Kalliste… “la più bella”

Ed eccomi di ritorno! A dire il vero, come da programma, sono rientrata il 22, ma ho avuto bisogno di qualche giorno per ‘metabolizzare’ il mio rientro, cioè disfare e riporre i bagagli, fare qualche lavatrice, sostituire la batteria della mia auto, ecc., insomma tutti quegli imprevisti che ti attendono al rientro dalle vacanze, insieme alle varie bollette. E quest’anno, grazie ai 39 gradi presi durante la sosta sul piazzale di imbarco di Bastia e l’aria condizionata a stecca della M/N Moby Wonder, a queste noie, si è aggiunta anche una bella infreddatura che mi ha messo KO per due giorni!
 
Ad essere sincera, ho anche riflettuto e molto sul taglio da dare a questo post: cronaca da National Geographic (con tanto di documentazione fotografica) o Diario del Viaggiatore insoddisfatto? Cercherò di mediare e vedremo che ne uscirà fuori…
 
"Kalliste", ovvero ‘la più bella’, è il nome che i Greci diedero alla Corsica. E non si sbagliavano. Di sicuro ha panorami mozzafiato, coste diversissime tra loro e angoli da scoprire. Si discute ancora oggi sulla sua orgine morfologica, vicinissima alla Sardegna, ma dissimile, con due versanti (occidentale ed orientale) diversi tra loro, uno roccioso, spazzato dal mistral, e l’altro basso e sabbioso che si innalza solo con le falesie di Bonifacio, relativamente vecchia come formazione orografica, ma con le sue cime che raggiungono i 2800 metri del Monte Cinto. Tra le teorie più accreditate sulla sua formazione c’è quella che vuole quest’isola come un frammento staccatosi dai monti dei Maures e dell’Esterel della costa mediterranea francese, teoria che accrediterebbe le mire che la Francia ebbe da sempre per quest’isola. Punto di approdo delle rotte dei traffici del Mediterraneo, l’isola dopo le invasioni di Fenici, Greci, Pisani, Bizantini e Aragonesi, fu a lungo di proprietà della Repubblica di Genova, che contribuì alla sua fortificazione e difesa con le ‘tours genoises’ che si ergono lungo tutte le sue coste. Con il trattato di Versailles del 1769, i Genovesi furono costretti a cedere la Corsica alla Francia, paese da cui i Corsi cercano da sempre di ottenere l’indipendenza. Questi in breve i cenni storico-geografici che chiunque si appresti a visitarla deve avere ben a mente per meglio comprendere la sua ‘anima’: come tutti i luoghi soggetti ad invasioni dal mare, gli autoctoni sono chiusi e schivi, e per meglio racchiudersi in comunità tengono in modo particolare alla sopravvivenza della loro lingua, ‘il còrso’, come elemento non solo distintivo ma di identità nazionale.
 
Da viaggiatrice, non è la prima volta che vado in Corsica, e, sinceramente non è mai stato nelle mie corde recarmi troppe volte nello stesso posto. Capisco che sia un mio problema, ma, a mio avviso, un luogo è e rimane speciale per le prime impressioni che ti dà, come quando arrivai in Corsica la prima volta nel 1984. Fu una vacanza breve e due anni dopo, vi tornai con l’intenzione di visitare, girando questa volta in moto, i posti che non avevo visto.
 
Tornare oggi, dopo 25 anni, in Corsica mi ha deluso: fermo restando il paesaggio naturale che è rimasto immutato, ho trovato un’isola estremamente turistica, molto più ricettiva, con nuove strutture e strade ‘degne’ di un paese europeo, ma tutto ciò ne ha snaturato il suo carattere selvaggio. Se a ciò aggiungiamo che la concorrenza nel settore marittimo ha portato ad una vera inflazione di compagnie che ogni giorno riversano a Bastia Ajaccio e Calvi migliaia di turisti, credo si possa comprendere la mia delusione. Non solo per l’affollamento dei luoghi, ma per la cementificazione, con il proliferare di alberghi, residences, ecc. per le code dovute al traffico veicolare, per la trasfomazione di villaggi tipici in ‘posti per turisti’. Ricordavo le boutiques di Porto Vecchio e Bonifacio con i loro coralli e conchiglie, ho trovato negozi che vendono i classici souvenirs, rigorosamente tutti con la sagoma della corsica ed il suo pirata con la benda sull’occhio, e che spacciano plastica per corallo rosso. I tipici ristorantini di pesce sono diventati una succursale dei ristoranti italiani e servono tagliatelle e lasagne, per non parlare della pizza.  Ho visto torpedoni sbarcare orde di turisti in infradito ai piedi della valle della Restonica e sulle Calanches tra Piana e Porto. Sarà la globalizzazione? mah… per fortuna la lunga scalinata ed il tempo cupo hanno risparmiato la spiaggia nera di Nonza…
 

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Comunque, critiche a parte, ho passato nove giorni all’aria aperta, in campeggio, come non facevo da sei anni, e questo mi ha dato l’esatta misura del tempo che passa… soprattutto se ne sono rese conto le mie ginocchia Sorriso. Ho capito che per il prossimo anno, mi devo allenare!

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Ah e un’ultima cosa, LAST BUT NOT LEAST: devo anche ricordarmi la prossima volta di partire da sola… Imbarazzato

 

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15 risposte a “Kalliste… “la più bella”

  1. Non ti devi allenare al campeggio, devi proprio appendere al chiodo la tenda!

  2. Ebbene lo ammetto, cara amica, sono in linea con Marilù. Si … la tenda è stupenda,secondo me, quando la usano gli altri. Ora magari girerei di pensione in pensione o giù di lì ma a bordo di una moto e non più in tenda.
    Abbiamo già dato. Stop.
    Sull’andare da soli … e meno male che lo hai messo in fondo anche se importante … I agree.

  3. O da sola o portandoti qualcuno che ti aiuti ad alzarti quando esci dalla tenda?! 😉
    Bentornata :-D

  4. quello e’ il tuo lettuccio !!!!!!
     
    ciao ben tornata ……

  5. ohhh sì
    la più bella sei tu,
    pettinata così!!!

  6. prometto: domani leggo tutto il post con calma … ora sto troppo scomoda per farlo … però … non posso passare senza darti il mio BENTORNATA!!! :)a domani … baci!!!

  7. Prima di tutto, di nuovo, bentornata… Per me che in Corsica non ci sono mai stato, questa tua cronaca non me la porta ai primi posti della classifica dei posti da sognare… Tuttavia so che il triste destino di cementificazione e sovraffollamento è comune a tantissimi (un tempo) meravigliosi luoghi… Pochissimi sfuggono. E il "disastro" è ancora più visibile nel pieno della stagione turistica. Io, per esempio, che frequentavo Ponza regolarmente 25 anni fa, ho paura a ritornarci, per paura di quello che potrei trovare.
    Sull’ultima tua frase, buttata lì, forse bisognerebbe approfondire un po’ di più…
    😉

  8. bentornata ros adoro il campeggio e non sono mai stato in corsica.concordo con te un pò d’allenamento e insisti a fare ciò che ti piace,per il resto il progresso ovunque da i suoi pro ed…..
    un bacione di bentornata 

  9. Mai stata in Corsica anche se la descrizione fatta in passato dai miei amici mi incuriosiva molto. Penso che sia inevitabile che quando un posto viene scoperto dalla massa, questo perda il suo fascino.
    Partire da sola? no… magari selezionare la compagnia giusta ;-))

  10. se ci vengo con la mia tenduccia mi ci porti la prossima volta in campeggio in corsica??
    bentornata cara ross:-))

  11. ogni promessa è debito!! ed eccomi di nuovo qui … con qualche cognizione in più sulla corsica!!! 😉
    io non ci sono mai stata (ma anche della sardegna conosco pochissimo)!! andiamo per punti!!
    a) la "globalizzazione": il fatto che in 25 anni la corsica sia "cambiata" e si sia "commercializzata" mi sembra, ahimè, il normale frutto dell’era moderna …
    b) vacanza in tenda: complimenti!!! io del campeggio ho un lontanissimo ricordo, l’ho fatto una sola volta ed avevo 21 anni, ma so che non è "cosa" per me (quantomeno non lo è per la mia schiena malmessa!!) …
    c) vacanze da "single": ecco, qui non mi trovi d’accordo … ma d’accordissimo!!! per fortuna l’ho imparato da tanti anni e non ci casco più!! si può anche andare con altre persone ma si deve essere "indipendenti": alloggi diversi, mezzi di locomozione propri!! 😉
    di nuovo bentornata!!!!
    un abbraccio!!

  12. grazie di cuore biddazza……..sai…uno dei miei sogni è quello di poter viaggiare cm fai tu……mi blocco a guardare quelle foto…..baciuzzi….NICA

  13. che ne pensi di una quattro posti? tu,io,Valuzza e Sangò!!!!!!!!!ehehehhehe
    un bacio e bentornata sul web

  14. Ciao Ross.
    Mi piacerebbe visitare la Corsica, da sempre fa parte dei miei "sogni".
    E’ un dato ormai acquisito che "la turistizzazione" sia arrivata ovunque e non mi meraviglierei se trovassero un chiosco con souvenir nell’interno più fitto dell’amazzonia.
    Ma …il campeggio, no…non fa per me.
    Preferisco ridurre il periodo di vacanze ma…bagni in comune "NO GRAZIE!"
    a presto
    Fab

  15. La prima volta che ci sono stata era nel 1990 nella zona di Porto Vecchio, alla Palombaggia (mi pare) Tra Porto Vecchio e la Baia di Santa Giulia c’erano spiagge  da favola tutte facilmente accessibili e libere… Tornata dopo 10 anni tutti gli accessi alle spiagge erano a pagamento… Che delusione!!!! Sì la natura è sempre la stessa ma….. Mi sono trovata anche molto bene, sempre nel 2000, nella zona tra Ajaccio e Bonifacio ma immagino che ultimamente le cose siano cambiate…
    Per quanto riguarda il campeggio non è comodissimo ma si sta così bene… L’ultima volta sono stata 4 anni fa a Castellamare del Golfo in Sicilia.. Se ti capitasse è bellissimo come posizione e si sta da favola!!!
    Ciao Ross 

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