Pensieri arruffati

Ci sono troppi pensieri che affollano la mia mente. Si va dalle reazioni a volte, lo ammetto, irrazionali, alla lettura della cronaca degli ultimi giorni, alle mille e più voci che si ergono a moralizzatori dei tuttologi, alla voglia di silenzio su molti argomenti.

Sarebbero solo parole su parole che nulla costruiscono, ma a volte, possono abbattere muri. E non credo sia quello di cui ho bisogno. Solo che non riesco a tacere. E’ una specie di valvola di sfogo, un gatto che si morde la coda.

 

Parlare, esaminare, confrontarsi con altri e anche discutere, mi fa sentire viva. Finchè posso.

 

Finchè non mi sento sopraffatta dalla mia impotenza. Come è accaduto ieri.


Senti una voce nota, la voce di una persona ‘dura’, o forse sarebbe più corretto dire, indurita dalle esperienze della vita, pronta sempre a lottare, e quasi gelosa di questa sua armatura, tanto da non far trapelare quasi nulla. La senti e non la riconosci. La senti tremare, rotta tra le lacrime. E tu non puoi fare nulla. Solo ascoltare.


Come diceva oggi Sofri:


‘Chi è religioso, in questi momenti ha la fede che lo sostiene. A noi è rimasto solo Leopardi.’

 

 

 

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14 risposte a “Pensieri arruffati

  1. mi piace leopardi … credo in Dio … ma in questo momento … mi sento comunque triste, impotente e piena di domande … forse non ho abbastanza fede o amore per la letteratura …

  2. Cara Ross…. diamo tempo al tempo.Chiedere spiegazioni, esigere risposte, confrontarci è giusto. Fa parte di noi, della natura umana.Ma ci sono momenti in cui anche il "silenzio" è indice di rispetto. Alcune volte stare in silenzio aiuta noi e aiuta chi ha bisogno. Sembra un controsenso… ma per me non lo è.Riponiamo le armi da guerra e aspettiamo. Avremo modo e tempo per trarre conclusioni, incazzarci e fare il diavolo a quattro… ma in questi giorni, credo sia più saggio e doveroso rispettare il dolore altrui… e abbozzare un piccolo sorriso… piccolo piccolo. Sarà difficile, estremamente difficile ma non impossibile.Io credo in Dio. Ho visto la morte da vicino… negli occhi di mio figlio, nel suo respiro, ho sentito un gran freddo, impotenza, lacrime che scendevano senza che me ne accorgessi…ma sopratutto impotenza….Poi, dentro di me… è uscito un grido, un urlo. Era la mia ribellione. E da quel momento ho smesso di piangere e mi sono sentita forte… pronta a lottare con lui e a dare la mia vita per lui…E’ un popolo forte… sono persone estremamente coraggiose e hanno una dignità che noi al confronto loro …. sembriamo delle persone piccole…Non mi piace il Vaticano, non mi piace questo Papa… non mi piace come si sta comportando… l’ho anche scritto… ma noi dobbiamo pensare a loro… non dobbiamo pensare a chi potrebbe e non fa…. non in questi giorni.Hanno bisogno di tranquillità. Le case verranno ricostrutite, le scuole riapriranno…vedremo se il Governo mantiene le promesse. Avremo tempo per parlare anche di questo.Tu ascolta, anche in silenzio. Loro sanno che ci sei… è l’unica cosa che puoi e possiamo fare. Renderci disponibili per una parola di conforto o per una carezza.Sii serena… io ti sto scrivendo e sto piangendo… ma non mi vergogno. A volte fa bene…Un abbraccio….

  3. @PaolaSecondo me, il rispetto di quel dolore ci sarà solo se e quando si potranno sapere i fatti. E per farlo, bisogna PARLARE. Solo allora, non saranno morti invano. Mi dispiace, ma alla luce della mia esperienza personale, la mia razionalità mi impedisce di credere in qualunque essere superiore. Non vedo disegno divino nelle morti assurde, nelle guerre, nelle violenze perpetrate sui bambini, vedo solo il castigo, e non sono mai i veri colpevoli ad essere puniti. E mi sembra che per essere una persona che ama il silenzio, anche tu non stia zitta.

  4. comunque il mio post è riferito ad un episodio personale e non voleva essere nè politico e tanto meno polemico. Forse del Leopardi, la cosa che ho sempre apprezzato di più è stato il suo concetto di ‘Natura matrigna’.

  5. Ecco, lo sapevo. Hai frainteso le mie parole… e se è così, mi scuso.Io sono poco razionale… per nulla e non sto quasi mai zitta. Forse se un giorno ci incontreremo… vedrai che riusciremo a comprenderci e a conoscerci meglio.A volte le parole scritte vengono fraintese… ma non sempre si riesce a spiegarsi bene.Ti chiedo ancora scusa ma penso di averti capito e la stessa indignazione che hai tu ce l’ho anch’io.

  6. Ma non devi scusarti per aver espresso le tue opinioni. Posso non capirle ma le rispetto, così come mi auguro vengano rispettate le mie. Non credo sia un problema di scrittura l’essere fraintesi. Vedi, ci sono centinaia di migliaia di persone che si stanno mobilitando per questo evento, soprattutto via web e purtroppo solo verbalmente. L’accenno che io vi ho fatto è solo marginale, forse per spiegare che non serve scrivere QUI fiumi di parole, quando non riesci a dirne una a voce, quando messa di fronte alla realtà ti senti così impotente, quando ti rendi conto di quanto fragile sei realmente ad onta di tutte le corazze che puoi portare. Non ho dubbi che pure tu sia indignata per il ‘contorno’ e, sembra un eufemismo, ma ne sono felice.

  7. E’ una delle sensazioni più brutte che si possano vivere… Sentirsi impotente, e non riuscire a usare quelle parole che normalmente si sanno pronunciare, perché ci si rende conto che non bastano e non servono.

  8. penso, ross, che aver fede sia una grazia, una enorme risorsa nei momenti più tristi. a volte mi chiedo se la nostra estrema razionalità non sia un’arma a doppio taglio, un continuare perpetuo a farsi del male. che esseri strani siamo, noi umani…

  9. Proprio oggi mi sono sentito due coniugi non più giovani commentare una cronaca recente: voce sicura scalfita solo dal loro cinismo. Per quanto riguarda me, mi sono sciolto.Signora, mi auguro che l’impassione di questa suo/a/e/oi amico/a/he/i, sia solo una buona farsa.

  10. @Edono… non è impassione la sua… è una specie di riservatezza… anzi è una persona che lotta spesso e con vera passionalità!

  11. Se devo esser sincero non è che riesco a farmela bastare però la letteratura…. :-S

  12. Associazione Trans Genere

    Un po’ tutti, chi più chi meno, si sente impotente davanti ad una tragedia così. Dicono sia la vita, dicono che ci metta alla prova anche se fatichiamo a "comprendere" prove di questo tipo.Non rimane che cercare in noi la forza per andare avanti, è necessaria, serve a noi e serve per darla a coloro che hanno oggettivamente più difficoltà a ritrovarla in questi momenti.Un abbraccio e anche se la voglia di ‘festeggiare’ è poca, buona Pasqua a te ed ai tuoi lettori

  13. @Claudionemmeno a me basta… :-)

  14. il senso di impotenza lo abbiamo tutti, credo e spero…magari chi ha Fede riesce a trovare un pò di pace con la Preghiera e la Speranza.Spero tu sia riuscita, a modo tuo, a passare una Pasqua serena!!

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