lui un altro titolo di Baricco: City. Mai visto. E lo aggiungo alla spesa. Guardo l’ora e mi dirigo al banco frigo, agguanto il latte e scappo verso le casse: ormai il supermercato sta per chiudere. La fila è abbastanza lunga e mi metto in coda. E con occhio distratto guardo il cestello. Non so, ho come l’impressione di dimenticare qualcosa. No, ho preso tutto, però… riguardo i libri.. e torno allo scaffale a prendere lui.

Soddisfatta torno alla cassa con in mano i 3 libri. La cassiera mi guarda con fare diffidente… ‘mi scusi, questi me li batte subito così li metto in borsa, non vorrei rovinarli’
Volo verso casa e per fortuna il mio Santo Protettore dei Parcheggi stasera si è dato da fare e mi ha permesso di parcheggiare sotto casa. Nel bagagliaio i sacchetti della spesa e un cestello di acqua minerale. Salgo i due piani di scale che sembro un albero di natale…

‘Se mi chiamavi ti aiutavo con la spesa. Ma non potevi mettere qualcosa nello zaino?’ ‘No. Altrimenti mi si rovinano i libri!’ e sorvolo sullo sguardo di compassione di cui sono stata oggetto…

E ora a noi due… caro il mio "Oceano mare"!

 

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14 risposte a “Baricco & Insalata

  1. E’ il tipo di libro che o ti conquista o ti resta ostile… nessuna via di mezzo. Io sono tra quelli conquistati da "Oceano mare", forse perché è capitato nella mia vita al momento giusto per farsi comprendere. E’ una storia particolare, inquieta e stramba.
    PS: Bello il look nuovo, e quanto hai scritto in questi giorni!!!
    Baci

  2. mi hai fatto ricordare di quel libro letto a metà…..forse troppo complicato da capire che sta aspettandomi nella libreria…

  3. Volevo comprarlo anch’io Oceano Mare.
    Poi la mano m’è caduta altrove, ma è lì, nella lista dei "forse".
     
    Sappimi dire.

  4. lette prime due pagine… stop!

  5. @Virginia
    Grazieeee…. questo mi consola e anche molto! Credevo di essere proprio tonta io… ahahha

  6. Rossina io mi riferivo proprio ad oceano mare…e se siete tonte voi allor veramente mi consolo io,ahahahahahahah

  7. Io, chissà perchè, ho sempre snobbato Baricco, per una di quelle strane "sensazioni" che non sai spiegare. Poi "ho dovuto" leggere Seta, e stranamente mi ha fatto pensare che, forse, sarebbe meglio provare a leggere qualcosa, prima di scartare a priori.
    Faccio ammenda, e aspetto gli esiti di questo exploit di Ross.

  8. Non so devo cospargermi il capo di cenere o no, ma io di Baricco non ho letto mai nulla.
    Non so perchè… a pelle non mi attira per niente.
    buona giornata nica
     

  9. @Marilù
    Guarda.. anche a me dava la stessa impressione… ma leggere ‘Seta’ è stata una folgorazione…. e quindi Castelli di rabbia, e poi Novecento tutti di un fiato!
    Ecco xkè non mi piace non aver letto OCEANO MARE! ;-))

  10. Poi avvicina il pennello al volto della donna, esita un attimo, lo
    appoggia alle sue labbra e lentamente lo fa scorrere da un
    angolo all’altro della bocca. Le setole si tingono di rosso carminio.
    Lui le guarda, le immerge appena nell’acqua, e rialza lo sguardo verso
    il mare. Sulle labbra della donna rimane l’ombra di un sapore che la
    costringe a pensare “acqua di mare, quest’uomo dipinge il mare con il
    mare” – ed è un pensiero che dà i brividi. […] La marea, da quelle
    parti, sale prima che arrivi il buio. Poco prima. L’acqua circonda
    l’uomo e il suo cavalletto, se li piglia, adagio ma con precisione,
    restano lì, l’uno e l’altro, impassibili, come un’isola in miniatura, o
    un relitto a due teste. Plasson, il pittore. Viene a prenderselo, ogni
    sera, una barchetta, poco prima del tramonto, che l’acqua gli è già
    arrivata al cuore…………………………………………………………..poi ti spiego …………………………………………………………………………………………………………………………………….baciotti e pizzicotti

  11. se hai compreso Seta, ti sembrerà una passeggiata Oceano mare,
     che credo essere il più bel libro di Baricco!

    ..io compro sempre libri negli autogrill e alle stazioni…
    mah! sarà per ricordare meglio le strade e i paesaggi percorsi… ?
    e puntualmente, li divoro in pochissimo tempo, come l’insalata 😉

    baciotti!!

  12. libri?
    what’s libri?

  13. ah, mia cara, devi provare a leggere che cosa linkano!
    le cose più strampalate e assurde!! quando le leggi stenti a credere che sul tuo purgatissimo blog sono riportate fior fiori di nefandezze… buongiorno!

  14. Preferisco il Baricco regista…
    più facile da leggere, Ajò

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