La matematica non è un’opinione

O almeno, questo è ciò che mi predicava sempre il vecchio prof di matematica. I numeri non mentono: 2 + 2 fa sempre quattro.
Poi, crescendo, ti rendi conto che non è sempre vero. Formule, espressioni algebriche, rigore e ginnastica mentale per studenti: tutto al vento. Mentre da una parte ti si insegna a risolvere equazioni, dove non sono ammesse eccezioni, quando inizi a studiare ragioneria, con la sua partita doppia ed i suoi bilanci, capisci che se ‘quei’ numeri li sposti, beh il risultato non è sempre lo stesso.
Ok, ti dici, è la riprova della proprietà matematica: invertendo l’ordine dei fattori il prodotto non cambia.
Apparentemente. Perché ‘chi’ leggerà quei dati avrà un’idea differente.
 
Ma ormai il dubbio è entrato in te. Guardi i numeri che ti danzano davanti e non credi più al loro essere "super partes". A suffragio di questo dubbio, ecco che arriva la statistica. Una scienza fatta di numeri, di percentuali, che alla fine devi leggere ed interpretare. Soprattutto se si tratta di sondaggi, pubblici o privati. Se ti fermi solo alla lettura di grafici, che siano istogrammi, torte, colonne, o diagrammi cartesiani, hai una percezione della realtà esclusivamente visiva, e soprattutto di effetto. Se leggi le interpretazioni ufficiali, ne hai un’altra. Se ragioni sui dati di legenda che identificano il campionamento (tipologia dei soggetti presi a base, età, area geografica, ecc.), ne avrai ancora una terza.
 
Ecco che sondaggi e statistiche, anche se non volontariamente ‘pilotati’,  danno una rappresentazione distorta della realtà o, nella più rosea delle ipotesi, incompleta.
 
Come il risultato che emerge da questo sondaggio
 

 

Quindi  meditate gente, meditate…

Creative Commons License
Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons
Advertisements

13 risposte a “La matematica non è un’opinione

  1. non voglio essere presa per una razzista…ma da quando il mondo nomade è sito nella nostra città…la gente che abita nei paraggi delle loro baraccopoli han finito di vivere tranquilla…ieri la mia amica Anna che ha traslocato da poco,in attesa che blindino la porta di ingresso,non è potuta uscire di casa,in quanto due zingare ( una incinta accompagnata da una di 13 anni circa)…[conoscono tutti i trucchietti per non farsi arrestare]…sono state avvistate dentro al palazzo che tentavano di aprire gli appartamenti senza protezione…per me  che non sono una matematica fare 2 più 2 viene semplice e non mi faccio condizionare dalla politica…-

  2. In diverse occasioni e sempre per motivi professionali, ho avuto l’occasione di entrare in contatto con società che si occupano di sondaggi ed analisi di mercato (perché di questo si tratta). Sono giunto alla conclusione (opinione del tutto personale) che i sistemi di valutazione di un contesto attraverso le scienze statistiche sono potenzialmente in grado di fornire esiti non conformi con lo scenario reale a causa della configurazione del campione rappresentativo dell’universo. Con questo non voglio proprio dire che la scienza in se sia viziata di un peccato originale ma sicuramente può essere condizionata. Sul sito dell’ISTAT è possibile scaricare un manualetto, per altro di facile lettura, su come si deve condurre una ricerca seria. Ciò che penso è che la realtà sia assai diversa. Penso che gli estremi siano molto più ampi in quanto i modelli analitici prefigurano l’osservazione migliore nella parte centrale dei campioni scartando massimi e minimi. In altra parole, senza entrare nel merito delle conclusioni dell’articolo che per altro manca dei dati scientifici sulla natura dell’indagine, sul sistema di rilevamento (valori assoluti, relativi o scale di Likert, eccetera) credo che in virtù della natura di questo forme di osservazione i dati reali potrebbero essere ancora più estremi. Infine cara Ross, nell’essere sostanzialmente d’accordo su alcune osservazioni che offri non posso però non ricordare un parametro di sicurezza analizzato a livello nazionale ed europeo che si chiama “grado di sicurezza reale e percepita”. Questo fattore è difficile da riportare in qualsiasi sistema di sondaggio perché il campione scelto dovrebbe essere in grado di esprimere dei significati che nella maggior parte delle persone non sono neanche “immaginati”. Non abbiamo adeguata cultura e purtroppo, non potrà crescere aprendo i confini, anzi. Per ora è un grave problema interno (continentale).

  3. Sono felice che entrambi abbiate letto l’articolo di Repubblica linkato, ma il mio post non voleva essere una presa di posizione pseudo politica sul contenuto. Le mie idee le conoscete entrambi, e non è questa la sede per un mio intervento.
    Come ho detto, è proprio il modo di fare indagini statistihe, sondaggi, ricerche di mercato (come dice Tullio) che volevo mettere sotto accusa. So bene che per quelle ufficiali esiste il manuale ISTAT di riferimento, a norme europee, e che gli organismi ufficiali (come il Censis) applicano alla regola. Ma quando questi dati diventano pubblici – o meglio – diventano il ‘prodotto’ che la stampa deve vendere, perdono la loro naturale efficacia. A maggior ragione i sondaggi e le ricerche di mercato private che esulano da questo contesto di ufficialità.
     
    Quello che vorrei dire è che grazie ai media tradizionali, come per la pubblicità, esiste una … chiamiamola direzionalità?… un pensiero ‘indotto’… che non rispecchia la realtà. Potrebbe essere tacciata anche questa di pubblicità ingannevole. O condizionamento. Fate voi.
     
    @Tullio
    D’accordo con te che l’allargamento, dettato da ragioni meramente politico-economiche, sia stato precipitoso. L’Europa, nonostante sia stato il primo continente a colonizzare, non ha cultura adeguata.
     
    @Rò
    Sono certa che tu non sia razzista, e capisco la paura. E’ la tempistica che mi sconcerta.
    Ti racconto un fatto: giovedì sera sono stata in piscina. Salgo negli spogliatoi al primo piano (vi si accede dopo aver vidimato l’abbonamento all’ingresso principale) e metto borsa ed effetti personali nell’armadietto che chiudo con lucchetto personale, come tutti, ad edcezione delle scarpe. Un’ora dopo, quando salgo dalla vasca, vedo una ragazza che sta cercando sotto le panche e le chiedo cosa avesse perso. I suoi stivali. Dopo aver frugato ovunque la realtà è apparsa chiara: le avevano rubato gli stivali.
    E in palestra di zingari non ne salgono…
     

  4. LA STATISTICAdi Trilussa
    Sai ched’è la statistica? È na’ cosache serve pe fà un conto in generalede la gente che nasce, che sta male,che more, che va in carcere e che spósa.Ma pè me la statistica curiosaè dove c’entra la percentuale,pè via che, lì,la media è sempre egualepuro co’ la persona bisognosa.Me spiego: da li conti che se fannoseconno le statistiche d’adessorisurta che te tocca un pollo all’anno:e, se nun entra nelle spese tue,t’entra ne la statistica lo stessoperch’è c’è un antro che ne magna due.

  5. non so da dove venga e se la statistica potrebbe dircelo,
    ma la sensazione di insicurezza c’è,
    ed è forte

  6. Nica la matematica è una scienza complessa e variegata.
    E anche plasmabile.
    I numeri racchiudono un fascino ineguagliabile perchè non solo indicano una quantità ma racchiudono un mondo pieno di meraviglie.
     
    Mi perdoni se non leggo il lunghissimo articolo?

  7. sondaggi a parte un problema c’è, ma non è SOLO quello che ci fanno vedere: ho avuto modo di esprimere la mia idea in proposito qui

  8. Ciao Ross.Bella storia, ma nulla di nuovo.Bacio.Fabrizio

  9. @Capitan Gattock
    Come ho già detto… non è in discussione il problema sicurezza.
    E’ discutibile l’interpretazione che viene data delle indagini di mercato dei sondaggi e delle statistiche che ci vengono propinate. E’ in discussione l’atrofia mentale di cui la maggior parte delle persone soffre.
    E’ in discussione avere al proprio attivo troppe ore di TV e sempre meno ore di studio e di formazione.
    E’ in discussione l’ignoranza dilagante su cui certi ‘poteri’ hanno vita facile
     
    E la matematica è una scienza, variegata. Che sia plasmabile… beh, è un eufemismo ma a quanto pare, è la realtà.
     
    Ma io non ci sto. Cartesiana fino in fondo.
     

  10. @Mauro
    Sono d’accordo con te. E’ una sensazione creata ad hoc.. e molti non se ne rendono conto.
    Sta qui il segreto dell’informazione e della matematica plasmata.
    Gli episodi che scatenano questa insicurezza vengono ingigantiti, altri vengono taciuti. E se ci fai caso, alcuni sono ‘periodici’ come a voler rappresentare lo scenario che prelude ad una o all’altra decisione.
    E’ tutta una commedia di cui noi siamo attori involontari.

  11. Vuoi mettere la Kabbala….

  12. Ross, personalmente me ne fotto alla grande di sondaggi e statistiche: preferisco toccare con mano e vedere con i miei occhi

  13. @capitan Gattock
    Appunto! stai dicendo quello che dico io… ma in quanti siamo a metterlo veramente in pratica???

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...