Ed a gentile richiesta…

Se stasera, passando per Piazza Matteotti verso le 18,15, avete incrociato una signora che, alla faccia dell’astigmatismo e della presbiopia galoppante, cercava di leggere, con rapidi movimenti di allontanamento/avvicinamento del cellulare come fosse l’autofocus di una reflex, un SMS, e  poi scoppiava a ridere come una deficiente, beh, udite udite… QUELLA ERO IO!🙂 Il messaggio che ha scatenato la mia ilarità? questo:

“La Signora è pregata di mettersi al PC e scrivere…. etc etc…”

Il motivo della richiesta? semplice… curiosità e voglia di conoscere quei particolari che ti fanno sentire ‘parte’ di un evento anche se non ci sei. Voglia di leggere i volti delle persone da lontano, voglia di provare le stesse sensazioni. Tutto questo non era scritto nel messaggio, ma conoscendo il mittente e sapendo quali sono quelle caratteristiche che la rendono così simile a me, beh, non faccio fatica a capirla. E la ringrazio per la fiducia sul giudizio :-) E allora, sveliamo i misteri, cara Fab!

Antefatto

Tutti hanno letto qui da me l’annuncio della venuta nella terra di Liguria della cara amica Virginia. Come sempre, quando qualcuno del Circolo Pickwick si sposta lungo lo stivale, la prima cosa da fare è la chiamata a raccolta di coloro che logisticamente possono essere presenti. Vuoi mica che io vada a Milano, Roma o Torino senza avvertire i residenti? Giustamente Virginia ha avvisato me, ma forse non si aspettava un siffatto comitato di ricevimento🙂 Abbiamo ricostituito il ‘GE-MI-TO’ per l’occasione, pur lamentando l’assenza di alcuni partecipanti impossibilitati vuoi per temporanea residenza africana vuoi per impegni improrogabili di lavoro. A dire il vero, fino alla sera prima, non ero certa della riuscita, poichè, come tutti ben sanno, il rappresentante Lumbard, pur se di importazione, non gode di ottima fama per la sua assiduità nella presenza… sarà che Genova ha allontanato la minaccia di pioggia, sarà stato anche il fatto di aver dormito con dita delle mani e dei piedi incrociati, ma ci siamo riusciti! Il Papero Volante è riuscito a svolazzare fino al mare, e credo sia stata un’ottima idea per il suo apparato respiratorio: vuoi mettere la sana aria di mare con quella viziata (sotto tutti i punti di vista) della Padania? Per l’altra partecipante, la nostra Silykot, a parte una prima indecisione, comprensibilissima, visto che doveva anche procurarsi un baby sitter, beh, è stata subito una certezza e sentire la sua voglia di correre ad abbracciare gli amici, una sensazione sempre bella. La mia soddisfazione? per una che asserisce di non avere senso di orientamento, è persino riuscita a raggiungerci  dalla stazione ferroviaria in autobus con pochissime indicazioni!

Mercoledì 13, ore 7,00

Mi sveglio prima ancora che la suoneria del cellulare dia fiato alle trombe: caffè a tentoni, sigaretta di rito, doccia veloce e, ancora in accappatoio, una fugace apparizione in terrazzo per spiare l’orizzonte: niente nuvole e sole a Levante. Posso decidere il vestiario. Con oltre mezz’ora di anticipo sono al Porto Antico e aspetto impaziente, vagando tra le guide in attesa per cercare di sapere in anticipo il programma. Buca! La guida del torpedone era già sul bus .. uff… Cellulare ‘Sono ad Alessandria, il treno in orario’ – ‘Bene! ma non so ancora dove recuperarti, ci sentiamo quando arrivi a Principe’. SMS ‘Spero di finire per le 11, al massimo 11,30. Ti chiamo quando sono per strada. Ma tu non dire che ci sono, così mi presenti come un amico e vediamo se mi riconosce’ [sgamato alla prima… ma ve lo ricordate il suo post con i maxi cartelloni con la sua foto??? ma chi ci poteva credere???]. Cellulare ‘Siamo a 2 km dal Porto Antico’ ‘Sì, ma dimmi almeno che colore è il bus… ce ne sono già 10 qui in attesa…’

Eccola!!! La vedo!!! L’impavida insegnante alla testa dei 38 pargoli! E sotto le occhiatacce della loro guida, ci abbracciamo e chiaccheriamo tranquillamente, come fossimo al bar del Porto di Trani. La guida ci richiama all’ordine guardando nervosamente l’orologio e ci incamminiamo. Come di regola, il gruppo si sfalda ben presto ed io faccio da raccolta dei dispersi e ripeto per coloro che erano disattenti le spiegazioni della guida. Palazzo San Giorgio, Via San Lorenzo, il Duomo. Su fino a Palazzo Ducale. Scalinata di corsa da ginnasta quasi provetta e vado a recuperare la torinese in Piazza De Ferrari. Un avatar che cammina, secondo la mia ospite. Baci e abbracci e la guida se ne va col gruppo. Li lasciamo andare, tanto so dove vanno🙂 Come carbonari, io e la torinese ci scambiamo occhiate d’intesa: stiamo seguendo via SMS le vicissitudini del Papero. E’ partito ora. Sarà qui per le 13.30. E con una ‘faccia come le lastre’ come si dice a Genova, ci scusiamo con Virginia perchè Federico non ce la fa a venire e lo scusiamo, tanto ci siamo abituate🙂 La guida si libera finalmente del gruppo dopo averci (?) accompagnati nei vicoli, davanti al ristorante. La scolaresca al chiuso sfoga tutti i suoi istinti repressi… ed i professori anche! Il cellulare sul tavolo: orrore! non c’è campo. Io e Silykot ci scambiamo un’occhiata: dobbiamo uscire fuori per vedere se ci sono SMS o chiamate. Tocca a me. ‘Sai forse ci raggiunge un mio amico, vado a vedere se mi ha mandato un messaggio’. Sembro Eleonora Duse! Appena fuori dalle mura spesse un metro del locale il cellulare squilla ‘Sono a Busalla.’ Ok, mezz’ora e sei a Genova. Segui per il Porto Antico e parcheggia. Ti vengo a recuperare. Davanti ad un arrosto con patate, riesce ad arrivare un SMS ‘parcheggiato ora. Dove siete che vi raggiungo?’. E la Signora dei Sogni si esercita in una corsa Vico del Fieno-Caricamento, svicolando tra bancarelle indiane e bouquinistes che vorrebbero assomigliare a quelli della Rive Gauche parigina. Trovato il MI mancante! Si torna verso la compagnia. E naturalmente lo sguardo di gioia si sovrappone all’esclamazione di Virginia: ‘FEDERICO!!!’ Sgamato… appunto🙂

Ma ora mi fermo… post troppo lungo… ed è tardi…

Domani il seguito, forse🙂

7 risposte a “Ed a gentile richiesta…

  1. wow…”ti ho visto” mentre facevi le manovre strane col cellulare…e poi “ti ho sentito” ridere..
    GEMITO…sigla fantasiosa, un pò inquietante all’inizio, poi…torna ad essere Genova, Milano, Torino e prendi a sorridere “delle facce che si figurano nella testa”…
    Ho perfino rivisto Federico sulla scala mobile (subito dopo ho visto richard gere con la rosa, che per noi era diventata un carciofo) Cablo che branco di “gente particolare” siamo!
    Beh, mi piace…
    Ciao Ross…grazie per avermi accontentata 🙂

  2. Sto facendo scorpacciata di ricordi, balzellando dalle ultime due puntate di Virginia alla tua prima!
    Ha ragione Fab: “che branco di gente particolare, siamo!”
    …. ma come ci sto bene in questo branco!!!😀

  3. e com’è che non ho letto prima questo post?????? distrattissima dal rientro. ho trovato un mare di roba da lavare e stirare, ed è un miracolo esser riuscita a raccontare ciò che ho raccontato… vado a leggere il seguito!🙂

  4. Ehi… ma non mi ero accorto di quest’altra cronaca…

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