E per una volta, acculturiamoci!

…“però non ho mai detto che a canzoni
si fan rivoluzioni
, si possa far poesia”…

 

Parafrasando il Maestro, non credo che questi nostri spazi possano andare oltre la semplice informazione (e a volte di parte, ammettiamolo…), o il divertissement estremo, che va dal puro esibizionismo personale, al voler ricevere il plauso dei viandanti della rete, alle acrobazie verbali nulla tendenti…

 

Ma… ecco… a volte capita invece di trovare da un amico/a qualcosa che, anche se copia/incollato e con tanto di fonte citata, fa riflettere. E’ stato il caso di questo passo di Alexis de Tocqueville, filosofo francese dell’800, a me quasi sconosciuto (e qui chiedo venia ad una persona, che non leggerà mai questo post.. per mia fortuna Animoticon). La lettura di questo passo ha immediatamente fatto scaturire la mia voglia di “saperne di più” sull’autore (si ringrazia Wikipedia per l’auxilium!), ma soprattutto mi ha lasciato di stucco la sua estrema attualità (ed applicabilità).

 

A voi il giudizio… perdonando le mie pretese sociologiche…

 

[…] Può tuttavia accadere che un gusto eccessivo per i beni materiali porti gli uomini a mettersi nelle mani del primo padrone che si presenti loro. In effetti, nella vita di ogni popolo democratico, vi è un passaggio assai pericoloso. Quando il gusto per il benessere materiale si sviluppa più rapidamente della civiltà e dell’abitudine alla libertà, arriva un momento in cui gli uomini si lasciano trascinare e quasi perdono la testa alla vista dei beni che stanno per conquistare…

 

Se un individuo abile e ambizioso riesce a impadronirsi del potere in un simile momento critico, troverà la strada aperta a qualsivoglia sopruso. Basterà che si preoccupi per un po’ di curare gli interessi materiali e nessuno lo chiamerà a rispondere del resto. Che garantisca l’ordine anzitutto! Una nazione che chieda al suo governo il solo mantenimento dell’ordine è già schiava in fondo al cuore, schiava del suo benessere e da un momento all’altro può presentarsi l’uomo destinato ad asservirla.

 

Non è raro allora vedere sulla vasta scena del mondo delle moltitudini rappresentate da pochi uomini che parlano in nome di una folla assente o disattenta, che agiscono in mezzo all’universale immobilità disponendo a capriccio di ogni cosa: cambiando leggi e tiranneggiando a loro piacimento sui costumi; tanto che non si può fare a meno di rimanere stupefatti nel vedere in che mani indegne e deboli possa cadere un grande popolo. […]

 

(Alexis de Tocqueville – tratto da ‘DEMOCRAZIA IN AMERICA’ – 1840)

 

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8 risposte a “E per una volta, acculturiamoci!

  1. Questa citazione non mi è nuova 😉

  2. molto contemporaneo….

  3. secondo me il visconte (sono andata a documentarmi 😉 !!!) non era un "filosofo francese dell’800" … ma un … "veggente francese dell’800" … ed aggiungerei anche … "piuttosto bravo"!!!! :)
     

  4. Cara Rossana, ottima idea. A. De Tocqueville si può anche definire uno scienziato della politica ed un padre spirituale del liberalismo, proprio per questo senza timori né titubanze nei confronti della nascente democrazia americana…

  5. Il casus belli che citi mi porta a fare altre considerazioni. La prima, e più strutturale, riguarda il modello di democrazia rappresentativa nella quale viviamo. Essa non permette di garantire il pluralismo (maggioranze ed opposizioni) a causa della natura stessa del forma di rapporto fra coloro che delegano attraverso il voto rispetto all’azioni del rappresentante eletto che non è in grado di creare un continuum relazionale. Viviamo in una democrazia imperfetta (già affrontai lo spinoso problemino ricordando Platone: VIII Libro de “La Repubblica” – “il governo dei molti”. Ora accade che il “rappresentante” finisce con il “non rappresentare” coloro che lo hanno scelto divenendo tanto autoreferenziale quanto distaccato. In secondo luogo non dimentichiamo la piramide di Maslow con le implicazioni che questa comporta nelle percezione dei bisogni oggettivi delle persone. In terzo luogo il problema non sta in chi arriva ma in cosa è stato lasciato.Se in una società si è permesso che per anni si potesse demolire il sistema delle relazioni, in ogni ambito e settore, in modo tale che fra fare il bene ed il male praticamente non vi alcuna differenza in termini di reazione sociale, chiunque, apparentemente capace di modificare questo “non stato” ha la possibilità di emergere. Se su questo si aggiunge che l’ignoranza crescente, ovvero, la inconsapevolezza della stragrande maggioranza delle persone, nel comprendere che è obbligatorio aumentare il livello di “partecipazione” alle dinamiche dei gruppi, allora ci troviamo davanti ad una minaccia annunciata e per certi versi inevitabile. Non posso accusare la società, in generale se le cose vanno male, accuso tutti, me per primo, per lo scarso apporto al miglioramento del sistema. Chiudo, altrimenti vado avanti un’ora e non voglio scrivere più cose lunghe, dicendo che la base di ogni gruppo, organizzazione, interorganizzazione ed a salire fino alla dimensione di uno stato è fatto di persone, individui. Finché deleghiamo alla cosiddetta società questa responsabilità di comprensione e gestione operativa delle funzioni del cittadino non faremo un passo avanti per crescente mancanza di anticorpi. A peggiorare poi la situazione ci si mette anche la visione di quel potere forte che ha bisogno di tenere gli standard delle relazioni a livelli ben calibrati per poter generare livelli di bisogno “alternati”, talvolta “paralleli” a quelli reali. Una volta aveva nomi e cognomi, ora si maschera sotto tante “assemblee dei soci” quasi sempre estranei alla specifica area strategica di affari (ASA). Bastaaaa, che pizza!!!. Troppo lungo. Baci Baci. T.

  6. Chissà perchè ma l’Avvelenata compare spesso fra le citazioni.
     
    :-)

  7. perchè, michele, l’avvelenata è l’avvelenata e più versatile di così, si muore! in fondo c’è sempre qualcuno con cui prendersela:-)
    anche la " democrazia in america " non scherza! ogni tanto mi capita di imbattermi in qualche blog dove viene citato… come è successo per te, ross!
    sempre attuale, è fuori di dubbio!

  8. corsi e ricorsi storici, ed il Vico non ci andava leggero…

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