Non disonorate i caduti per la libertà!!!

Ci sono interventi scritti solo per noi stessi, per quel senso di appagamento che si prova nel rileggere nero su bianco le nostre emozioni, senza che ci importi il giudizio altrui. Poi ce ne sono tutta una serie fatta per ricevere il plauso degli altri (anche i meno esibizionisti a volte hanno queste necessità). Ci sono giorni di allegria che decidi di condividere con gli amici – anche se virtuali –  oppure giorni di tristezza in cui allinei le parole, le metti bene in fila per chiarirti la mente e le deponi su questo foglio elettronico, perché qualcuno ti dia la classica pacca sulla spalla. E poi ci sono giorni in cui si è spinti solo da rabbia: rabbia contro chi, secondo il proprio giudizio arbitrario, vi ha fatto un torto, rabbia che fa fare giri di parole tali che solo l’interessato a volte può capire.

E oggi è un giorno di rabbia.

Ma è una rabbia differente quella che sta agitando le mie dita sulla tastiera: è la rabbia che sale per veder togliere la dignità ed il coraggio ai morti, a coloro che non possono essere qui a controbattere, con le loro ragioni e con i fatti. Ci sono verità storiche che si cerca di negare, verità provate, che nessuno deve permettersi di mettere in discussione.

Chi sono io per giudicare chi può arrogarsi questo diritto? Nessuno, sono solo la figlia di uno di quei ragazzi che 65 anni fa, appena 17enne, era sulle montagne dell’appennino con centinaia di altri ragazzi, a difendere un ideale, per loro e per noi: la libertà  E oggi penso che se mio padre fosse vivo ed avesse letto questo articolo con le dichiarazioni di un ex senatore della Repubblica, mi direbbe che è ora di tornare sui monti.

 

Alla persona che ha fatto tali dichiarazioni vorrei invece suggerire di leggere non tanto i libri di storia (visto che pare che lui non li gradisca, anzi, che li consideri ‘revisionabili’ come tutti i faziosi) bensì i documenti conservati nell’archivio di Stato.

Se Genova è Medaglia d’oro al valor militare con questa motivazione,

« Amor di Patria, dolore di popolo oppresso, fiero spirito di ribellione animarono la sua gente nei venti mesi di dura lotta il cui martirologio è nuova fulgida gemma all’aureo serto di gloria della "Suprema" repubblica marinara. I caduti il cui sangue non è sparso invano, i deportati il cui martirio brucia ancora nelle carni dei superstiti, costituiscono il vessillo che alita sulla città martoriata e che infervorò i partigiani del massiccio suo Apennino e delle impervie valli, tenute dalla VI zona operativa, a proseguire nella epica gesta sino al giorno in cui il suo popolo suonò la diana della insurrezione generale.
Piegata la tracotanza nemica, otteneva la resa del forte presidio tedesco, salvando così il porto, le industrie e l’onore. Il valore, il sacrificio e la volontà dei suoi figli ridettero alla madre sanguinante la concussa libertà e dalle sue fumanti rovine è sorta nuova vita santificata dall’eroismo e dall’olocausto dei suoi martiri. – 9 settembre 1943 – Aprile 1945 »
 

 un motivo c’è.

E come è ampiamente documentato, l’atto di resa fu firmato al rappresentante delle Forze Armate del Corpo Volontari della Libertà, alle dipendenze del Comando Militare per la Liguria, mentre gli Alleati erano ancora a La Spezia, a 100 km di distanza, quando la sera del 25 aprile 1945, i genovesi, finalmente liberi, potevano riversarsi in via XX Settembre e a Piazza De Ferrari.

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(VIA xx SETTEMBRE – FOTO DA www.immaginidistoria.it )

 

Colgo poi l’occasione per ringraziare uno degli ultimi ‘Grandi Vecchi’, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitanoche onorerà la memoria dei Partigiani proprio nella giornata del 25 aprile qui a Genova, unico dopo un altro grande figlio di Liguria, Sandro Pertini.

 

Tutto ciò per non essere indifferente. E per essere partigiana.

 

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13 risposte a “Non disonorate i caduti per la libertà!!!

  1. quelli come l’ex-senatore (ex- per fortuna) che gentaglia….
     

  2. Corso Gastaldi, Via Buranello, Via Fillak … non sono poche le via di Genova intitolate ai Partigiani, e ex-partigiani se ne trovano a bizzaffe. Genova è stata liberata dai partigiani, lo sanno tutti, ho sentito anche Gianni Minoli che lo diceva ieri mattina su raitre,Quello che dice certa gente ignorante come quel ex senatore non meriterebbe nemmeno di essere pubblicato. E che non mi si venga a dire che uno è libero di pensare quello che vuole e che devo rispettare le idee altrui, quello che è scritto è scritto, nell’atto di resa delle forze tedesche a Genova non vengono nemmeno menzionati gli alleati, se qualcuno dice il contrario deve essere etichettato come ignorante. mi fa schfo solo pensare che una persona così si sia seduto al senato.

  3. @Tore
    Paolo Reti, Stefano Canzio, Dondero, Reta, viale Brigate Partigiane, Bisagno e Liguria…
    Genova è stata ridisegnata con i nomi del sangue dei suoi partigiani.
    E’ mostruosa l’ignoranza che ci viene spacciata per cosa? equità storica? no.. è solo prevaricazione, lo stesso sentimento che nel 1922 ha portato qualcuno a Roma col pretesto di un partito ‘sociale’…
     
    Occhi aperti e ben vigili… è un consiglio…

  4. Mancanza di rispetto e intolleranza sono le scintille che devono farci tenere gli occhi sempre aperti.
    Brava Rossa, bellissimo post!

  5. come ha concluso il giornalista a fine articolo, stiamo assistendo alle stesse sceneggiate post- elezioni del ’94. fai bene ad essere arrabbiata e anche se non ho un babbo partigiano sono arrabbiata con te. se pensano di cancellare dalla memoria storica dell’italia anche questo si sono sbagliati di brutto. siamo o non siamo resistenti?
     

  6. un pò di rispetto nella vita non guasterebbe e un pizzico di umiltà anche….e riconoscere a Cesare quel che è di Cesare….lodare il coraggio e ricordare chi ha donato la propria vita per i propri ideali…e innanzitutto ricordarsene …e non far finta che non sia successo…. odio questo tipo di politicanti.-
     
     
     

  7. La libertà di espressione per certa gente è più un danno che un privilegio …

  8. Secondo me le dichiarazioni di uno come Selva, che si fa portare in ambulanza a carico del contribuente per andare in uno studio televisivo, dovrebbero essere assolutamente ignorate… Ma purtroppo non è il solo. Anche il comportamento della Moratti è disdicevole, perché gli impegni si possono anche modulare sulla base delle priorità, e evidentemente il 25 aprile per lei non lo è. Lo è stato solo l’altro anno, quando, come pura provocazione, si era ricordata di avere un genitore ex partigiano e lo aveva accompagnato alla sfilata per provocare le reazioni della gente (e dei soliti fessi che ci cascano) 

  9. @Federico
    Infatti, tra i miei ragionamenti, dopo la rabbia per le dichiarazioni fatte in campagna elettorale da Dell’Utri, dopo la lettura di queste ‘dichiarazioni’ di Selva, uno dei miei pensieri (poco edificante a dire il vero) è stato quello di cercare di capire il PERCHE’ gli si dia tale importanza da riportarle. Nessuna remora da parte di chi pubblica notizie per il gusto di provocare reazioni?
    Ieri sera pensavo anche alla Moratti, che dopo i danni fatti prima in RAI, poi con la riforma scolastica, continua imperterrita nel volersi attirare le critiche e mi domandavo anche qui il perchè.
    A questo punto credo di essere io quella curiosa…

  10. Sono con te. Non servono altre parole.
    Affettuosamente
    Linapersempre

  11. Ma la finisci di scopiazzarmi… figlia di navigante e partigiano… con due genitori che si sono amati come due fidanzatini fino al loro ultimo giorno insieme…  mille altre cose che adesso non mi vengono in mente e scopro leggendoti…
    Ecco pensandoci bene forse sono io che ho scopiazzato….Uhmmm…
    Scherzi a parte i nostri genitori sono riusciti a trasmetterci molto bene i valori della Resistenza ma noi siamo capaci di fare altrettanto con i nostri figli? Io ci provo.
    Mi associo, non indifferente e partigiana.
    Ciao Ross,
    Carla

  12. Voglio
     – sottolineare l’ottima analisi che fai nella premessa sulle motivazioni, che sono alla base di un post;
     –  evidenziare che il personaggio, cui ti riferisci:
    è persona apprezzabile per aver avuto il buon gusto di essersi dimesso dopo la mascalzonata dell’ambulanza;
    ancora più apprezzabile per la coerenza con cui, poco dopo, ha provveduto a ritirare le dimissioni;
    straordinariamente apprezzabile per le motivazioni date al ritiro delle dimissioni:" I cittadini mi invitano a restare e perciò ritiro le dimissioni"," Assumo su di me la reponsabilità politica di ritirare le dimissioni presentate con lettera l’11 giugno. Lo faccio per rispetto vostro", "E’ mio dovere  e rispetto per voi. Se voi mi assolvete potrebbe sembrare la casta che si autodifende"
    Mi ricorda uno spot "con quella bocca può dire ciò che vuole".

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