il punto della situazione

Vorrei sempre scappare, ma riesco a farlo solo nei miei sogni…

Vorrei sempre cambiare la mia vita, ma mi limito a quei piccoli ed ovvi passi che la sorte il fato o il destino mi consentono – come a tutti noi.

Sono due settimane che lavoro con obiettivi non miei, ma che nonostante questo, riesco a raggiungere. E lavoro con persone che stimo. E scusate se questo è poco.  La soddisfazione? vedere una faccia attonita, stupita, per il raggiungimento di un obiettivo che riteneva irraggiungibile.

Ora mi sorge un dubbio: quale dei due parametri mi si addice di più?

LAVORARE PER VIVERE

oppure

VIVERE PER LAVORARE?

Non mi voglio rispondere. Come disse quel leghista del Manzoni… [ops…battutaccia scappata🙂 ], “ai posteri l’ardua sentenza”

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7 risposte a “il punto della situazione

  1. Un interrogativo che spesso tante persone si fanno, me compreso.
    E che spesso rimane senza risposta, forse per paura perché la risposta la sappiamo già, e l’unica risposta giusta in realtà sarebbe vivere per vivere…

  2. vivi per lavorare…anche se poi, lavori per vivere…
    ma tu vivi, essenzialmente, come vuoi…e non è poco!

  3. Ti lascio qui una cosa che ho scritto tempo fa:

    La mia vita

    Ogni anno corro e corro, ma non sono maratone e nemmeno passeggiate,
ogni anno passa, e nonostante tutto mi sento felice.
Corro e la mia vita se ne va per il suo cammino, nemmeno l’avevo immaginato che potesse essere così.
Corro.
E che meraviglia questa vita misteriosa piena di me ovunque.
Che bella questa dimensione terrena. Bello è il giorno.
Corrono i miei pensieri, veloci come il mio andare per moto.
Corrono i miei ricordi, pieni di tutti voi e di me insieme.
La mia musica, le mie poesie, la mia vita, la mia casa, ed ovunque il pensiero si perde, senza una meta.
Già, è così la vita, come l’ho voluta.
E non è poco.

    Insomma la vita è come la vogliamo, con l’unica certezza che un alito di vento ci può distruggere.
    Dire che gli eventi ci trascinano o travolgono è una grande bugia che spesso ci ripetiamo. Gli eventi ci potranno anche condizionare ma la volontà di reazione è solo la nostra.
    Se sei felice continua a fare come fai, se non lo sei cambia.

    Un grande abbraccio.

    Fabrizio

    • Caro MdT,
      a volte ci sono eventi contro cui non riesci a combattere, ci sono situazioni dove la tua sola volontà non basta per cambiarle, ed è in questi momenti che mi sento impotente. Ed odio sentirmi tale.
      E sono proprio questi momenti in cui penso di non essere felice.

      Ma poi mi passa… basta il tuo abbraccio🙂

  4. tanti anni fa vivevo per lavorare … ora, lavoro per vivere … di fatto … vivo e lavoro … insomma, cambiando l’ordine degli addendi, il risultato non cambia …🙂 … forse, a fasi alterne, questo capita nella Vita di tutti …

  5. lavoro per pagare i conti …e bastaaaaa!!!!poi scappo appena posso….^_^

  6. Torno dopo un bel po’ di tempo e trovo due post fra l’onirico e l’esistenzialista…🙂
    Relativamente alla domanda di questo post, credo che si dovrebbe lavorare per vivere. Tuttavia, al lavoro si spende una gran parte della nostra giornata e se questo tempo è speso per raggiungere obbiettivi, per essere stimati e apprezzati dagli altri, per stare con persone che si stimano, per essere – in una parola – gratificati (e non parlo della busta paga…), beh, tutto contribuisce a rendere migliore la vita, e agodersi anche meglio il resto.

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