Turisti o viaggiatori?

Qualcuno ha definito il XX secolo, l’era della mobilità e questo è innegabile.
I trasporti sono cresciuti in modo a dir poco esponenziale, così come la  riduzione dei tempi di viaggio. Dalle  tradotte dei primi del secolo si è passati a treni a lunga percorrenza, per arrivare agli Eurostar che collegano le quattro città dorsali (Milano Bologna Firenze e Roma) in 4 o 5 ore al massimo (qui, confesso la mia carenza… mai preso un Pendolino, se non sulla sola tratta Milano Bologna…).
E il viaggio in treno ha da sempre affascinato tutti. Chi non ricorda le prime gite scolastiche, dove orde di ragazzi diventavano ‘padroni’ del treno, e lo ingentilivano con lazzi e canti? E gli incontri che si fanno sui treni sono poi estremamente interessanti: dalla casalinga con bambini al manager che col suo PC si estranea da tutti, dal signore anziano che chiede a tutti ‘quanto manca a…?’ ai preti. Una vita fa, quando facevo la pendolare dell’weekend, ricordo che tutti i venerdì sera trovavo sul Torino – Firenze un frate astigiano, credo dei Carmelitani scalzi, che andava a Viareggio dalla sorella. Era una bella presenza (nonostante la mia reiterata antipatia per tutto ciò che riguarda la religione ed il clero), simpatico, alla mano ed arguto, ed era rassicurante. Devo confessare anche che ancora oggi, quando peregrino in treno tra Genova e Milano ho sempre fatto degli ottimi incontri, probabilmente perché ho un volto che ispira o perché riesco a comunicare. Non lo so. Qualcuno mi dice che io riuscirei a parlare anche con i muri.
Per non parlare poi del mito che ancora oggi resiste: il famoso viaggio sull’Orient Express, che da Londra attraversa l’Europa, con le sue carrozze retrò, col fascino del wagon-lit e del restaurant degno della Tour d’Argent! E non ditemi che non avete mai sognato di fare un viaggio così, senza guardare l’orologio… quasi fermi nel tempo..
 
E poi ci sono gli aerei. Puoi decidere di passare la serata a Londra ai Theaters e rientrare in ufficio il pomeriggio del giorno successivo, oppure farti un weekend a madrid a praga a Parigi o a Palermo e tutto in tempo per tornare a produrre il lunedì mattina. Viaggi a medio raggio per cui una volta si attendevano le ferie agostane, perché molto del tempo lo si sarebbe perso in viaggio tra treno ed auto.
Tutta queste facilitazioni hanno però fatto regredire secondo me la mentalità dell’uomo. Prima il viaggio era scoperta, oggi è solo trasferimento. Nella durata del viaggio si comunicava con le persone, oggi si sale in aereo ‘finestrino o corridoio?’ e il tempo di leggersi il giornale ed il viaggio è terminato. Dal treno si vede scorrere il paesaggio, dall’aereo se sei fortunato a volte vedi i monti innevati o il mare.
L’importanza della meta ha sostituito quella del viaggio. E di conseguenza ci sono meno viaggiatori e più turisti mordi e fuggi, gente che non ha il tempo di adeguarsi a luoghi differenti dal proprio, persone che all’estero cercano i propri luoghi, che vivono il viaggio solo all’interno del proprio gruppo. Ci sono molte più possibilità per accrescere la propria conoscenza e non le sfruttiamo come potremmo.
 
La vigilia di un viaggio a medio raggio in treno è sempre stata ricca di quella sana agitazione ‘da partenza’, a metà tra la preoccupazione per qualche intoppo e la voglia di vedere troppe cose. Se si viaggia in aereo, si programma tutto nei minimi particolari, e all’ultimo minuto un taxi e via.
 
Come ho fatto io oggi. A mezzogiorno chiudevo casa a Genova, … alle 14,30 ero a spiare sopra l’ala di un CRJ 9000  se sull’Etna a quota 3000 ci fosse ancora neve…
 
Ma il posto accanto a me era vuoto, e non ho parlato per tutto il viaggio se non per chiedere allo steward un bicchiere di succo d’ananas…

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5 risposte a “Turisti o viaggiatori?

  1. Ma di chiacchiere ne farai tante ora che sei atterrata 😉

  2. la tua teoria è ben definita nel film "un thè nel deserto"
    forse tu conosci anche il libro. sinceramente nell’insieme non mi è piaciuto ma quella disquisizione su viaggiatori e turisti mi è rimasta dentro!

  3. buona vacanza dolcezza!

  4. Già, sarebbe interessante incontrarti per caso in viaggio.Magari un lungo viaggio, eheh. Penso che daresti sfogo alle tue qualità mgliori !Comunque sia, anche un viaggio fatto nella riflessione interiore ha una sua ragione di esistere.Un lungo viaggio in solitaria, senza parlare, senza tempo, lì fermo, con una sola cosa da fare, …… , concigliarsi  con se stessi, concedersi il privilegio di essere gli unici interlocutori del proprio essere.Io mi ci trovo bene, come anche incontrare persone. Va da sè, la vita, ed il suo viaggio.Un saluto da Beijing.Fabrizio

  5. appena hanno saputo che eri sull’aereo c’è stato il fuggi fuggi da quel posto vicino al tuo,
    la compagnia non fornisce cuffie o tappi per le orecchie….

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