Rivoglio il mio tempo! (lettera aperta a Marta)

Cara Marta,

 

credo sia venuto il momento di fare un po’ d’ordine, come le brave massaie. Non è primavera, ma se aspettiamo il cambio di stagione finiamo sommersi dalla polvere e dalla sporcizia. Scusa la metafora da casalinga, ma dovendo mediare l’attività primaria che mi fornisce la sussistenza (leggi ‘il lavoro’) con l’attività collaterale di casalinga, direi che oltre la salute, punto critico delle nostre giornate sia il tempo.  Tempo che si perde, tempo che si potrebbe impiegare meglio, tempo per un po’ di relax.

Ed io è un po’ che non riesco a “risparmiare” tempo per me. Ti chiederai il perché ma soprattutto tu cosa c’entri col mio tempo perso. Ora ti spiego. Quando ero un giovane virgulto, trovai lavoro in un’azienda privata, delocalizzata grazie ai famosi incentivi per l’industrializzazione delle vallate circostanti il Comune di Genova (che poi divennero i famosi siti Obiettivo 2). I servizi di pubblico trasporto erano a quei tempi affidati a compagnie private, non erano molto frequenti, ma, tutto sommato erano puntuali e affidabili nelle ore destinate alle fasce lavoratrici. Poi, per mia scelta, lo ammetto, decisi che l’aria di campagna fosse più salutare e mi trasferii in un’altra vallata, aggravando il disagio del tragitto da casa al lavoro, ma proprio perché fu una mia libera scelta, di ciò non mi lamento.  

Dopo anni di beato isolamento, stanca di gelate e freddo invernale e conseguenti spese esorbitanti per il riscaldamento, decisi di tornare in città, approfittando anche del trasferimento dell’azienda in sito centralissimo:

L’area portuale di Molo Giano 

 

Ma ahimè, qui iniziano le dolenti note.

 

  • Una totale mancanza di parcheggi nella zona di residenza (sì, lo so, siamo una città aggrappata sulle proppaggini dell’appennino, e anche questo sicuramente non è “colpa” tua…)
  • colta non tanto da spirito ambientalista, ma perchè già usa a spostarmi con i mezzi pubblici, decido che quando si trova un parcheggio buono, questo va tenuto con le unghie e con i denti e opto per i trasferimenti in autobus da/per il luogo dove trascorro più di un terzo della mia vita, da oltre 33 anni
  • dopo la prima settimana di adattamento (sperando che gli effetti negativi come il jet-leg si esaurissero in breve tempo), dovetti purtroppo constatare che il tempo medio di percorrenza per la sola andata era (ed è) di un’ora e mezza, con una media di 8 km/h… : i percorsi alternativi non sono possibili, le combinazioni treno+bus non hanno orari coincidenti, meno che mai treno+metro, considerato anche che credo siamo l’unica città al mondo ad avere una stazione centrale NON COLLEGATA ALLA METROPOLITANA [e qui ti apro una parentesi: se si consegnasse a ciascun viaggiatore una mazzetta da muratore, credo che nel giro di una settimana, il tunnel per collegare i binari della stazione sotterranea di Principe con la metropolitana sarebbe pronto. Basterebbe un solo colpo a testa e via… altro che talpa!
  • triste e delusa, sono quindi obbligata a tornare alla prima soluzione, il mezzo privato, riuscendo a ridurre notevolmente il viaggio, almeno la sera, perché la mattina, per evitare il caos del ponente, ci vogliono circa 25 minuti di coda per fare 7 km, da Pegli a Genova-Ovest… A questo punto, potremmo chiedere il rimborso alle autostrade… o farci pagare noi per percorrerla, non credi Sorriso?
  •  Aggiungio anche, perchè non so se te lo ricordi,  che quando le aree portuali erano chiuse, l’AMT forniva un bel servizio navetta che da Calata Chiappella arrivava all’area di levante di via dei Pescatori. Oggi non più. Varchi aperti, anche se regolamentati dall’Ente Bacini, e degli autobus sono rimasti solo i paletti delle fermate… [apro un’altra parentesi, scusa: come mai durante il Salone Nautico ricompare un bus AMT che porta i visitatori dal parcheggio del Cineplex al Salone e poi altrettanto subitaneamente sparisce alla chiusura della manifestazione? È una curiosità che mi assilla da quasi cinque anni…]
  •  due anni fa una notizia sconvolgente: apre la stazione della metro di Sant’agostino. Perfetto, mi dico, ora sì che posso usare i mezzi pubblici!!!  Ero persino riuscita ad accorciare il viaggio fino a tre quarti d’ora… Due mesi dopo la sua apertura,  chiude il varco portuale di molo Giano per i ben noti lavori (non ancora terminati) sotto il Centro dei Liguri: campetto da pallone (in piena zona di traffico della circonvallazione a mare), previsti campi da tennis, e… parcheggio residenti e a pagamento!!!  Il varco è rimasto chiuso per quasi due anni (a fronte dei sei mesi indicati dal cartello dei lavoro) e vi è in previsione una nuova prossima chiusura per il completamento dei lavori, tanto perché tu lo sappia. Ed io continuo ad usare l’auto.
  • Però.. ecco che ora c’è un nuovo problema: l’Ente Bacini ha deciso di ‘privatizzare’ (io direi di ‘monetizzare’) l’area sita tra molo Giano e Molo Guardiano, dove si poteva, fino alla scorsa settimana, parcheggiare!!! E non più tardi di ieri mattina, dopo un’ora di infruttuosa ricerca del parcheggio, ME NE SONO TORNATA A CASA!!!

Per cui, da oggi, sono OBBLIGATA ad usare il mezzo pubblico.

 

Non pretendo certo che il Comune rinunci alle aree di sosta a pagamento dove si potrebbero lasciare le auto per poter percorrere in bus tratte più brevi, oppure che l’assessore ai trasporti sia costretto a spendere i soldini per far rimettere i mezzi in porto per quei poveri disgraziati che ci lavorano, né tanto meno che tu debba usare la tua influenza sull’Ente Bacini, che oltre ad essere remunerato dagli affitti che sborsano le varie aziende, deve pur poter guadagnare anche sul parcheggio interno per i vari dipendenti.

 

Quindi, poiché da oggi mi attendono circa 3 ore di viaggio al giorno, cosa ne diresti di far attrezzare i bus con generi di conforto (per esempio, colazione per la mattina e aperitivo con salatini per la sera), poltroncine un po’ più comode, musica di sottofondo, luci idonee per chi magari si volesse rilassare con un buon libro, senza dimenticare aria deionizzata in modo da togliere i cattivi odori?

 

Chiedo solo di poter utilizzare questo tempo che forzatamente mi viene sottratto in modo più adeguato, non credi?

 

Grazie in anticipo e con infinita stima.

 

 

Una contribuente che paga le tasse!!!

 

 

il_tempo

 

 

13 risposte a “Rivoglio il mio tempo! (lettera aperta a Marta)

  1. sono fortunata. da casa mia a scuola ci metto circa sette minuti di passo veloce. e viceversa. sono decisamente fortunata:-))

  2. Non posso entrare nel merito, salvo notare quanta similitudine di problemi c’è, anche in città così topograficamente e morfologicamente differenti…
    Mi scappa solo una riflessione, banale… Tu scrivi a Marta… Pensa a me che dovrei scrivere a Letizia! :-)
     

  3. è la nostra vita quella che ci viene sottratta
    in questo gioco di folli
    3 ore al giorno, per 220 giorni, sono 660 ore, sono 27 giorni di 24 ore, in un anno.
    ma questo è un lavoro!
    ma dovrebbero pagarmi, per questo!
     
    e invece le cose vanno sempre peggio.

  4. @Virginia: sì, sei indubbiamente fortunata, se paragoni le mie fantozziane peripezie quotidiane. Comunque, a volte, il lavoro troppo vicino a casa è un’arma a doppio taglio.
     
    @Federico: entra pure… se consideri che faccio prima a venire a lavorare a Cusago che non il tragitto quotidiano! Vero, non ci avevo pensato: siamo i fortunati sudditi di due sindache (o sindachesse?) ;-))
     
    @Roberto: il fatto è che mi pagano…. ma sicuramente non a sufficienza per sopportare tutto ciò!

  5. un paio di anno fa, andai sul sito del comune di roma e scrissi a "uòlter" (all’epoca sindaco di roma) … invitandolo a fare colazione a casa mia e a farmi compagnia nel tragitto "casa-lavoro", per dimostrargli come ci si possano impiegare 3/4 d’ora per fare 600 mt. di tiburtina e proponendogli una sorta di soluzione: se è difficile allargare una strada, è facile mettere dei vigili nei punti cruciali … non mi ha mai risposto … ma da più di un anno (saltuariamente) ci sono i vigili laddove serve … e la situazione traffico è un pò migliorata …
    sicuramente non è stata la mia mail a cambiare la situazione … ma è il risultato che conta!! 😉
    PS: conclusi la mia mail con un pezzo della famosa "lettera al Savonarola" scritta da Benigni e Troisi in "Non ci resta che piangere": Noi ti salutiamo con la nostra faccia sotto i tuoi piedi, senza chiederti nemmeno di stare fermo, puoi muoverti quanto ti pare e piace e noi zitti sotto. …
    chissà, forse è per questo che non mi ha mai risposto!! :)
     
     

  6. Mi ritengo sempre più privilegiata a essere a soli 30 minuti di marcia dall’ufficio… pioggia, neve, vento: passo dopo passo e chi mi ferma? 😉
     

  7. Quando non lavoro in giro per l’Italia, vado in ufficio dall’altra parte di Roma, con un tragitto in auto che va da un’ora e un quarto ad un’ora e tre quarti. Ora che stanno per finire i lavori sul GRA, inizio a girare intorno alla città. Se becco l’incidente, apro una tenda e dormo lì, ma se il traffico scorre ci metto mezz’ora/quaranta minuti.
    Il problema però diventano i chilometri che raddoppiano (70 circa) ed il conseguente costo di carburante e consumo vettura. In due anni e mezzo scarsi, ho già fatto 70.000 chilometri. Quando ho portato l’auto al tagliando dei 60.000 mi hanno chiesto se per caso avevo manomesso il contachilometri.
     
    Mezzi pubblici ? Usati per un anno. Ecco il tragitto:
     
    1) Un chilometro a piedi fino alla Stazione di Nuovo Salario;
    2) Attesa di un treno che passa ogni 15 minuti, che a volte salta le corse o arriva pieno;
    3) 25 minuti di percorrenza fino alla Stazione Ostiense;
    4) Cambio di treno e attesa per la coincidenza (max 15 minuti);
    5) Dieci minuti di percorrenza fino a Tor di Valle;
    6) Attesa del 777 che mi porti sulla collina del Torrino.
     
    La Legge due anni fa ha imposto ad ogni azienda medio/grande di nominare un Mobility Manager. Tutti i Mobility Manager dovrebbero essere coordinati dal Comune, per cercare insieme soluzioni di ottimizzazione.
     
    Non sarebbe difficile, perchè a Roma le aziende sono quasi tutte a sud e molti privati invece abitano a nord.
     
    Tutto tace. Io cerco di sopravvivere, finchè mi riesce…

  8. a quanto pare non siamo gli unici a lamentarci…
     
    ecco un bel articolo di oggi sui trasporti

  9. ..ho dovuto cercare due anni casa vicino….all’incirca…. al posto di lavoro eo scuola di mia figlia…altro non dico
    perche’i motivi li hai gia’elencati tuuu!!:)))

  10. non ti posso invidiare…. odio i tragitti in pulman, inchiodato al seggiolo
    cmq anch’io ho le mie beghe
    80km fra andata e ritorno di curve nelle dolci colline della maremma
    circa 40 minuti per arrivare ed altri 40 poi
    non pesano sulla mente…anzi…. ma sul portafoglio….
    mi sto organizzando per un auto a metano
    credo sia l’unica soluzione
    tu cerca un parcheggio  affittabile  con abbonamento mensile…? perche no
    meglio due soldi in meno ma più tempo per te!

  11. @Marco
    un altro parcheggio a pagamento?? già uno lo pago a casa… :-(

  12. Mah ! io prima non ho capito cosa centra Marta !
    Poi domenica scorsa ho fatto 12 km in un ora a piedi, dunque meglio di 8 km/h, un coesetta poi è anche salutare !
    Basta lamentarsi, cheppoi ci intristiamo !
    Tutto sommato siamo uomini liberi !
    O no ?
     
    Baciotti.
    Fabrizio

  13. ..cara Ross cerca di capirmi..sto a parlare tuuuttoo il santo giorno dei mali del mondo..e fammi sclerare un po’per na cavolataa!!??…non se ne puo’piu’—prossimamente….qualcosa sul cibo preferito dai cani della marzotto….))ehhhhhhh????

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