L’istinto di sopravvivenza

Credo che l’istinto di sopravvivenza nasca insieme a noi. E per dimostrare di averlo non occorre certo iscriversi a corsi particolari o superare pericolose rapide sopra un ponte tibetano. No. Molto più semplicemente basta fermarsi a riflettere ed esaminare scientemente e obiettivamente i vari lati della nostra vita quotidiana. Ci renderemo quindi conto di come la maggior parte delle nostre azioni/reazioni ad eventi esterni e non programmati o programmabili sono dettate dal nostro istinto di sopravvivenza, sia di fronte a fatti concreti o astratti.
 
Tempo fa, in risposta al primo meme dell’anno, lanciato, come sempre, dal nostro Faraone MAUMOZIO I, avevo fatto una lista dei viaggi del 2009. Viaggi possibili, da gestire con i vari impegni e soprattutto con le disponibilità economiche. Dopo un mese intensamente dedicato a spese per la casa e l’auto, sentivo crescere un certo malessere. La posizione geografica favorevole, il sole ed il mare, tutto contribuiva ad esacerbarmi al pensiero di essere ‘sempre qui’, ferma, immobile.
La scorsa settimana, dulcis in fundo, dopo tre giorni in cui la casa è stata travolta dal passaggio degli Unni (idraulici & imbianchini), giovedì sera, rientrando in casa, mi sarei messa a piangere. Ed è allora che l’istinto di sopravvivenza mi è venuto incontro: una vocina ha iniziato a ‘suggerirmi’ di fregarmene di tutto e scappare. Una fuga breve ma ristoratrice. E così ho fatto.  Sempre grazie a San Google da Internet, venerdì mattina ero già alla ricerca di informazioni, prezzi, indicazioni stradali, ecc.
 
Ed è così che, rispettando la mia lista, alle 10 di sabato, con la mia fedele Torpedo blu e la mia fida fotocamera, puntavo a Sud Ovest. Metà la regina della Costa Azzurra: NIZZA e la sua sfilata di carri infiorati.
 

 
Un viaggio in avanti ma allo stesso tempo, indietro nel ricordo, una giornata di sole, passata tra le stradine acciottolate del Vieux Nice e la Promenade des Anglais, all’aria aperta, riparandomi gli occhi dal blu intenso del cielo delle Alpi Marittime che faceva da contrasto con i colori
dei fiori. L’allegria e la spensieratezza di un giorno senza pensieri, la rincorsa a prendere i fiori lanciati dai carri, e tornare con un discreto bottino, tra mimosa, bocche di leone, rose rosse e lilium bianchi.
 
 

Tanti i ricordi che mi legano a questa città, sin da quando, all’età di 5 anni la visitai per la prima volta. E tornarci è tutte le volte un ‘essere a casa’. Non sentirmi stranera, e riscoprire quelle piccole abitudini caratteristiche che non sono riservate ai turisti. Sulla  via del ritorno, l’incontro con un mimo ed i suoi gatti bianchi, un sorriso ad un giovane pittore cileno che dipinge sugli specchi ed una crepe alla marmellata di albicocche. Una boccata di ossigeno insomma, che ti riconcilia con la vita.

Au revoir ma ville, à la prochaine fois!

 

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6 risposte a “L’istinto di sopravvivenza

  1. si, sono convinta anche io che l’istinto di sopravvivenza cresca insieme a noi e, come dici tu, non è necessario pensare a chissà quali cose "strane", basta vedere come ci comportiamo nei piccoli intoppi della vita quotidiana quando, per cause a noi non imputabili, succede qualcosa che manda all’aria i nostri piani … ad un primo momento di rabbia o scontento, si cerca di reagire trovando un lato positivo o cercando qualche altra cosa da fare … anche quello è spirito di sopravvivenza …trovo ottima la scelta di andare a nizza e godere del carnevale o semplicemente di una giornata di sole …tanto la polvere dentro casa non te l’ha tolta nessuno, anzi, hai pulito con maggior soddisfazione: se ne è aggiunta un pò … ;)PS: ma quando hai visto i "lilium" … mi hai pensata un attimino?!?!?!😉

  2. Anch’io ho un rapporto particolare con Nizza. Alcuni anni fa mi ritrovai lì con la mia famiglia e quella di mia sorella, per il ponte dell’8 Dicembre. Era una giornata di sole pieno, così luminoso come solo in Costa Azzurra può esserlo d’invernoDopo la passeggiata per negozietti (se le donne non si comprano una tovaglia provenzale con fiori e frutta, si sentono male), compriamo dei panini e scendiamo sulla spiaggia di ciottoli.Il sole è così luminoso e caldo che, via i cappoti, poi i maglioni e tutti in camicia a prendere il sole…Che bello !

  3. Non conosco Nizza ma luoghi che danno queste emozioni devono essere sicuramente unici e non possono non rimanere nel cuore!?

  4. Ahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh, che bello!:-D

  5. Ma che brava!Complimenti!Io Nizza non l’ho mai vista e, dopo il tuo post, mi è venuta una gran voglia di correre ai ripari!Corro a scriverlo sulla "WISH LIST" dedicata ai viaggi!E per spolverare…c’è sempre tempo!Ciao.Kali

  6. Una bellissima città, Nizza… E che buoni ristoranti!😉

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