Vita di coppia

Ci sono giorni in cui la mia ‘singletudine’ grava su di me come un macigno.
Mi interrogo se valga la pena fare cose solo per me, mi spaventa l’idea di una vecchiaia in solitudine, rimpiango di non aver avuto figlii, anche se tutto questo sembra banale, e guardo con occhio nostalgico chi sta in coppia.
Lontani ricordi si affacciano alla memoria. Gesti consueti di chi convive con qualcuno, alcuni fatti spontaneamente altri per obbligo. E’ a questo punto, ricordando quanti gesti ho fatto per obbligo, o solo per riceverne altri in cambio, tutti spontanei peraltro, ma tutti con un loro fine ultimo, che mi sveglio e corro allo specchio, non fosse altro che per parlarmi meglio e sincerarmi di essere io quella che pronuncia tali parole.
 
Sono nata nell’illusione di una famiglia tradizionale del dopoguerra, felice di avere anche poco, certa degli affetti, ricca di buone parole. Ho visto un rapporto ‘di coppia’ che voleva essere d’esempio e ci ho creduto, non volendo vedere in che modo si fosse trovato un equilibrio. Ho cercato, credo come tutti, di riprodurlo a mia volta, qualcuno direbbe ‘fallendo’, altri ‘sbagliando’. E se sbagliare è umano, credo che oltre 20 di convivenza siano da definire diabolici. Potrei obiettare a me stessa ‘forse era l’uomo sbagliato’, ma so che non sarei obiettiva. Non esistono persone giuste o sbagliate. Esistono solo persone diverse da se stessi. Ed ognuno di noi è diverso dall’altro.
 
Allora, applicando una regola matematica, e considerando che l’innamoramento dura poco e l’amore si trasforma in affetto con l’abitudine, la vita di coppia è una sommatoria, fatta di dare e avere in egual misura, di rinunce da entrambe le parti, di persone ‘a metà’?
 
 

 
 
Ditemelo… perchè più vado avanti, più vedo ‘coppie’ che prendono strade diverse pur restando apparentemente insieme, più mi convinco che tutti siamo destinati ad essere SOLI.
 
Ed è in questi momenti che allora il mio essere sola mi pesa di meno…
 
 
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31 risposte a “Vita di coppia

  1. L’amore è roba che spacca, roba da duri, confronto giornaliero, piatti rotti… Così la pensava la mia ragazza prima che scappassi con la scusa di andare in bagno.

  2. non sono la persona più adatta per dare ‘consigli’ visto che quest’anno ‘festeggio’ 21 anni di separazione … :)però, tra il mio matrimonio e la mia convivenza, ci sono due differenze sostanziali … la prima è l’età … 22 anni di differenza nel fare la stessa cosa, non sono pochi (mi sono sposata a 20 anni e sono andata a convivere a 42) … la seconda è l’allegria … il saper ridere di se stesso e dell’altro, il prendersi in giro, lo sdrammatizzare con una battuta una situazione difficile … cosa che, con il mio ex marito, non era nemmeno pensabile …la vita di coppia è, di fatto, una sommatoria … è un miscuglio di dare e avere, di andarsi incontro e di sopportazione … in fondo, se si è in due a pensare … come potrebbe essere altrimenti?? l’importante è che il tutto sia reciproco ed alternato in modo da compensarsi a vicenda … credo sia questa la differenza sostanziale tra l’essere una persona a metà … ed il provare ad essere l’altra metà di una persona!!😉

  3. Ross, mi dirai che i miei 35 anni sono troppo pochi per indurmi a fare una sommatoria. Ma la scelta tra solitudine Versus una vita di coppia intristita ed intristente mi terrorizza.E mi terrorizza il fatto che la solitudine potrebbe anche nn essere una mia scelta ma una condizione inevitabile.Ross, in bocca al lupo. Questa nn è facile per niente.Io speriamo che me la cavo.

  4. Ti ammiro per come sei riuscita a "metterti a nudo". Credo che questo tuo post sia – forse – (da quando ti frequento) il più introspettivo e forse il più lacerante tanto è intenso.Ti abbraccio

  5. Non sono d’accordo nel definire i singles delle persone a metà.Metà di cosa? Di una coppia? Si nasce e si muore da soli…. e molto spesso quello che c’è fra questi due eventi è caratterizzato da solitudine, anche quando si ha una relazione.Può sembrare cinico quel che dico, ma l’ho amaramente sperimentato.E, tutto sommato, è meglio "far da sè" piuttosto che essere, per il mondo, soltanto "la moglie di…".

  6. in ogni caso, anche io preferisco essere sola veramente quando devo sentirmi sola … pur essendo in due!!UIDBA:@SILY: credo che Ross intendesse proprio il contrario ossia, che l’essere in due, spesso è sinonimo di persone a metà … almeno, questo è quanto ho capito io … :Squando per ‘convenzione’, per ‘abitudine’, per ‘paura’, per ‘il proprio tornaconto’, per ‘necessità’, etc. … si continua a stare insieme a qualcuno al quale non abbiamo più nulla da dire e da dare …

  7. ..e concordo con Paola…intenso e lacerante.

  8. io sono alla mia seconda volta…la prima e’durata 10 anni piu’7 di tribunale…(ovviamente ha perso…:-))pero’credo che se funziona nel miglior e piu’ampio senso del termine sia meglio in due…e non ho mai visto l’altro come uno stipendio una macchina per il sesso o un accompagnatore ma qualcuno con cui condivedere un percorso di crescita di progetto di serenita’…non e’mai ne’troppo presto ne’troppo tardi ..trovare qualcuno con cui star bene puo’accadere sempre piu’difficile diventa trovare il coraggio di vivere insieme…io ci sto riprovando…che fatica!!pero’….non mollo…ormai ho imparato qualcosa dai miei errori…sai cara Ross…chissa’….non dico di cercare ..ma perche’non lasciare aperta la porta del cuore insieme ad amici nuovi e vecchi e belle persone potrebbe capitare anche un Uomo che ti piace !!!…tanto!:-))ti abbraccio cara Leonessa!

  9. Sì, rileggendo, mi rendo conto che forse ho frainteso.

  10. ross, hai temperato la matita, tirando fuori quelle bucce irregolari, che odorano di legno e di grafite. ma la punta è perfetta e produce segni diritti e chiari. la tua è una matita che tutti noi abbiamo. a volte decidiamo di temperarla, come hai fatto tu, la notte passata, altre volte la lasciamo spuntata per comodità, per pigrizia, perchè spesso non riusciamo a trovare l’attrezzo per temperare. ( scavarsi i segni dentro, chiedersi il perchè delle cose, è frutto di un lavoro profondo e duraturo. di una mente e di un cuore pensanti e pulsanti. mica tutti pensano e vivono,spesso è più comodo lasciarsi vivere!!! a volte faccio la conta degli anni che sono passati dacchè conosco mio marito. è una vita, avevo quindici anni. non sono state sempre rose e fiori, ancora adesso non lo sono. però la nostra " società di mutuo soccorso " dura ancora. senza follie, ma con un solido e divertito bene!)

  11. @SilySì, ha ragione Lilla. E forse mi sono spiegata male io: vedo persone che hanno poco in comune e che per rispetto o per pigrizia. come dice Virginia, si trattengono nel fare le cose che a loro piacciono, che potrebbe essere un banalissimo andare a teatro, al cinema, perchè all’altro non piace. Ecco… sono cose cui anche io, a mia volta ho rinunciato. E’ una vita a metà, spesso sostituita da abitudinarietà. In questo senso, sono persone a metà.

  12. @VirginiaNon volevo mettere in dubbio la capacità di molti di ‘resistere’. Nel mio caso personalissimo poi, non sono stata io a tirare i remi in barca, ma quando è stato deciso, beh… ho colto la palla al balzo, nonostante fossi in preda ad un folle terrore. Diciamo che per troppo tempo non ho temperato quella matita… faceva troppo male. @PaolaNon credo che questo sia il mio ‘peggior’ post. A me ne viene subito in mente un altro. Se lo ritrovo, ti mando il link!@ArielCara Sirenetta… nessuna porta chiusa, al contrario, certo è che la consapevolezza di avere i miei spazi mi impedisce di ripensare mentalmente ad una convivenza :-)) Ma come dice il proverbio ‘mai dire mai’!@EnriSai, tutto sommato non è più lacerante di altre situazioni che forse non tutti hanno compreso. E poi questo post scaturisce da sensazioni ed ondate di dejà vu che mi sono arrivate guardando la situazione di qualcun altro. E grazie a tutte!ps. ed a parte il giovane Edo, gli uomini.. continuano a latitare :-))

  13. gli uomini, ross, che mascalzoni!:-DDD

  14. a quel link ci sono andata io Ross…accidenti…

  15. ho appena letto il post che hai messo nel link … sono felice che ‘alla fine, quella ragazzina, aprì un blog’ … e sono felice … che le nostre strade si sono incrociate!!!bellissimo post!! :)

  16. @Lillaho riletto anche io il post in questa occasione ed i commenti di oltre 3 anni fa. Ne manca uno, che non fu scritto di proposito, ma mi fu comunicato a voce da un amico e che amo ricordare. Mi disse ‘hai avuto un coraggio da leoni. Io non ne sarei mai stato capace’. E questo amico ora mi manca in modo particolare. E’ un pezzo del mio cammino della blogosfera che si è perso. Ma io non ho perso la speranza di ritrovarlo. [tanto per ribadire la mia capa tosta eh?…]

  17. chérie … le strade sono fatte per incontrarsi … camminare parallele … dividersi … e … perchè no … incontrarsi ancora!!! ;)per questo concordo col tuo amico … ma soprattutto, con la tua capa tosta!!! :)

  18. @… concordo con Lilletta…e concordo con te… gli uomini contnuano a latitare… si vede che certi post…SONO TROPPO!!!!

  19. ..hai ragione Rosssolo con una persona con cui stai davvero beneanche con qualche silenzio ma nessuna convenienza puoi passare una vita.😉

  20. Anche il giovane papero prova a dire la sua…Credo che ognuno abbia esperienze positive o negative della vita di coppia ma – come te – non credo che esistano uomini o donne giusti o sbagliati.La coppia (la famiglia) è una condizione sicuramente più "naturale", e io mi commuovo quando vedo delle coppie di anziani che si accudiscono e si scambiano tenerezze da adolescenti…Ma la vita di coppia funziona quando si riesce a sacrificare una parte di sé, senza sentire il peso di questo sacrificio.Altrimenti, non è obbligatoria. E di gran lunga meglio una serena (e non rassegnata) "singlitudine"

  21. il ‘giovane’ papero?!?!?!? vabbè… per stavolta te la passo😉

  22. ehi, Ross … ho visto che hai virgolettato la parola "giovane" … ma, essendo anche io dello stesso anno di Federico … sono certa che volessi virgolettare la parola "papero" … (o no??? :S … gulp)in effetti, anche io ho dei dubbi in proposito … non ho mai visto penne o piume svolazzare in giro dopo il suo passaggio … mah …

  23. Penso che non ci siano risposte, che nella vita di coppia non ci siano regole,o possibilità di tirare conclusioni oggettive, che vanno bene per tutti. . Ognuno può parlare secondo la propria esperienza, la propria sensibilità. Ognuno vive e sente il rapporto di coppia a suo modo. Penso che quando si rompe un rapporto non è tanto che si rifiuti l’altro, che non si sopporti più, penso che sia soprattutto che non sopportiamo più come noi ci vediamo e ci sentiamo in questo rapporto. Si è stufi di sentirsi grigi, stanchi, in una specie d’imbuto, di pensare che le cose non cambieranno, che non ci sia apertura ma solo abitudine. Fino a quando ci si vede nel rapporto, ci si riconosce , fino a quando sentiamo energia, fino a quando ci crediamo ancora, riusciamo a superare le difficoltà, le arrabbiature, ma quando ci sentiamo esauriti, avendo tentato, è meglio cambiare pagina. O almeno provarci. E poi chissà nella vita tante cose possono succedere. Ci si può incontrare ancora con spirito nuovo, si può tentare ancora oppure no . Con il tempo si capirà….Ogni storia è diversa perchè noi siamo diversi l’uno dall’altro ed ogni storia ha la sua conclusione oppure no …E secondo me , importante, se ci si riesce, è mantenere sempre tenerezza e dolcezza verso la persona che si è amata. Perchè la decisione che si è presa, quella di lasciarsi, non corrisponde sempre ad una "separazione" interiore. L’affetto rimane, l’amicizia, gli anni vissuti assieme, l’esperienza fatte, a volte ci sono anche i figli. E , a mio parere, volere ignorare questo vuol dire fare del male all’altro ma soprattutto a se stessi. Grazie di questo post e buona serata

  24. insomma l’importante e’essere sereni…:-)))sempre!!!

  25. Un post intimista, come quello del link.Insegnano molte cose su chi li scrive, aiutano a capirne le sfumature, a "leggerne" meglio gesti e pensieri.Una Ross inedita PER ME.Alle volte siamo tutti soli, in coppia o single.Alle volte cerchiamo quella solitudine per mettere ordine nei pensieri, altre ci sembra che nessuno possa capire veramente quei pensieri o anche solo condividerli.Alle volte quella solitudine fa anche bene, altre fa precipitare la tristezza nel cuore.Meglio soli o accompagnati?Meglio stare bene,guardando avanti e sapendo che tutto può ricominciare da un momento all’altro e non solo finire.Un abbraccioKali

  26. @LillaNo,no… volevo proprio virgolettare ‘giovane’… chissà perchè mi ha fatto subito venire in mente quel gran romanticone del "giovane Werther" … ahahahahps. nemmeno io ho visto svolazzamenti di piume… chissà, forse è indice di gioventù :-)

  27. non si è mai a metà…nemmeno quando fila tutto perfettamente e sembra che ci si completi alla perfezione..Dice bene Federico…la tenerezza le premure che si vedono in alcune coppie…colmano il cuore..ma se non c’è affetto, stima, meglio essere da soli.Come Virginia, la mia vita di coppia ha attraversato giorni di burrasca…e chissà quante altre volte incontreremo le mareggiate..però..stiamo bene insieme..

  28. Siamo tutti destinati a essere soli.Per quanto vogliamo essere coppia, famiglia, nel più infinito amore e accordo, nell’armonia più totale, ci saranno sempre dei momenti, delle sensazioni, di solitudine, di cose che sappiamo solo noi, che viviamo solo noi, che capiamo solo noi.Io che vivo un felice rapporto di coppia, comprendo il tuo stato d’animo.

  29. Caspita che temi profondi. Sai Ross, io penso che non ci sia una condizione di vita migliore di un’altra, migliore a priori, intendo. Io ho una famiglia e siamo in 5 e questa è sicuramente una bella assicurazione contro la solitudine e scatta ogni sera quando si varca la porta di casa. Ho una moglie con cui ci si vuole bene da sempre, si sono superati tanti periodi di crisi e si è cresciuti insieme. Certo non ci manca più l’aria per il bisogno uno dell’altra, come quando avevamo 20 anni. La passione non è più quella di un tempo anche se quando affiora è sicuramente più consapevole e vissuta e quindi più gratificante. Però devo anche dire che una famiglia fa faticare tantissimo e soffrire anche. Non sai quante volte ho goduto del poter partire in trasferta e stare un po’ da solo, quanto ho poi apprezzato il tornare a casa.In sintesi, penso che ogni condizione di vita ha i suoi pro e i suoi contro. Sta a noi provare a farla girare al meglio, sapendo che la perfezione non esiste e che non si può essere esentati da fatiche e dolori. Fossi in te, andrei avanti serena per la tua strada, godendo del positivo di essere single (la libertà, il tempo libero) ed affrontando con serenità e dignità i pesi che sono presenti in questa come in ogni altra condizione umana.

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