Genova per noi… è anche Faber

Genova e De Andrè sono due entità inscindibili. Eppure Faber non ha mai fatto una bandiera di questa sua genovesità, pur non avendola mai negata, al contrario, respirandola a pieni polmoni in ogni sua canzone. E solo chi ha calcato i vicoli della città vecchia, chi ha sentito nelle narici il salmastro salire dal porto Antico a De Ferrari, ve lo può confermare. Oggi, dieci anni dopo,  lo voglio ricordare con una canzone che lui ha dedicato, come spesso nella sua carriera, alle minoranze: i rom. Il titolo infatti è il nome di una tribù rom di provenienza serbo-montenegrina.

 
Khorakhanè (a forza di essere vento)
Il cuore rallenta la testa cammina
in quel pozzo di piscio e cemento
a quel campo strappato dal vento
a forza di essere vento
porto il nome di tutti i battesimi
ogni nome il sigillo di un lasciapassare
per un guado una terra una nuvola un canto
un diamante nascosto nel pane
per un solo dolcissimo umore del sangue
per la stessa ragione del viaggio viaggiare
Il cuore rallenta e la testa cammina
in un buio di giostre in disuso

qualche rom si è fermato italiano
come un rame a imbrunire su un muro
saper leggere il libro del mondo
con parole cangianti e nessuna scrittura

nei sentieri costretti in un palmo di mano
i segreti che fanno paura
finché un uomo ti incontra e non si riconosce
e ogni terra si accende e si arrende la pace

i figli cadevano dal calendario
Yugoslavia Polonia Ungheria
i soldati prendevano tutti
e tutti buttavano via

e poi Mirka a San Giorgio di maggio
tra le fiamme dei fiori a ridere a bere
e un sollievo di lacrime a invadere gli occhi
e dagli occhi cadere

ora alzatevi spose bambine
che è venuto il tempo di andare
con le vene celesti dei polsi
anche oggi si va a caritare

e se questo vuol dire rubare
questo filo di pane tra miseria e sfortuna
allo specchio di questa kampina
ai miei occhi limpidi come un addio

lo può dire soltanto chi sa di raccogliere in bocca
il punto di vista di Dio

Cvava sero po tute
i kerava
jek sano ot mori
i taha jek jak kon kasta

vasu ti baro nebo
avi ker
kon ovla so mutavia
kon ovla
ovla kon ascovi
me gava palan ladi
me gava
palan bura ot croiuti

[Poserò la testa sulla tua spalla
e farò un sogno di mare
e domani un fuoco di legna
perché l’aria azzurra
diventi casa
chi sarà a raccontare, chi sarà?
sarà chi rimane.
Io seguirò questo migrare,
seguirò questa corrente di ali]

 
[da ANIME SALVE – 1996]
 
E l’occasione per rispolverare questo pezzo di Faber, tratto da un album particolare, scritto a quattro mani con Ivano Fossati, mi è stata regalata da alcuni cari amici, che da tempo interpretano le sue canzoni.
Eccoli nel corso del tributo a De Andrè dello scorso settembre, nel quale interpretano questo pezzo, e, sempre dallo stesso album, ‘Dolcenera’..
 
 
 
  
Grazie a Fabio, Pier, Francesco & Marika, ovvero
‘Gotti, bricchi e lambicchi’
 
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Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons
 

15 risposte a “Genova per noi… è anche Faber

  1. stamattina approfittando della giornata mite ho fatto una passeggiata fino a Palazzo Ducale per vedere la mostra organizzata proprio su Fabrizio De André. E’ bella da visitare; bisogna avere tempo da dedicare ai tanti contenuti video e audio, che i visitatori della mostra possono gestire a proprio piacimento. E lì si trova tanta della sua genovesità, del suo amore per gli ultimi, per la gente comune.

  2. … grazie Ro! Cantare le canzoni di Fabrizio, leggere le sue parole riempie il cuore e l’anima. Come ha detto lui: " chi sarà a raccontare? … chi rimane" e per citarlo nuovamente, per quanto sia enorme la sua mancanza, "è stato meglio lasciarci, che non esserci mai incontrati"….

  3. proprio stasera su rai tre, nella trasmissione di fazio, si parlava di lui … :)ciao, bella signora!!!

  4. Grazie, Ross, per averci fatto ricordare una canzone che, pur essendo meno famosa di tanti altri capolavori di Fabrizio de André, è bellissima. Mi piace moltissimo il suo arrangiamento e il testo è una poesia assoluta. Mi commuovo ogni volta che la ascolto, veramente!

  5. Grazie per averlo ricordato. Sono passati dieci anni ma personaggi come lui, come Battisti, come Gaber non si dimenticano. La cosa che piacevolmente mi sorprende è scoprire che i giovani, a partire dai miei figli, non smettono di scoprire la sua "poesia", non smettono di ascoltare le sue canzoni su i "suprusi e sull’emarginazione".E ieri sera mi ha tenuto compagnia Fabio Fazio e Dori Ghezzi su Rai 3. Sono 87 le scuole, le vie, le piazze e i centri culturali dedicati a Fabrizio De’ andrè….Ci sarà un perché…Ciao Ross…buon inizio di settimana. :-)

  6. ..nostalgia canaglia…:)..bacio bella bruna!!

  7. anime salve è il disco di faber che amo di più!:-)

  8. Guardavo la trasmissione di Fazio l’altra sera e pensavo a te!:-)

  9. La serata su Fabrizio è stata una delle poche belle cose che ho visto in TV negli ultimi mesi. Pensa che fu il desiderio di suonare le sue canzoni che mi fece prendere in mano la chitarra per la prima volta, nel lontano 1971. Ora veleggio molto lontano, ma il ricordo e l’emozione vissuta rimangono.

  10. grazie……. da un ignorante

  11. Ciao Signora voglio solo rompere un po’ le scatole x dire che il nome giusto del gruppo è Bricchi, gotti e lambicchi strano che Marika non te l’abbia fatto notare, avrà altro x la testa bye

  12. @GiacomoHai ragione, ma sai, per me sono ‘semplicemente’ Fabio Marika Pier e Francesco. E forse per Marika non è poi così importante questa precisazione…

  13. @Signorapienamente d’accordo con te, ma come già detto, volevo rompere un po’ le scatole e rendere giustizia al nome del gruppo.Non prendere tutto come degli attacchi personali, :) sei su candid camera.ps mi piacerebbe che di Faber si facesse anche riferimento ai suoi ideali di pace e solidarietà, specialmente in un periodo così drammatico x Palestinesi, cosa che invece non ha fatto lo spot di Fazio.Faber non è solo quella cosa sdolcinata che hanno fatto vedere in tv e Fazio lo sa bene, ma non ha avuto il coraggio di far vedere il vero Fabrizio De Andrè.Io avrei voluto sentire anche:La canzone del maggio, la ballata degli impiccati, Sidùn, il cantico dei drogati, un blasfemo, il testamento di Tito e via discorrendobye

  14. @GiacomoNon me la sono presa [anche se un po’ permalosa lo sono di natura ;-)] E sinceramente, mi ha sorpreso questa tua ‘incursione’ visto che non ci conosciamo…Parlando di Faber, sono d’accordissimo, tanto è vero che io non ho visto il programma di Fazio, anche se è uno dei pochi conduttori che ammiro, ma comprendo che nella sua posizione sia molto legato, e lo scotto lui lo ha già pagato in passato. Alle canzoni che hai citato io aggiungerei anche Fiume Sand Creek, Geordie, Via della Povertà, la Ballata del Michè, la Guerra di Piero, ecc.

  15. Ro, non ti preoccupare per il nome, lo so che lo hai fatto volutamente, per vedere se qualcuno ti beccava in castagna…… :-))))) e allora approfitto del commento di Giacomo per chiedergli di farsi riconoscere, visto che ci conosce e conosce il gruppo.

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