The day-after 2

‘Ti  alzi che sono le 6 meno dieci?’

Butto un occhio distratto alla finestra. E’ ancora buio fuori.  E tra i sogni penso ‘ma chi è che rompe???’

Poi riconosco la voce di mia sorella e di soprassalto ricordo: devo accompagnarla al lavoro, per recuperare la mia auto e dopo accompagnare Mauro in aereoporto.  Scendo di corsa dal letto e un indolenzimento generale mi ricorda subito ‘cosa’ è successo ieri…

Una giornata intensa e piacevole, a spasso per Genova, rigorosamente a piedi, per fare da "padrona di casa", insieme a Donatella ai partecipanti al BAR CARUGGI! A bocca aperta 

 

La giornata non era iniziata nel migliore dei modi: le previsioni avevano dato temporali  ed erano state rispettate in pieno, già dalla notte di venerdì. Il cielo plumbeo del mattino non prometteva nulla di buono. Impavide, sotto una leggera pioggerellina, ci siamo avviate all’appuntamento alla stazione Brignole, dove avrebbero dovuto convergere i partecipanti al meeting, come indicato da Nando sugli inviti all’evento. Dopo un primo momento di smarrimento per le condizioni meteo, superato con una scrollata di spalle, avendo valutato i percorsi alternativi (portici vari, musei e visite ad antichi palazzi, anziché l’itinerario originariamente previsto) ci siamo messe in paziente attesa.

Inorridite, abbiamo subito appurato che gli altri due ‘organizzatori’ avevano ceffato l’orario di arrivo, perché da Milano non era previsto nessuno treno a quell’ora: ci siamo consolate dicendoci che questo non competeva alla nostra organizzazione, avevamo persino ‘regalato’ ai nostri ospiti una Genova a festa per la Notte Bianca, e che per il tempo atmosferico, beh, in questo caso non potevano non ammettere i nostri limiti.

 

Forse premiate per lo stoicismo (sotto la pioggia, smanicate, ma soprattutto io con un piede convalescente da una frattura antipatica), siamo state graziate dal cielo che, con un vento di libeccio, ha spazzato le nuvole e fatto apparire un caldo sole settembrino, contornato da un blu intenso. Nel frattempo, avevamo recuperato i nostri amici che, giunti all’altra stazione principale di Genova, ci avevano raggiunti con un treno locale e con nostra sorpresa e piacere, si è aggiunta a noi una new entry, la valtellinese Grazia.

L’orario dell’appuntamento generale era ormai ampiamente passato, e abbiamo quindi concluso che eravamo solo noi 5. Ok, vada per il solito ‘pochi ma buoni’. Tore, che ci aveva preannunciato una visita lampo solo per salutare non si era visto e con terrore ci siamo rese conto di non avere il suo numero per vedere di darci un altro appuntamento in giornata. Contando sulla possibilità di collegarci in internet dall’albergo di Mauro e Nando per mandargli un pvt, iniziamo la camminata.

Poi Mauro ha un lampo di genio: tanto eravamo in debito di sms, mms e telefonate alla ‘grande assente’, quindi, perché non chiedere a lei di lasciare il pvt con i nostri cellulari a Tore? Tanto sapevamo benissimo che lei, anche se a 1300 km di distanza, sarebbe stata comunque con noi con il pensiero…

Lasciamo velocemente i bagagli dei baldi giovani in hotel e ci rechiamo in bus a Portello per portarli a vedere Genova dall’alto. Sosta per foto di gruppo di rito, con ben in mostra la Bar Caruggi Bag (handmade © Donatella) e qui mi posso divertire a ‘salire in cattedra’ per descrivere il panorama: sotto di noi sta la Genova antica e nobiliare, la città ducale, i suoi simboli che ne hanno fatto fino alla metà del settecento una repubblica indipendente, prima di piegarsi al Regno di Piemonte e Sardegna.

E’ strano scoprire come la città in cui sei nata, vivi, lavori, ti appaia quotidianamente quasi ‘invisibile’.  Ma basta che ci siano delle persone a cui farla visitare e dalla tua mente sgorga subito un fiume di parole, di descrizioni storiche, luoghi, date, fatti caratteristici, che erano rimasti sepolti nella memoria. E’ superfluo dire che io adoro queste situazioni: d’altra parte, il mio sogno di ‘guida turistica’ è ben noto a tanti 😉

 

‘E ora che avete visto Genova dall’alto, scendiamo e ci inoltriamo a vedere di persona i luoghi descritti’

Ascensore, un vicolo, e siamo in Via Garibaldi, più nota come la Strada Nuova, con i più bei Palazzi dei Rolli (ed anche i più recenti): Palazzo Bianco, Palazzo Rosso e Palazzo Tursi.  Un primo sguardo ai vicoli che scendono verso il porto, e poi da Via San Siro si entra nella zona meno nobile. Il tempo vola e iniziamo ad avere fame:  oggi si pranza con focaccia e dolci tipici (così calmiamo Mauro che si ferma ad ogni pasticceria). La zona pic-nic sotto l’acquario sarà la nostra sala ristoro, a 10 metri dal mare, dal bigo con le sue vele moderne di Okonomoy e dal galeone.

Un caffè nella galleria dell’atlantico, e siamo alla biosfera. Ci giunge gradita la telefonata di Lea che ci raggiungerà da Torino, con mezzi propri più tardi. Decidiamo di farla arrivare verso Piazza della Vittoria e quando sarà vicino a Genova le daremo le indicazioni del caso.

Il vento sta aumentando, e il volume del pulmann-palco della MTV anche: occorre spostarci. Per ovviare ad entrambi, aggiriamo Palazzo San Giorgio con i suoi affreschi e ci inoltriamo alla Loggia di Banchi, poi su per Via degli Orefici fino a Campetto. Qui un attimo di indecisione, poi propongo una piccola deviazione dal percorso, e ci inoltriamo nel vicolo che porta alla Madonna delle Vigne, con il suo travertino bianco recentemente ristrutturata, che abbaglia col riflesso del sole che fa capolino tra le nuvole. Torniamo a Campetto e decidiamo che scenderemo a San Matteo dopo, quindi su fino a Soziglia.

Devo dire che portar via Mauro dalle vetrine di Romanengo e Kleinguti è stata impresa ardua Animoticon ma ci siamo riuscite. Via Luccoli, Piazza Fontane Marose (dove non ci sono fontane, ma c’erano in passato, e il “marose“ sta per ‘amorose’, essendo il luogo dove si davano appuntamento le servette con i fidanzati), via XXV Aprile e, costeggiando il teatro Carlo Felice, arriviamo a De Ferrari. Ohibò… come prevedevo hanno chiuso l’acqua della grande fontana perché stanno montando il palco e l’impianto di amplificazione per il concerto della sera. Peccato, soprattutto per Nando che, tra le sue 1000 foto con soggetti vari (anche i partecipanti al tour sono stati oggetto delle sue foto e delle riprese con la videocamera… )  non avrà quella di Piazza De Ferrari.

A questo punto il mio piede chiede una tregua. Gliela concedono. Un occhio ai cellulari: di Lea ancora nessuna news. Il tempo regge, anche se ora il sole è sparito nuovamente ed è calato il vento. Come un marinaio, penso che questa improvvisa bonaccia, non è un bene. Ma scaccio il pensiero: non fasciamoci la testa prima di rompercela!

Per evitare di adagiarci, riprendiamo il cammino: entriamo a Palazzo Ducale dalla loggia laterale, il porticato con lo scalone che porta al piano nobile e alla Sala del Maggior e del Minor Consiglio, e il chiostro aperto su cui si apre il colonnato del piano nobile, e da cui svetta la Torre delle carceri, con il vessillo della città (la croce rossa di San Giorgio in campo bianco). Usciamo su Piazza Matteotti, e su verso Porta Soprana e i Piani di Sant’Andrea. Ci dirigiamo alla Casa di Colombo per avviarci poi di nuovo in via XX Settembre, sperando che Lea sia vicina a Genova.

Come evocata, arriva la sua chiamata: ‘per fare prima sono scesa in città verso l’Acquario e sto aspettando di entrare al parcheggio!!!’ mi dice tutta soddisfatta. Guardo Donatella e le comunico che Lea ci ha scombussolato i piani. Niente panico: “Io porto Grazia, Mauro e Nando giù fino alle caravelle, e tu vai ad attendere Lea. Tanto scendiamo giù di nuovo perché andiamo poi ad assaggiare i frixieu e la cioccolata”.

 

Ci separiamo ed io percorro San Lorenzo tra la folla che sta aumentando, visto che ormai sono quasi le 17 e la movida della Notte Bianca ha raggiunto il centro storico. Una chiamata di Donatella mi avverte che Lea è dal Galeone: scantono il palco MTV e finalmente un abbraccio con la ‘signora delle bolle’! La faccio rifocillare dopo il viaggio, e dopo poco ecco arrivare gli altri: foto di rito per Lea , rigorosamente con la bag , e di nuovo gambe in spalla. Ponte Calvi, Fossatello…: alt! Qui a sinistra inizia Via del Campo, resa celebre da De Andrè. Uno sguardo e capisco che ho fatto un passo falso: ora non possiamo esimerci da un’altra visita… Si sale ed eccoci a Piazza del Campo: la visita da Tassio per vedere la chitarra di Faber, esposta nella vetrina interna, è d’obbligo. Siamo silenziosi: dopo tanti anni fa ancora impressione girare in via del Campo e sentire aleggiare la voce di Faber. Completo l’opera e scendiamo a Porta di Vacca e attraversata la strada, ecco un’altra foto di rito al cartello che indica l’ingresso di Via Prè, da sempre la zona malfata dell’angiporto conosciuta da tutti, come è famoso il San Pauli di Amburgo o il quartiere a luci rosse di Amsterdam. Non a torto Genova ha il centro storico ‘abitato’ più grande d’Europa, da qualche anno inserito tra i patrimoni dell’Unesco. 

E ora si sale alla chiesa della Nunziata con le sue colonne, quasi una copia Madeleine di Parigi, poi giù per via Lomellini per l’appuntamento con i frixeu, la tipica pasta lievitata di pane fritta, dolce o salata. Saliamo il vico di San Siro e si ritorna a piazzetta San Luca. Da lì siamo ora animati dalla ricerca della cioccolata. Via San Luca, Banchi, Canneto fino a Piazza Stella e Piazzetta San Giorgio. Siamo nella ‘città vecchia’, la più antica come costruzione di insediamenti, dove sorsero i primi Palazzi dei Rolli, la sua Piazza delle Erbe, e nascosta dietro, la chiesa di San Cosma del 1100. Ora inizia a piovviginare e sono quasi le 19. Siamo felici ma stanchi e la luce non ci permette più di fare fotografie. Urge raggiungere il luogo di ristoro. San Donato e poi su per Salita del Prione e siamo di nuovo ai Piani di Sant’Andrea. Saliamo per via di Ravecca e arriviamo a Piazza Sarzano con il suo pozzo, e alle spalle il complesso di Sant’Agostino. Sulla sinistra si apre una via non lastricata: sullo sfondo la basilica di Carignano, ma subito sulla destra l’american bar “il Pozzo” dove ci fermeremo per un po’ prima di andare di nuovo a De Ferrari per i concerti. L’accoglienza di Gabriele, amico di vecchia data, è fantastica come sempre: e poi da tempo, io e le compagne di merenda siamo le sue clienti affezionate del venerdì sera…

Finalmente Tore si è fatto vivo! Ci raggiungerà qui verso le 22.  Aperitivi e beveraggi vari, stuzzichini a go-gò: abbiamo deciso che sarà questa la nostra cena. Lea parte verso le 21, ci dispiace, ma ci saranno altre occasioni. La accompagnamo alla metropolitana e ci accorgiamo che sta iniziando a piovere. Arriva Tore: le presentazioni, anche se ormai tutti ci conosciamo virtualmente da un po’, e poi anche a lui l’omaggio del welcome pack Sorriso. Una folata di vento e un rumore proveniente da fuori: ora sta diluviando. Meglio continuare a stare al coperto. La stanchezza e la pioggia hanno il sopravvento: per noi la notte bianca si conclude qui. Arriviamo fortunosamente a De Ferrari e scendiamo per via XX Settembre e qui ci separiamo: Mauro, Nando e Donatella proseguono, io e Grazia andiamo alla ricerca di un taxi. E’ quasi l’una, il traffico bloccato per via delle strade chiuse va a rilento. Ma tutto è bene ciò che finisce bene e all’una e mezza sono a casa.

 

Come ha detto la mia socia “peccato per chi non c’era”.  

 

E dopo il Bar Camp-ania e il Bar Caruggi… si replicherà! Dove? Ancora tutto da decidere, ma sarete avvisati per tempo!

 

 

PS: per i curiosi, le foto le trovate nell’album ‘Bar Caruggi’

PS2: solo per Mauro: so che non leggerai nulla… post troppo lungo ;-)) pazienza A bocca aperta

 

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14 risposte a “The day-after 2

  1. Ho fatto bene a lasciare a te la parte "squisitamente" turistica della passeggiata… come avrei potuto fare io che a stento ricordo il nome della strada dove vivo? Nonostante il tuo piedone andavi più veloce di noi tutti messi assieme!! Sì sì, i Bar-Qualcosa sono troppo belli ;-))

  2. cavoli….mi sarebbe piaciuto essereci….ma il mio lavoro è caino!!!! forse se io nn abitassi così distante….:)…
    biddazza tt bene????…io ho delle novità…finalmente abbiamo formato una band…siamo agli inizi e alle prime prove… sn contenta !!!! sai perkè??? xkè alke solo iil fatto di poter cantare in una sala prove tt insieme l’ho sognato x troppo tempo….
    bacini ross…tvb. NICA

  3. Vuoi dire che quei macachi di Mauro e Nando ora conoscono Genova meglio di me? arghhhhhhhhhhh…
    Questo solo per farvi i complimenti per l’itinerario fatto, veramente eccellente!
    Mi sono stancata a leggere come se l’avessi fatto realmente…eheheh… ammazza che camminata! E meno male che ti avevo raccomandato di essere prudente per via del piedone.
    Comunque sono lieta di spaere che tutto è andato molto bene (pioggia a parte).
    Per il prossimo meeting propongo Bar Ortigia-Aretusa. Lo so che è distante da tutti i punti d’Italia però anche l’estremo Sud ha bellezze indiscutibili da mostrare. Magari in primavera inoltrata…
    Noi ci aggiorniamo alla merenda di venerdì prossimo.
    Baciuzzi
     
    P.S. Controlla bene il collegamento ipertestuale alla voce "grande assente" ;-)) 
     

  4. eccezionale!!! che giro-spettacolo!!!
    sono felice che sia andato tutto bene e mi spiace il doppio non essere venuta!
    ma con la mia caviglia sarei dovuta scappare già al mattino!! ahah..wow che camminata!
    come stà oggi il tuo piede?
    baciotti e buona serata, Sabry

  5. Contento che sia andata bene, ma tanto tanto invidioso… Per me che sono rimasto "in fondo alla campagna" (e la pioggia mi ha bagnato per tutto il week end) c’e’ il rammarico di aver perso un’opportunita’ unica di conoscere Genova con guide d’eccezione e di incontrare voi.
    Sara’ per la prossima volta…

  6. sono proprio contenta per voi … :)io proporrei, dopo "il Bar Campania" ed "il Bar Caruggi" … "er Bar-carolo" … indovina un pò dove??? che dite … se pò fa’???? 😉

  7. La destinazione Roma (stiamo decidendo il nome) credo sia inevitabile ormai, bisogna solo trovare il giorno giusto, in modo che non si volatilizzino tutti, meno male che c’era la notte bianca e in 700.000 si sono tutti uniti al Bar Caruggi…
    E’ stata una giornata molto bella e dobbiamo ringraziarvi tutti per lo sforzo che avete fatto perché tutto funzionasse al meglio. Solo i mezzi pubblici devo rimproverarvi: avreste dovuto aumentare le corse della metro!
    Eh eheheh :D

  8. letto tutto, per rievocare la bella giornata trascorsa assieme,
    grazie ancora!
     

  9. e va be’, facciam0 per la pr0ssima v0lta:-(

  10. ..grazie bella e gentile signora …ascolto fossati da Lei molto amato e ripenso a quando e’comparsa
    tra la folla per recuperarmi!!esempio di energia e carita’!!:-DDD…a prestissimo un bacio grande..

  11. si vede che per me era troppo presto per conoscersi…..sobh
    non era destino insomma…..

  12. Ed il Ferraris ???
    Vabbè, son sempre il solito…

  13. è un invito alla coerenza cara Ross….spero tu non ti sia offesa,così come spero non si offendano le persone veramente amiche…ma se l’amicizia è un sentimento,non sarà certo un "modulo" a decretarne la fine..-
    un abbraccio

  14. Ciao!
    Donatella mi ha detto che ti sei occupata tu del cd musicale dedicato a Genova!
    Mi complimento per la scelta: è molto bello!
    :)
     

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