Quarant’anni dopo

 
"Eccole. Sono le rose del deserto, le rose di Atacama.
Le piante sono sempre lì, sotto la terra salata.
Le hanno viste gli antichi indios atacama, e poi gli inca, i conquistatori spagnoli,
i soldati della guerra del Pacifico, gli operai del salnitro.
Sono sempre lì e fioriscono una volta all’anno."
(Luis Sepúlveda – Le rose di Atacama)
 

 

Come le rose di Atacama, che arrossano la magica desolazione salmastra del deserto e sbocciano per un solo giorno, ma la cui bellezza è tale da renderle estremamente preziose, da spingere gli uomini ad attenderne per giorni la fioritura, così molti uomini e donne sconosciute, figure marginali e quasi sempre perdenti, dalle vite spesso straziate dalla lotta, non-eroi per eccellenza, non trovano posto nella storia, uomini animati dalla coerenza e dall’orgoglio, che hanno affrontato, cercando di opporsi al potere, l’arbitrio e l’ingiustizia.
 

Io oso perché
tu osi perché
lui osa perché
noi osiamo perché
voi osate perché
loro non osano.

(Jan Palach)

 

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12 risposte a “Quarant’anni dopo

  1. eppure mi chiedo perchè….se la maggior parte di noi è "un non eroe" e siamo numericamente tanti, perchè lasciamo a "pochi" il compito di segnare la storia

  2. a distanza di 40 anni, oggi, ci sarebbe ancora qualcuno di uccidersi per la libertà del suo paese?

  3. la domanda che si pone fabi fab bisognerebbe farla ai " martiri " islamici…

  4. la differenza tra la cultura orientale ed occidentale è senza dubbio rimarchevole…(per non parlare poi dell’ integralismo)..in occidente non "vedo" persone così "prese" capaci di immolarsi per un principio.

  5. @Fab e VirginiaIl mio pensiero è che NESSUNO dovrebbe mai arrivare ad immolarsi per la libertà. Eppure succede ancora… in forme diverse, dai monaci birmani ai bambini soldato dell’africa, che come i kamikaze islamici sono solo strumento di un potere che, forse, la libertà non la vuole proprio, che preferisce il continuo clima di tensione. Il gesto di Jan Palach non era da emulare, ma è rimasto nella storia come cristallizzato, come la rappresentazione del disagio. In fondo i ‘martiti’ in sè non servono a nulla, servono persone vive che non abbandonino la lotta.

  6. sono tre volte che apro questa pagina e che non riesco a trovare le parole giuste per dire quello che penso in proposito … mi si accavallano le parole … penso "e se fossi stata la mamma di palach??" non c’è niente al mondo che giustifichi il sacrificio di un figlio … penso che la libertà è "vita", non "morte" … penso che la libertà è un diritto di tutti … ma penso che a volte bisogna lottare per ottenerla e, se per ottenerla bisogna lottare, per lottare bisogna essere vivi e vegeti …

  7. Caspita che tema Ross! Ma non potevi avviare un thread meno “pesante”?Ci sono molte visioni contrastanti. Parto dalla mia storia che mi è più facile. A Trieste, sotto la reggenza austroungarica, un anarchico di nome Guglielmo Obernak tentò un attento al Kaiser Francesco Giuseppe. Oberdank (origini slovene) si fece cambiare il nome in Oberdan per “manifestare” il suo senso di appartenenza all’Italia. Siamo negli anni delle camice rosse di Pino Garibaldi. Oberdank finisce impiccato e l’Italia ne fa un eroe mentre per gli austriaci era solamente un fanatico terrorista. Bell’affare eh?!? Trieste, sempre per amor di storia, non conobbe mai tanta prosperità quanta ne vide sotto le insegne dell’aquila bicipite. L’irredentismo triestino stava nella mani di una autentica minoranza di scapigliati. Un mio avo, penso il padre di mio trisnonno, indosso l’uniforme austriaca e fu spedito a combattere in Crimea. Alla fine della guerra, la prima, arriva l’Italia. Trieste si riunisce all’amata Patria e … zac … mazzata. Ma come?!?! I giuliani non potranno mai avere incarichi importanti perché sono stati troppo tempo sotto la dominazione austriaca. Dominazione? Veramente l’economia andava bene, i bambini a scuola imparavano tre lingue assieme (italiano, sloveno e tedesco), la deliquenza era ariginata e la regione ospitava tutti i culti religiosi del mondo di allora (ortodossi compresi). Dominazione? Insomma, taglio perché senno mi dici che sono una pigna, non sono affatto convinto che siano giuste le cose che valutiamo. Per un membro di Hamas farsi saltare in aria ammazzando il maggior numero di infedeli è segno di forza e nel suo paradiso sarà circondato da vergini e starà bene. Avanti, andiamo a farci saltare per aria. Dall’altra parte abbiamo chi invece vende armi a destra e manca per salvare la propria economia (l’Italia ha firmato la moratoria sulla produzione delle mine antiuomo e la Spagna invece vende armi a tutta birra anche a chi non dovrebbe). Ci sono dei personaggi che rappresentano il desiderio di riscatto dall’oppressione. Se la loro fine è tragica possono diventare dei miti e con i miti, sappiamo, non si scherza, non sono mica fanti, questi sono quasi santi!

  8. ..ha il mio rispetto…ma so per certo che Vivere e’l’azione eroica per eccellenza…..

  9. vero! per godere della libertà occorre essere vivi.Ciò nonostante, a volte figure "martiri" servono per mantenere l’attenzione e la via.Non avrei voluto essere la madre di Jan, non avrei avuto nemmeno la determinazione di Jan e di quanti hanno seguito la sua strada…ma so che grazie a gesti simili, l’attenzione del mondo si riversò su Praga…ed iniziò un nuovo corso

  10. le ragioni storiche di territori come quelli di trieste e dintorni – così come ha raccontato tullio – sono qualcosa di molto particolare, così come è stata la storia di quelle persone che si sono ritrovate a vivere, dall’oggi al domani, situazioni che da benessere si sono trasformate in malessere. la storia non può restare immota e va vissuta. andrebbero bastonati quelli che vogliono trasformare la storia in qualcosa di economicamente vantaggioso per se stessi.

  11. Mi fa piacere lo abbia ricordato anche tu…

  12. Quarant’anni… Mi rendo conto che ero un bambino, quindi. Eppure quella notizia me la ricordo e mi ricordo l’impressione che suscitò, e non solo in me.Un sacrificio così atroce è qualcosa di drammatico e potrebbe sembrare inutile. Ma in quel caso, come in pochissimi altri, ha contribuito a cambiare la storia.

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