Schegge di Liguria

Che la Liguria offra panorami diversi nello spazio di pochi chilometri è risaputo. Una piccola striscia di terra, spesso impervia, stretta tra le prime propaggini delle Alpi Marittime, gli Appennini e il mare. Mare a volte inospitale, mare quasi senza piattaforma continentale, mare senza bianche spiagge. Solo scogli e ciotoli.

Ma proprio per questo, è una terra dove i colori, illuminati dal sole che splende per buona parte dell’anno, sono più forti, forti come gli odori della sua macchia mediterranea, fatta da pini marittimi ed erbe aromatiche, dal timo al rosmarino, dalla salvia alla maggiorana, alla lavanda, flora che cresce abbarbicata tra le terrazze strappate alla collina e le rocce dei suoi monti. Riviera più scoscesa quella di Levante, dove i monti si tuffano direttamente nel mare, più dolce quella di Ponente. Ed oggi ne ho riassaporato il gusto.
Era un po’ di tempo che avevo in mente di rifare questo percorso, memore di un 26 dicembre di molti anni fa, passato a vagabondare in questa zona, magari con una puntata oltre confine che dista solo 10 km, e  una passeggiata nella rue pietonne di Menton, o una salita a Sospel e Breuil.
L’occasione si è presentata ancora più ghiotta quando venerdì  Donatella mi ha proposto di accompagnarla per una visita alla sua amica Luisella a Dolceacqua, proposta che ho subito accettato di buon grado [anche perché la sua amica in fondo non era una sconosciuta per me…] Nonostante le previsioni che non promettevano bene, siamo partite di buon ora, ed appena superata Savona ci siamo rese conto di aver sfatato ancora una volta i nefasti presagi di pioggia.  Il mare blu intenso faceva da specchio ad un sole caldo, quasi estivo, il cielo sgombro di nubi aveva il colore blu intenso che lo faceva assomigliare a quello della Provenza.

 

 

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L’atmosfera da gita fuori porta, la scoperta che oggi non era un giorno ‘qualunque’ per la mia compagna di merende, la serenità palpabile di una giornata all’insegna della libertà,  l’emozione della mia amica che ‘tornava sui suoi passi’ e non ultima la mia, mista alla curiosità di poter conoscere di persona una donna che ammiro da una vita, hanno reso un viaggio di 170 km una vera passeggiata.

 

Chi ha detto che la Liguria non conosce il gusto dell’ospitalità? Probabilmente chi non è mai stato alla Locanda La Vecchia: immersa nel verde, tra terrazze di olivi, ricca di quei piccoli particolari che la rendono unica, dai colori tenui degli arredi, ai quadri che ne fanno un posto fermo nel tempo.  La padrona di casa ci accoglie con il suo sorriso radioso, e ci fa visitare questo piccolo angolo di paradiso. E’ il posto dove tutti sogneremmo di fermarci per ricaricare le pile.

 

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Un caffè in veranda e poi un salto a visitare l’antico borgo, inerpicandoci per le stradine che salgono alla cima dell’antico castello dei Doria, tante le soste per fare fotografie, vista la passione che entrambe abbiamo per il dagherrotipo in versione digitale: niente poteva fermarci, né il caldo, né il fiatone in salita e nemmeno i tacchi alti della mia amica!!! 

 

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Si ritorna alla Locanda per l’ora di pranzo: a tavola si parla di viaggi e paesi lontani, sognando prossime mete, pur nella consapevolezza di essere in fondo delle donne fortunate. Fortunate di avere vita ed emozioni da raccontare, conscie di quante altre potremo ancora aggiungerne.

 

Ed ora ci attende il sole della terrazza… E chi ha detto che il sole d’aprile fa male?
 
 
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10 risposte a “Schegge di Liguria

  1. Ho visto nella gallery che c’é pure la mia prossimamente ex casina…
    E’ ormai ufficiale che mi trasferisco armi e bagagli a Bajardo, decisamente più consona alla mia "orsitudine" e molto più magica :)
    I miei compagni di merende sostengono che é una pazzia, ma solo xk devono spararsi un pò di strada a piedi x raggiungere la mia nuova dimora.
    Ma va bene così.
    Tu eri a Dolceacqua ed io a casa a Genova.
    Sembriamo il sole e la luna… :)
    Un abbraccio e serena notte.

  2. non vale! con tutto questo po’ po’ di roba è facile fare gite, vedere gente, andare in giro… uff!

  3. Bei posti niente da dire.
    Quasi un anno fa ero alle Cinque Terre… ed in parte mi sembra di rivedere qualcosa in queste foto.
     
    Ciao !

  4. Si stava meglio ieri, no? :-))
    Grazie per la compagnia e saluti anche da Luisella!
    Baci

  5. Il sole d’aprile fa molto bene… infatti ad aprile sono nata io!
    Da anni non vado più a Dolceacqua, ed ora rivedo nella foto la stradina da cui passavo sempre dopo aver attraversato il ponte (è quella, vero?) e mi viene un po’ di nostalgia…
    Visto anche Baiardo, una volta, ed ho ammirato dal suo punto più alto un tramonto indimenticabile rosso giallo arancione e montagne a perdita d’occhio.
    Quindici anni fa, ormai…

  6. Madonna che ricordi di questa terra così meravigliosa e tranquilla… semplicemente splendida…

  7. Liguria: sole, mare, monti…e cosa vuoi di più!!!!!
    ah dimenticavo…. pignuetti friti….non mi bastano mai

  8. sarebbe stà storia?
    da te bel tempo e qui un sabato e domenica (e lunedì) da schifo!

  9. oè bellissimo.poi vabbè io mi esalto per cose come questenoi comuni mortali che facciamo la lonely planet de noaltri.mi si convince molto di più così ad andare nei posti che in altri modi.

  10. Sostanzialmente d’accordo sull’inadeguatezza del nostro paese a non saper fare qualcosa onestamente, e tu lo sai che la penso così… ahimè.Ma attenzione a non far confusione.Yunus non parla di finanziamenti a fondo perduto, nè parte all’attacco del capitalismo. Nè dice che in Bangladesh son tutti bravi e buoni perché son poveri.Anzi.Lui è partito osservando che le banche del suo paese davano i soldi in prestito solo ai ricchi senza chiedere garanzie, e la % di restituzione era bassissima, in quanto questi soldi sparivano nelle maglie della corruzione e dell’inefficenza bengalese.Lui allora cominciò a prestare cifre irrisorie agli indigenti (i primi 42 "clienti" cumularono un totale di 27 dollari…): la restituzione fu totale e queste persone si affrancarono pian piano dalla miseria grazie al lavoro nato da quei micro prestiti.Vide che l’unico modo per sollevare i poveri dalla miseria nera era proprio affidare loro "un capitale"… e metterli davanti all’impegno della restituzione (niente fondo perduto quindi, niente elemosina, che abbrutisce e basta, non risolve niente… e comunque governo bengalese e banche "ufficiali" non ne volevano sapere di dare una mano…).Le banche si rifiutavano di farlo perché essi erano poveri. Lui lo fece, e qualche milione di bengalese dal ’79 ad oggi quanto meno non fa la fame… ed ha sempre riavuto indietro tutto.

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