L’attesa

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Non sono capace di stare lì, ferma ed immobile, in attesa delle decisioni che prenderanno altri. Hai voglia a dire ‘carpe diem’, prendo quello che viene e amen! Non è vero. Non sono capace di volare alto e poi per giorni ritrovarmi su una calma piatta, come un’enorme pianura. Cammino, lavoro, parlo, a volte rido, ma il mio pensiero è sempre lì: perchè? ma come si fa a lasciare una persona ’sospesa’ in attesa di un gesto, una parola… Non faccio progetti a lungo termine, no, ma vorrei delle certezze. Certezze forse di non aver sbagliato a giudicare una persona. Certezze nella considerazione che questa persona ha di me.
 
Non sono capace di dare di meno.
Non sono capace di non sognare.
 
 
Odio l’attesa…
 
 
 
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9 risposte a “L’attesa

  1. rassegnati!
    per tutto ciò che non dipende da noi siamo giocoforza costretti ad attendere, e mentre attendiamo non bisogna perdere di vista il "carpe diem" nell’attesa che un qualcosa arrivi.
    bilanciando l’attesa con il carpe diem od anche con l’attimo fuggente non si rischia di rimanere impantanati nella calma piatta

  2. Il brutto è quando i tuoi dubbi diventano certezze…e non ci sono carpe diem che tengano,forse solo trote tuem….ma te la ricordi la Sabri? era il suo motto!!!!..ehehhehe…
    cmq neanche a me piace attendere…trovo assurdo lasciare una persona nell’incertezza….per me la vita,le amicizie,gli amori,o sono bianco o sono nero,e tante volte il mio istinto mi ha portato a considerare che so vedere e percepire l’oltre…purtroppo!!!!!!!
    un bacione

  3. Come sai, cara amica, da qualche anno mi chiedo perché diavolo la vita è uno sfasamento di situazioni continuo. Se le fasi, i piccoli grandi bisogni, le certezze reciproche, le passioni reciproche, le sfide coincidono tutto funziona. Se questo non succede il normale per qualcuno diventa dramma insopportabile per l’altro e si perde … la magia. Destino, sfortuna o semplicemente caso?! Non lo so ma lascia che ti dica che capisco forse più di chiunque altro il devastante senso di frustrazione che il tempo crea nell’attesa che una situazione evolva nel bene ed anche nel male (delle aspettative). Guarda Ross, non ho nemmeno il coraggio di dirti porta pazienza! Sarebbe quasi offensivo. Accidenti, il primo che mi dice che dominiamo il nostro tempo lo morsico ad un polpaccio!!!! Forza!
    Tullio

  4. un’ora e 15 min fa,precisamente, girovagavo tra i corridoi del market qui, sotto casa di mia cugina…dovevo solo prendere la panna… ma cercavo anche patatine…Ho incrociato una signora. Ho Visto Te. Volevo chiedere dove fosse il reparto ‘schifezze varie’…Ho visto te,pensato te che stavi lì per comprare un libro…e ora leggo qui…non so stare neanch’io su di un filo.non so aver pazienza in certi casi perchè forse l’istinto sa più cose di noi.non so vivere i rapporti interpersonali senza sicurezza.senza base certa. senza rispetto.SI,perchè credo si tratti di mancanza di rispetto lasciare l’altro ad attendere un qualcosa.Ho sempre creduto che le certezze che avevo in me fossero le più importanti.Che avere la consapevolezza di dare bene, di fare bene all’altro, di esserci fossero le cose essenziali,per me.Che i [non]gesti dell’altro poco importavano se io ero sicura di me, che potevo anche stare lì a guardare solamente i suoi comportamenti… ma in realtà, non è affatto così! In realtà esserci in un qualsivoglia rapporto, vuol dire assicurare presenza,anche se con paura e indecisione, con i timori e i dubbi, con le difficoltà e le paranoie.L’ho compreso adesso, che i gesti altrui valgono molto più delle parole.dei silenzi. e delle nostre idee e speranze.semplicemente, metti alle strette :-)un abbraccione,alle pringles :-)

  5. tieniti l’attesa cara, è meglio di una certezza negativa ( spero di no! )
    quando avrai il segno tra le mani poi, passerai a pensare solo a quello e sarà un ricominciare daccapo nel bene e nel male. piuttosto bisognerebbe imparare l’arte del non pensare, martellarsi il cervello con inezie di ogni genere…
    buongiorno rossxxx

  6. Le certezze le dobbiamo avere in noi stesse… quello che arriva dagli altri la ciliegina sulla torta. Condizionare il nostro stato d’animo sulla base di aspettative o attese da parte di altri ci condanna inevitabilmente a oscillazioni. Bisognerebbe essere capaci di dire… "ok, io vado per la mia strada, se vuoi esserci ne sono contenta, altrimenti ci incontreremo di tanto in tanto"… ma passare la vita ad aspettare che gli altri decidano… uhm… tempo perso :-)

  7. Penso tu non sia l’unica a non voler stare in bilico, spesso diventa una necessità per sopravvivere, anche se nella ricerca delle certezze alla fine si decide di voler vivere sulle nuvole osservando il mondo dall’alto cogliendo gli attimi.     Ajò che prima o poi le nuvole si diraderanno ed il sole diventerà anche troppo caldo, l’importante è ciò che vogliamo noi.   Un sorriso

  8. ..e’buffo ma per me l’attesa e’la parte migliore…posso immaginare cio’che voglio
    fantasticare sul bello e sul brutto…anche se so che la realta’si presentera’alla mia porta…
    pero’…quella parte prima…resta per me la migliore…un caffe’decaffeinatoo??:-))

  9. @ariel
    ti rispondo con un titolo fossatiano…. 😉
     
    "aspettare stanca…"

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