Anche i ricchi piangono!

Giuro che queste sono le prime parole che mi sono venute in mente quando ho ascoltato stasera la notizia che dà l’Emirato del Dubai è sull’orlo della bancarotta!
 
I miei ricordi del Paese del Petrolio risalgono ormai a dieci anni fa, ma sono ancora ben precisi e netti.
Niente paese dal fascino delle Mille e Una Notte (almeno non nella mia accezione personale, legata alla tradizione, agli usi e costumi che hanno fatto di questa parte del mondo la culla della civiltà), bensì una moderna megalopoli, una striscia di deserto dove sembrava che bambini si fossero messi a giocare con i Lego e facessero a gara a chi costruiva il palazzo più alto, un cielo per fortuna terso (non immerso in una foschia perenne simil-milanese come Singapore) ed un sole costante, che si rifletteva sulle pareti dei grattacieli, rigorosamente in vetrocemento, creando quell’effetto che spesso si ritrova sulle foto newyorkesi della 5th Avenue,  linousines, SUV e JEEP, la cui cilindrata più piccola era di 4000 cc, Hard Rock Cafè e Mac Donald’s a gò-gò, e la ricostruzione dell’antica città araba (che non credo sia mai esistita!) pro turisti fai da te!Dalla spiaggia dell’Hilton Beach Club svettava l’hotel (allora in costruzione) di Doha, con la sua futuristica forma a vela.  Ho persino incontrato l’emiro del Dubai, approfittando della sua passione per le auto: cercava di entrare, con tanto di palandrana (ed immancabile kefiah), in una LAMBORGHINI DIABLO rosso ferrari, piazzata, come specchietto per le allodole, nello stand vicino al mio! Insomma, al di là dell’usanza dell’abito, mi ha dato l’impressione di un paese senza carattere, vorrei dire ‘senza storia’,  un luogo esclusivamente dedito al commercio, alla rappresentanza, per la quale non si sprecno tappeti, oro, megayacht con rubinetti in oro bianco e gioielli.
 
E poi, come in ogni capitale moderna che si rispetti, c’è la parte ‘oscura’, quella nascosta ai turisti, la zona in cui si emarginano i poveri, quella case fatiscenti che stanno sul creek, abitate da immigrati pakistani, e un po’ più avanti, le abitazioni popolari abitate ai commercianti cinesi, che nelle bottegucce che sono intercalate alle gioiellerie pacchiane del Gold Suq, dove spicca l’oro rosso (sullo stile di quelle del Ponte Vecchio fiorentino, destinate ai turisti americani) hanno i loro negozi di souvenirs e cercano di rifilarti un elefantino in pseudo plastica con la targhetta ‘made in Taiwan’ come artigianato locale…
 
 

 
E ora? sogneremo ancora di diventare ricchi come gli sceicchi del petrolio?
O malediremo piuttosto la nostra stupidità per aver permesso che l’oro nero condizioni la nostra vita, mentre sull’altro piatto della bilancia contribuisce a creare soldi e potere, che spesso sono solo di facciata?
 
 
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7 risposte a “Anche i ricchi piangono!

  1. io Ross guardo gl’indici di borsa e penso …vendiamo tutto e compriamo cammelli???!!!:-DD

  2. sono dei parvenu, ammessi al circolo solo perché ricchi ma incapaci di gestire tanta ricchezza

  3. @MauroSono d’accordo. Sono ‘beduini’ che si sono trasformati in ‘managers’, ma le banche europee ed inglesi che li hanno finanziati nelle loro idee di megalomania isterica cosa sono?

  4. ops…. volevo dire europee e americane…

  5. Condivido totalmente la tua descrizione di quel posto… Devo però dire che, accanto alla ostentazione senza limiti della ricchezza (con l’albergo più bello, il palazzo più alto, la macchina più veloce…) stanno anche cominciando a pensare al futuro, e come continuare a dominare il mondo (come fanno ora) quando il petrolio finirà… Infatti, paradossalmente, sono fra quelli che al mondo stanno investendo di più sulle fonti alternative.Comunque sia, un brivido di piacere nel leggere queste notizie l’abbiamo avuto tutti… Spero soltanto che gli avanzino un po’ di soldi per concludere un certo affare… :-)

  6. Mah.. ripeto quello che ho scritto da Ariel, ci capisco poco, ma sento odore di bruciato… c’è sempre qualcosa sotto che noi non sapremo mai…. o forse lo scopriremo sempre troppo tardi… ma io sono una sognatrice, non faccio testo…

  7. quando ho sentito la notizia in tivù ho pensato subito a federico, chissà perchè!:-DDl’ostentazione della ricchezza mi infastidisce sempre, da qualsiasi parte provenga.

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