Prendere e dare

Ci sono persone che riescono a prendere tutto. I "fagocitatori". Riescono ad assorbire dagli altri tutte le forze vitali, le informazioni, le attenzioni, l’affetto. Tutto. E sono le più considerate. Sono oggetto di attenzioni, di scusanti. E non danno nulla. Prendono e basta, anzi, fanno sempre affidamento su chi hanno intorno, e se non ottengono ciò che sperano, tagliano. Sono ciniche. Non si curano degli altri, ma solo di se stesse. E non soffrono. Mai. E nessuno di coloro che fanno loro da corollario avrà mai il coraggio di dire loro questa verità.
Poi ci sono quelle persone che sembrano affette dalla  "sindrome del missionario". Sembrano dedicarsi agli altri in modo quasi ossessivo, apparentemente disinteressato, ma al momento giusto chiedono il conto. "Io però per te ho fatto questo e questo e questo… e tu non hai fatto nulla per me". Sono una variante del fototipo precedente, ma più subdole, dimesse e affette da quella finta modestia che le fa pronunciare quel ‘chi? io? no…’ con tono così finto che solo chi soffre di cecità intrinseca non vede. E soprattutto non vuol vedere…
E infine ci sone quelle che io chiamo affette da "stupidità congenita" . Si dedicano agli altri, sono vogliose di conoscere le persone, le ascoltano, sono brave a dire le parole giuste al momento giusto, si accontentano di una carezzina ogni tanto, o di sentirsi dire di essere uniche, e continuano a dare, dare e dare, senza ricevere nulla. Forse non sanno nemmeno cosa vogliono, o forse sì, ma non lo chiederebbero mai. Sono quelle persone che pensano che gli altri debbano capire da soli come comportarsi. Ma se non ottengono nulla, non abbandonano la scena. NO. Sono testone e perennemente ottimiste, che continuano a trovare scusanti per il comportamento di tutti, che non vedono l’intenzionalità in nessun gesto negativo, nemmeno se ci sbattono il naso.
E stanno lì, in un angolo, e aspettano. E continueranno ad aspettare. Non riescono ad essere diverse. Sono fedeli di natura, come un cane. Sono la tapezzeria. Sono oggetto di elogi in pubblico, ma rimangono lontane dall’essere vere protagoniste, da suscitare passioni. Sono troppo superiori e rimangono arroccate sul loro piedistallo, dove altri le hanno messe, e protette da una corazza d’argilla, che nessuno vuole scalfire.
Si immedesimano nella parte della regina sulla scacchiera, e invece sono solo pedoni.

Come me.

PS. scrivevo questo post quasi un anno fa… evidentemente,
è sempre attuale… o forse, è solo l’esempio che nella vita, niente cambia

Creative Commons License
Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons

Annunci

12 risposte a “Prendere e dare

  1. niente cambia perchè evidentemente le esperienze non sono servite a farti  cambiare atteggiamento….nel mio piccolo dono senza riserve ma nel momento in cui mi rendo conto che dall’atra parte non vi è la stessa dedizione o lo stesso "rispetto"…. chiudo la porta di casa e basta…-
    bacioni
     

  2. Allora la memoria non mi inganna… quando ho cominciato a leggere ho detto "ma questo sfogo di Ross lo conosco? ne avremo già parlato…" e invece note a piè pagina mi hanno fatto fare mente locale…
    Ross, i piedistalli spesso li costruiamo noi per orgoglio o per paura… buttalo giù, e comincia anche a presentare qualche conto. E se non pagano, mollali! La solitudine peggiore è quella che si prova in mezzo agli altri aspettando che lo sguardo si cali su di noi come un favore che ci fanno. Ho sempre rifiutato il ruolo di "pezzo della scacchiera" e sai perché? perché mi piace muovermi da sola, nessuna mano che sceglie la mossa per me… anche se spesso sbaglio 😉
    Un abbraccio

  3. Ah non prendertela con me ma con l’italiano. A quanto ne so la parola senato deriva da senex che significa appunto vecchio quindi senatori = vecchietti. Poi basta vedere che non ce ne è uno sotto i settanta e capisci che non ho tutti i torti.P.sHai dimenticato un genere di persone, gli opportunisti, quelli che si comportano con te come degli amiconi ma che in realtà ti cercano solo quando hanno bisogno, e come diceva seneca "Ista quam tu describis negotiatio est, non amicitia."

  4. Cara Rossana,non posso che concordare con il tuo pensiero. Sai cosa penso? Che gli stupidi congeniti, alla lunga, sono i più pericolosi. Se per una vita ho fatto il mio, ho cercato in ogni modo di essere onesto, di non prevaricare, non sgomitare malamente e qualsiasi altra cosa e tutto gira in modo tale che gli “altri” ottengano di più perché meglio sbraitano o dominano per potere e caste allora il giorno che mi stufo divento pericoloso.Il tiro alla corda al quale assistiamo non sarà eterno. A far finire l’andazzo, ne sono oltremodo certo, saranno le persone normali, che stufe di essere considerate stupide, idiote spezzeranno il sistema. Quando un pacifico perde la pazienza è una vera belva ed ora quel vaso è quasi colmo!I cuori in alto Ross!

  5. Concordo con Donatella quando scrive che sarebbe ora di presentare qualche conto e chi non paga… via di corsa.
    E ribadisco che tu non sei affatto la pedina di nessuno… semmai di te stessa :-))

  6. è vero ke nn si cambia!!! l’ultima categoria rispecchia molto anke me….oltre al piedistallo…a volte ci sentiamo in una campana di vetro…e spesso cerchiamo 3000 consensi prima di fare una scelta importante….per paura di rompere il vetro…..forse a volte ci nascondiamo intenzionalmente dietro questa corazza ross…sappiamo di sbagliare…ma siamo fatte così…
    un bacio e buona giornata
    NICA

  7. Niente cambia, ma tutto si trasforma.
    Sicuramente concordo con quanto ha scritto Marilù, xk siamo noi esclusivamente responsabili di noi stesse.
    Da un mese ho iniziato ad andare in analisi x mettere ordine in tante cose.
    E con il mio pazientissimo "ascoltatore" abbiamo abbozzato a grandi linee anche questo argomento.
    Mi ha fatto piacere rileggere questo post, xk sicuramente mi servirà come spunto x una delle prossime sedute, visto che essendo alquanto autocritica, nei miei trascorsi c’é stata un’evoluzione che mi ha portata anche senza volerlo a sfiorare personalmente o meglio immedesimarmi nelle svariate "categorie".
    E come dice il mio "strizzacervelli", il primo passo x "guarire" é riconoscere i propri errori.
    Vista la montagna che ho già elencato in poche sedute, si vede che ce la sto mettendo tutta.
    Un bacione.

     
     

  8. I commenti sono gli stessi?

  9. non ricordo questo post di un anno fa, anche perchè non lo lessi, in quanto attraversavo un periodo di "crisi mistica" come la chiama Rò…
    posso però anticiparti che esiste una fase successiva alla "stupidità congenita", e prima o poi ci si arriva, poichè nulla è statico.
    è una fase che viaggia su due binari paralleli:
    "essere selettivamente stronzi" e "ostinatamente drastici"
    devo proseguire con le spiegazioni?

  10. Consueta, sottile ottima analisi.
    Mi hai costretto a riflettere ed a…guardarmi dentro.

  11. Ho letto e, se posso permettermi, vorrei  esporle il mio pensiero.Non sono completamente d’accordo sul fatto che nella vita, niente cambia… Tutti noi, stiamo scomodamente seduti su una seggiola, fino a che l’essere scomodi è così insopportabile, tanto da farci alzare e cercare una posizione meno dolorosa…così nella vita. Quando prendiamo consapevolezza che un dato atteggiamento ci porta soltanto ad una situazione di infelicità, di sofferenza ecc.ecc., beh! nella maggior parte dei casi (a parte quelli patologicamente gravi), ci muoviamo, ci alziamo, ci spostiamo…in poche parole mutiamo il nostro modo di essere, alla faccia dell’imprinting !!!!
    Lei, è una bella persona, una grande donna. E’ piena di talenti, di generosità, arguzia, sensibilità, rispetto per il prossimo, rispetto per la sua dignità di donna. Vada avanti con fierezza ed orgoglio.
    Sia ben chiaro, non le sto regalando nulla, è quello che io ho sentito e visto leggento i suoi interventi. Spero di non essere stata invadente.
    Buonanotte…Linapersempre
     

  12. Uhm… mi ricorda qualcosa di simile…
    …un certo tormentone che ho abbandonato, sul blog…
    "e me ne resto qui, seduta nella notte, ad aspettare un’alba che forse, prima o poi, verrà"
    L’alba che sorge, però, è solo per le regine.
    Gli altri non l’hanno aspettata, e non la sapranno godere.
     

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...