I bisogni indotti

Sono sempre stata una fautrice della libertà – a mio scapito, perchè di pro ne ho visti sempre molto pochi… Ci sono molti modi di essere liberi: dalla libertà fisica vera e propria, a quella mentale. Il pensiero e gli atti che di conseguenza ‘decido’ di compiere sono liberi, la loro attuazione non sempre lo è in quanto subisce condizionamenti esterni, a volte accettati a volte respinti.
Come recarsi in un supermercato ed imporsi di acquistare ciò per cui si è scelto di entrare e rifiutare l’induzione all’acquisto di altri prodotti, artificialmente posizionati per creare la "necessità" dell’acquisto stesso, imboniti dalla presunzione della convenienza, ipnotizzati da una confezione. Ovunque mi giro, vedo un’esacerbazione del condizionamento, dalla pubblicità ai giornali, da quelle che si chiamano a torto ‘solo mode’ del momento.
Non è esente da condizionamenti anche il divertimento: la scelta di un film di un CD o di un libro è sempre condizionata prima dal battage pubblicitario, o da una copertina attraente. E parimenti, il giudizio a posteriori, è influenzato dalle critiche che ci ‘guidano’ nella visione nell’ascolto o nella lettura. Difficile decidere una stroncatura, cerchiamo sempre di positivizzare il giudizio, il nostro gradimento è valutabile solo nei diversi gradi di entusiasmo: tutto ridotto a statistica. Dove è finita la mia ‘libertà’? è tutto una specie di reazione a catena. Azioni e reazioni già previste, annunciate e puntualmente accadute.
 
Come la Notte Bianca.
 
Ieri si è svolta a Genova la terza edizione. Il centro storico "allargato" restituito alla città,  off-limits alle auto ed ai mezzi pubblici (con evidenti disagi per chi doveva comunque spostarsi, e succube di una pessima organizzazione dei mezzi pubblici alternativi) ha ospitato spettacoli negli angoli storici di Genova: dalla danza alla recitazione, dalla musica live alle sessions di DJ set, bande popolari ed artisti improvvisati, acrobati e giocolieri, dalle 15 del sabato all’alba della domenica.
 

Un flusso quasi soffocante di gente ha invaso le grandi direttrici ed i caruggi, ragazzi e famigliole con bambini e passeggini al seguito, anziani con tanto di bastone, tutti sfilavano alla ricerca del ‘divertimento’.
Come se non lo si potesse fare senza la Notte Bianca.
Ho visto ragazzotti dai 15 ai 20 anni che, normalmente, il sabato sera non incontri (forse perchè chiusi nelle discoteche?) animare Via San Lorenzo con performances che, se fossi stata un genitore, mi sarei vergognata, cloni ed imitatori dei videoclip di cui hanno intriso il cervello, vecchi che di giorno non passeggerebbero mai in Via San Luca per paura dei borseggi, papà che, faticosamente, si caricavano in spalla bambini piagnucolanti che volevano dormire.
 
Forse tutta questa gente ha scambiato la Notte Bianca per la libertà…
 

 
PS. come quasi tutti i sabato sera, ho preso un aperitivo e sono andata a sentire musica live: un cantautore e una band quasi sconosciuta che con una batteria, un basso ed una chitarra elettrica, suonava molto bene, spaziando dal rock & roll al blues, facendo rivivere pezzi gloriosi di Jimi Hendrix, dei Deep Purple, dei Genesis, di Eric Clapton. Insomma… un sabato normalissimo e alle 3 e mezza ero a letto!
 
 
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15 risposte a “I bisogni indotti

  1. ..condivido in pieno Ros, hai ragione!!!e come te disserto le notti bianche di qualunque tipo e dove e come te (io ogni tanto.. figlia permettendo) con Andrea, o amici, un buon gruppo live con magari una bella ballata improvvisata non me la toglie nessuno😉

  2. E’ moderno così, baby

  3. ..sarà moderno, ma che barba che noia Edo!!:)Lu

  4. Quanto ti voglio bene Ross quando scrivi queste cose !Ti mando un bacio immenso.Fabrizio.ps, se guardi il sito di Stefano, scopri che anch’io faccio le stesse cose: buona musica in campagna, heheh!

  5. il titolo da "bisogni indotti" l’avevo letto "biscotti" ,ma son goloso….cmq della tremenda unica notte bianca a napoli ne ho già sparlato, vero?

  6. @Lù: felice della…. condivisione! Forse ho capito perchè io non ho avuto figli :-))@Edo: grazie per il ‘baby’…. e rinuncio alla modernità allora!!!@Fabrizio: meno male che, nonostante il mio caratteraccio, qualcuno che mi vuole bene c’è ^_^ Grazie per il bacio immenso che ricambio SMACKKKKK@Mauro: lo sapevo…. tu della scorsa notte bianca genovese ricorderai solo le vetrine delle pasticcerie! Mi domando come avrai fatto a Palermo o a Siracusa :PPP

  7. ….in fondo e’lo stesso per il sabato sera….se non esci sei uno sfigatooo!!!…ciao bella signora…-;))

  8. Per distinguere mode da necessità ci vuole cervello e carattere.Magari qualcuno ha vissuto la notte bianca semplicemente come un ‘occasione per vedere la città di notte e fare una cosa diversa,qualcun altro per curiosità, altri per camminare un po’ col fresco, altri inseguendo il "gregge".Personalmente, una notte "in bianco" non la reggerei, forse perché ne ho passate troppe al tavolo da disegno e, adesso, appena posso vado a dormire.Non sono riuscita neppure ad andare a quelle di Roma degli anni passati: un po’ perché detesto la confusione, un po’ per la stanchezza, ma ti posso assicurare che certe iniziative erano davvero allettanti.beh: BUONA NOTTE…visto l’orario😉

  9. non ne ho mai fatta una……ma con il tempo sarà quasi un obbligo esserci stato……io fuggo…..

  10. Tutti mi dicevano quanto fosse divertente la notte bianca in questa o in quella città così sono andata alla prima che han fatto a Verona…Se normalmente il centro è invivibile così è peggio ancora; organizzazione alla carlona, disagi a non finire e manifestazioni culturali che non se le filava nessuno, la maggior parte della gente faceva dentro e fuori da negozi e bar!L’unico grande piacere: il concerto della PFM in Arena.Anche i miei sabati sera sono come i tuoi.

  11. notte bianca??? no, grazie … preferisco vivere!!non ho mai partecipato ad una notte bianca romana … in compenso ho fatto ben 100 mt nelle strade di napoli durante la sua notte bianca … al 101esimo metro pressata come una frittella, ho dato forfait e (con molta fatica) sono tornata indietro … :)w la libertà … di tornarsene a casa!!

  12. ho vissuto qualche notte in bianco . . Quando morfeo non si decideva a raggiungermi . . Per il resto detesto la caoticità

  13. Mai partecipato a una "notte bianca" …. boh, non ne capisco il senso…preferisco una festa paesana con fuochi d’artificio finali….Bel post…. come sempre!

  14. Se vissuta con lo spirito giusto credo che non sia da demonizzare: è un’occasione per vedere la propria città sotto un’altra luce, con un altro occhio, magari con l’offerta di qualche diversivo che solitamente non c’è.Sono stata alla prima notte bianca di Torino durante le Olimpiadi Invernali (freddo becchino, tra l’altro!): vabbè che l’evento era grande, l’occasione irripetibile, la città trasformata anche di giorno e non solo di notte… ma io mi son divertita.E’ anche vero che se voglio fare le tre di notte non ho bisogno che mi organizzino una notte bianca ad hoc…. ma quella volta mi sono divertita.

  15. qui niente notti bianche, basta un qualunque sabato sera!:-DD

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