A cosa serve?

Questa mattina ho ricevuto per mail da un’amica l’invito a visionare questo short movie, selezionato nell’ambito di una sezione del Festival del Film di Berlino, con un suo commento non-commento, perchè, secondo lei ‘non ci sono parole’ per farlo.
 
 
Chicken a la Carte : Director: Ferdinand Dimadura
Synopsis: This film is about the hunger and poverty brought
about by Globalization.
There are 10,000 people dying everyday due to hunger and malnutrition.
This short film shows a forgotten portion of the society.
The people who live on the refuse of men to survive.
What is inspiring is the hope and spirituality that never left this people.

 

Ecco, io non credo si possa liquidare così questa visione, tanto meno  il testo che segue nel filmato ed in calce ad esso. Prima di tutto mi chiedo a cosa serva questo filmato. A dimostrarci che in paesi emergenti come quelli del Sud Est asiatico esistono e coesistono situazioni di estrema ricchezza e povertà? Se vuole essere una denuncia, si aggiunge alle migliaia che rimangono perennemente inascoltate. E non serviva certo girarlo in Vietnam Birmania Thailandia Indonesia o Filippine: basta girarlo in qualunque grande città europea o americana.

Quello che poi mi colpisce è questo persistere, ancora oggi, nel XXI° secolo nel voler colpevolizzare, oltre all’ignaro spettatore, facendo leva sulla pietas personale, una entità astratta: la ‘Globalizzazione’.  [ricordo come nel post-sessantotto le colpe venivano sempre scaricate sulla società…]
Se si vuole la denuncia, si deve puntare il dito direttamente sul/i responsabili, sui governi degli stati industrializzati che per sete di potere e ricchezza giocano sulla diversificazione dei mercati, sulle industrie per cui l’uomo è solo ‘consumatore’, sul nuovo schiavismo che viene esercitato impunemente… vale ancora oggi il famoso detto ‘lavora, produci, consuma, crepa’…
 
E poi mi saltano veramente i nervi con l’ultima frase:
 
"What is inspiring is the hope and spirituality that never left this people"
 
Speranza??? spiritualità??? Io ci vedo solo un fatalismo estremo, una grande rassegnazione, l’immobilismo più totale, la vittima che quasi ‘gode’ del suo ruolo, l’incapacità di combattere e di reagire, che viene trasmessa alle giovani generazioni, il tutto ben condito da una buona dose di ignoranza in cui secoli di dominazioni coloniali hanno il loro effetto dirompente ancora oggi, dopo quasi due secoli.
 
Sarò la solita ribelle controcorrente, ma credo di possedere ancora la mia libertà di analisi e di critica e non intendo subire passivamente. Siamo tutti piccoli pezzi dell’ingranaggio, ma basta che uno si fermi o si spezzi un dente della corona e la macchina si può fermare. So che è un gioco al massacro, ma non mi piace avere colpe non mie!
 
 
 
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14 risposte a “A cosa serve?

  1. Concordo pienamente.Mi domando "a cosa serve" anche quando guardo certi servizi de "Le Iene"… informazione fatta per il numero di utenze e non per gli utenti. Cose campate per aria, mi facessero vedere risultati concreti… così sembra la pubblicità dell’8×1000!Son bravi tutti a denunciare e/o lamentarsi.

  2. sono pienamente d’accordo: non occorre raggiungere posti a noi tanto lontani per vedere realtà dove esistono situazioni di estrema ricchezza e povertà e aggiungerei che, la divergenza è sempre maggiore e, le situazioni di estrema povertà, sono ancora più povere di un tempo. ricordo quando chi ci chiedeva l’elemosina quasi "pretendeva" dei soldi … oggi, spesso si mettono davanti alle uscite dei supermercati e sono ben felici di avere un chilo di pomodori o di mele!PS: tanto per sdrammatizzare un pò la serietà del tuo post: "… ma basta che uno si fermi o si spezzi un dente della corona …" ogni riferimento a denti o persone è puramente casuale?!?!?! ;))bacioni!

  3. @Lillaveramente ragionavo proprio da .. ehm… meccanico…. però, ora che mi ci fai pensare… :ppp

  4. eh eh eh … avevo immaginato che il meccanico che è in te avesse avuto il sopravvento … ma evidentemente ho l’animo dell’odontoiatra mancata che non ha saputo resistere alla tentazione di fare una battuta!! ;))

  5. il giorno in cui riuscirò ad aprire un video ….beh…farò festa grande!!

  6. ….gia’…. la pieta’e’il riflesso dell’amore….ma la posso esercitare nel concreto ogni giorno…qui …a due passi da me…

  7. Cara Ross, io non sono d’accordo con una parte di queste tue considerazioni.Il filmato mi ha mozzato il fiato. E non riesco a pori troppi interrogativi sulle sue vere finalità, e sulle motivazioni socio-politico-economiche. Se quelle scene sono vere (e non ho motivo di dubitarne, ho visto con i miei occhi cose simili) il vero unico dato di fatto è che in un mondo in cui le immagini, le informazioni, le persone e… i virus influenzali si spostano alla velocità della luce, nello stesso istante ci sono delle persone che si stanno preoccupando di fare una dieta altrimenti non fanno bella figura col costume da bagno nuovo, e c’è chi muore di fame.Questa è l’ingiustizia.Entrando nello specifico, poi, concordo con te nel trovare stupido (e nella mia ignoranza anche difficile da spiegare…) che si attribuiscano tutte le colpe alla "globalizzazione", parola talmente abusata da non significare più nulla.Sono invece meno d’accordo nel tuo arrabbiarti sulla frase conclusiva. La religione e la fede sono talvolta mezzo di oppressione, ma sono spesso anche una risorsa per queste persone, mezzo di affrancamento e emancipazione sociale. Mi vengono in mente, come esempio, le cose buone della Teologia della Liberazione, in America latina.E mi sembra ingiusto che tu te la prenda con "…la vittima che quasi gode del suo ruolo", ecc… Che questa gente goda del suo ruolo, beh, faccio veramente fatica a crederlo. Perdonami, ma mi sembra che così ci si voglia ergere in cattedra a dare lezioni a ‘sti poveracci. Cornuti e mazziati, poveretti… Solo perché hanno giunto le mani in preghiera prima di mangiare? Mi sembra un pochino troppo…

  8. @FedericoNon sono stata chiara. Il mio commento è sulle frasi che precedono e seguono il filmato che di certo non sono opera dei protagonisti dello stesso. Mi arrabbio con queste frasi oserei dire qualunquiste, con questa interpretazione data dal regista, il quale a sua volta nel rappresentare le immagini è soggetto passivo, ma pretende di salre in cattedra liquidando il tutto con la colpevolizzazione della globalizzazione. Ovvio che queste immagini mi colpiscono, mi lasciano nauseata. E mi lascia di stucco la spettacolarizzazione che viene fatta, forse con un fine di denuncia (cosa su cui ho qualche dubbio…). E’ uno sciaccallaggio che coinvolge e rende colpevoli anche gli spettatori.Che poi la mia personale interpretazione sulla fede sia quella di chi non crede, beh… non me la posso impedire. Certo che, visto dalla nostra posizione diciamo ‘fortunata’, vedere un padre di famiglia che sfama i piccoli con i rifiuti ed avere allo stesso tempo sul volto un’espressione tanto pacifica quanto rassegnata e pregando, ringraziare il suo Dio per il cibo messo in tavola., a me fa venire rabbia.

  9. c’è di peggio da vedere.perlomeno quei bambini stanno bene, a guardarli. altri muoiono di fame e non hanno nemmeno quegli avanzi.la globalizzazione non c’entra niente in cose come queste. le disparità sono sempre esistite, ovunque.è il mercato, baby. vuoi la libertà? ecco che qualcuno mette i piedi in testa a qualcun altro.vuoi che tutti siano più o meno uguali? non c’è libertà.conclusioni? tiratele voi. io non le so.

  10. @RobertoNon sono qui a sindacare sul più o meno ‘peggio’ da vedere, forse vorrei vedere in questi filmati meno spettacolarizzazione, come ho già detto, meno parole buttate quasi a casaccio e vorrei che si facesse realmente qualcosa. Quanti si sono soffermati sul qualunquismo di queste affermazioni?? E’ molto facile cadere nel tranello e andar dietro a colpevolizzare fenomeni astratti senza sviscerarne i motivi e abbandonarsi solo a sentimenti di pura pietà, facendo leva sull’emozionalità. Non sono d’accordo sul fatto che libertà voglia dire prevaricazione sul più debole però, a meno che tu non intendi solo la ‘libertò di mercato’… Lungi da me tirare conclusioni; so solo che non mi piace vedere solo una faccia della medaglia.

  11. Il filmato fa schifo, secondo me. Non lo commentavo nemmeno. Fa leva su un pietismo retorico del tutto inutile.Sulla libertà come prevaricazione, mi limito a farne una considerazione non un programma.

  12. per me questo filmato mostra solo che lo stile dell’antica ROMA dove vigeva il CITTADINO con diritti e privilegi ed il resto a servire è ormai tornata ovunque però anche in casa nostra…..

  13. ..i bambini.. hanno aperto quel bidone per pattume come se stessero aprendo uno scrigno.i loro occhi a festa sono però quelli di chi é malnutrito..Penso che si debba sprecare meno qui, nelle nostre case..penso che si debba rispettare il vivere difficile dell’altro, ovunque egli viva.Penso che ognuno abbia diritto alla dignità..Penso che quella madre abbia servito gli avanzi ponendoli su un piatto pulito.Penso che quel padre in qualsiasi modo voglia dare cibo alla sua famiglia.Penso che quel segno della croce lo conforti e gli imponga qualcosa allo stesso tempo.Penso che é da un po’ che chi votiamo non sia degno di essere votato.Penso che dovremmo smettere di esercitare un diritto solo per dovere.Penso che la zingara o la ragazza/o appena uscita dalla comunità che chiede l’euro del mio carrello al supermercato non c’entri nulla col concetto di povero..Ciao Ros.

  14. Cara Ross, ovviamente l’autore del corto ha in mente una tesi, e la sviluppa. Io non la condivido, perché il riferimento alle multinazionali e alla "solita" globalizzazione è il solito modo di trovare un nemico enorme e difficile da combattere, e quindi smettere di combattere… E’ come dare allo scioglimento dei ghiacci del polo (e solo ad esso) la colpa dell’aumento del prezzo delle zucchine.Il disaccordo viene quando poi entriamo in disputa ideologica e quasi ci dimentichiamo del nocciolo della questione, e cioé, ripeto, che io sto a preoccuparmi di come rientrare nei miei pantaloni estivi, e qualcuno non sa come avere il minimo per sopravvivere… E la disputa ideologica porta anche a affermazioni grottesche come quella che ho letto qualche riga più sotto, secondo cui (se ho capito bene) le persone protagoniste del filmato non stanno poi tanto male, perché hanno dei rifiuti da mangiare, mentre c’è chi non ha neanche quelli? Ma siamo impazziti?Ma la faccenda è un po’ lunga… magari ne parliamo un’altra volta! Buona domenica, e a presto…

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